domenica 5 dicembre 2010

L'harem, facebook, l'amore che non c'è

Bubi, Bubi…Devi promettermi che almeno dentro di te smetterai di considerarti poco o nulla.

Cosa?! Giulì, perché arrivi sempre a questo, perché, perché? Non sono annichilito dal complesso di inferiorità, suvvia.

Non è un complesso di inferiorità, forse è sopravvalutazione degli altri o dannatissimo senso della saggia misura del proprio io o qualche altra fottuta elaborazione condizionante della psiche avvezza alla nobile gestione delle sfumature di filosofia esistenziale!

Giulì, accidenti, la grappa ha attorcigliato le tue riflessioni su un vocabolario di astruserie! Non esagerare piccola dolce amica mia.

Non esagero e non sparo fregnacce, io! Non farmi arrabbiare Bubi o spiffero tutto a Pedro, eh eh. Su, dai: prometti.

Troverai la morte da solletico prima che tu possa far arrivare il soave soffio della tua voce alle orecchie di Pedro e all’attentissima tastiera vivente, Giulì…Non posso promettere, lo sai. E tu non toglierai il velo dal segreto, mai!

Bubi, smettila, muoio davvero, basta, non ce la faccio più, mollami…

D’accordo, ti lascio stare se non insisti Giulì.

Libera dalla morsa del solletico Giulì si ricompone e pronuncia formalmente un proposito: Bubi, Pedro e la sua tastiera non offrirebbero mai la soluzione ai lettori, assodato questo quello che mi riprometto è starti accanto e darti pure un benevolo tormento affinché tu possa trovare amore…verso te stesso. Non demorderò, sappilo.

Ehm…mi commuovi Giulì, ti prego, lascia perdere. Torniamo a facebook, alle trame della libidine, alla grappa, alle nostre risate da sms.

Sviando le lacrime Bubi beve un sorso di grappa e legge un messaggio: sei troppo prezioso per me…

Giulì senti questa, ma ti rendi conto? Mi ha conosciuto due giorni fa e trova io sia già un tesoro, non è azzardato, eccessivo, assurdo?

Giulì gli accarezza i capelli, appoggia il capo sulla sua spalla, ride…Bubi, si aggrappano, è vero. A un attimo suggestivo, a un sorriso, a un complimento, a un’onda intelligente. Ma sono anche tremendamente alla deriva. Vogliono bombardarsi di illusioni.

E qualche volta fanno finta di sapermi sommergere di allegria, ottimismo, romanticismo alle stelle! Magari anche lusingandomi…

Mi chiedo sempre come tu possa tollerare tutto questo, Bubi.

Non tollero, ci sguazzo…è molto diverso!

Mah, beato te che riesci ad elargire tutta questa indulgenza, Bubi. Il fatto di sguazzarci poi è molto maschile, diciamo.

Giulì chi troppo vuole nulla stringe. Meglio godersi quel poco che ci passa davanti senza troppe pretese…

Bubi, Sono arcistufa di zigzagare intorno a queste cervellotiche contentezze del meno peggio, preferisco il silenzio di un incanto che forse non arriverà mai. Non capirò mai le tue donne. Non comprendo perché mentono spudoratamente al loro specchio. Sanno che non c’è amore ma inventano e inscenano la manfrina dello struggimento amoroso.

Sanno che non c’è amore, fermati a questo Giulì. Per me conta questo…Posso giocare, osare, strapazzare, allettare, svicolare. Loro non soffrono.

Ah questo è sicuro, Bubi! Ma a te diverte davvero destreggiarti in quelle manfrine?

A volte mi diverte, a volte mi annoia, a volte mi incuriosisce. Ma non mi impegna e quindi è perfetto. Posso esserci o eclissarmi!

Ehi intanto guarda che risultati su facebook, basta strizzare l’occhio e qualcuna và in brodo di giuggiole. Fanno bene quelle che si tengono alla larga da questa piazza virtuale, quelle che vogliono solo contatti vis a vis, almeno ti danno un po’ di filo da torcere e non si mescolano al gregge...

Uhm, ultimamente una di quelle che stanno alla larga da facebook mi sta marcando in modo encomiabile. Sensuale e dotta: un connubio pericoloso.

Lineare, confusa, sconvolta?

Piuttosto lineare ma sottilmente sofisticata…E’ così ingegnosa nel tira e molla che ancora non ho ben fiutato dove sta il trucco!

Evviva, almeno abbiamo ancora la speranza di qualche sorpresa! E, dimmi, il nostro enigma preferito al secolo Lucy come sta?

Mi ha scritto anche lei prima che venissi qui, aspetta, ti leggo il messaggio: Bubi ti cerco ancora, nel paese che non c’è o tra le nuvole del cielo. Un bacio a sensi alterati.

Non si smentisce, non arretra di un millimetro, non placa il furore. Ma è un vero concentrato di delizia!

Ti sta così simpatica Lucy, Giulì?!

No…ma è meno odiosa di tante altre inutili comparse del tuo harem.

Dovresti conoscere Vittoria, magari lei ti piacerebbe.

Chi è, quella che ti trova prezioso?

No, è una tipa che ho conosciuto una settimana fa sul lavoro, mi martella di sms e telefonate, è molto brillante e per ora ha scelto un profilo da amica.

Un profilo da amica, strategia o verità? Vedremo…

Comunque parla di sesso con discreta disinvoltura, sarebbe interessante per i tuoi studi.

Wow, un altro motivo per resistere. E sono due questa sera, bene!

Comunque ti confido una cosa Bubi: da quando penso che finirò nel racconto di Pedro e della sua tastiera vivente mi chiedo se sia utile metterti a fuoco con frasi accuratamente composte. E non so se prepararmi a spiegare perché mi stanca spiegare…ehm, mi sono spiegata, Bubi?

Ohh, chiarissima! Senti Giulì, non fidarti delle parole e di come possano arrivare a chi legge…Mentre il sesso, qualche voluttà emotiva, la necessità di un lampo onirico, un bizzarro viluppo di smarrimento, sfida, incoerenza, euforia possono stare in piedi senza stampelle nel caos dell’esistenza, le parole che vogliono narrare tutto questo rischiano di fare un capitombolo indecoroso!

Allora tutte le nostre chiacchierate, Bubi, dovrebbero finire gambe all’aria…e beh, in effetti, ah ah non ci resta che ridere.

Ecco, non ci resta che ridere Giulì!

Dunque davvero Bubi non vorresti consegnassi a Pedro parole come frecce che centrano il bersaglio?

No, Giulì. Lascia che Pedro e la tastiera vivente proiettino luci e ombre senza troppe didascalie…

Ok, Bubi.

Giulì ti ricordi che domani sera abbiamo appuntamento con il web e il responso della Sibilla?

Accipicchia è vero! Bene, ora mi appresto a cacciarti, ho sonno!!!

Dolce notte, amica mia, a domani.

CONTINUA

1 commento:

  1. non servono stampelle ... bastano le ali dell'emozione

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