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domenica 4 novembre 2012

Scopamicizia o (scopicizia)


Chi è questa Cinzia?
Una collega.
Che tradisce il marito…
Si. Tra loro ci sono un affetto prezioso, stima, complicità. Manca il sesso, da anni sono fisicamente distanti. Probabilmente anche lui colma il vuoto altrove, Giulì. E Cinzia quando può rimette in moto il motore con me. Senza complicazioni, senza aspettative, senza tensioni.
E’ quella che oggi si chiama scopicizia o è puro sesso?
Proprio una scopicizia. Calore, confidenza, rispetto. E un sesso sereno, sempre giocoso, brillante. Cinzia è una parentesi di quiete buona, per lo spirito.
E’ giovane?
Ha appena compiuto 50 anni ma ne dimostra 30 per fisico ed energia! Quanto alla testa Cinzia ha i migliori 50 anni che io conosca: equilibrata, matura, spontanea, lucida, autentica.
Che bella descrizione Bubi! E sessualmente?
Consapevole, libera, generosa, curiosa, sensibile. Non è scatenata ma ha una finezza erotica speciale. Per età e temperamento sa godersi il rapporto sessuale in modo pieno, aperto, intenso. Ha un ottimo rapporto con la carne, con i sensi, con il piacere. Con lei sono orgasmi vissuti, densi, vigorosi e franchi…una delizia, Giulì!
Caspita Bubi, Cinzia è davvero una splendida figura! Sai, mi spiace che tra lei e il marito non ci sia intesa sessuale.
E’ vero, per quanto io gradisca molto sostituirlo, spiace anche a me che non abbiano una felicità completa. Da quel che so anche lui è ottima persona. Si amano ma negli anni è scemata la passione…
Comunque questa vostra relazione è stuzzicante! Immagino il feeling, l’amore fatto con cura e garbo, la beatitudine dell’amplesso.
Si, è un bel rapporto. Non di eros malato o selvaggio o surriscaldato o urgente o appiccicoso. Un eros disteso, pulito, rigenerante.
Ma…avete mai pensato a qualcosa di più?
Impossibile, per entrambi. Facciamo sesso con grande trasporto e naturalezza ma siamo, indiscutibilmente, amici. Non amanti o compagni. Amici.
Uff Bubi sarebbe bello parlare solo di Cinzia ma sento sul collo il fiato di Pedro. Con la storia del vibratore siamo stati troppo superficiali e veloci, Bubi. Dobbiamo entrare meglio nell’autoerotismo, Bubi, lo sai…
Si, lo so. A quel birbante di Pedro non può sfuggire. Però dai parla prima tu di quella femminile eh eh!
Eh già una sana sega per gli uomini non è roba da prurito, è quasi il più banale degli argomenti, così scontato che non può certo stupire! E’ considerato normalissimo, pure in costanza di una vita di coppia soddisfacente, che gli uomini conservino un legame forte con la pratica della propria mano. Per le donne il discorso è ancora quasi tabù: si sa ma non se ne parla nei dettagli. Ma sei tu quello che conosce tante donne…tocca a te svelare quello che sai sul loro autoerotismo!
Giulì….
CONTINUA

martedì 31 agosto 2010

Erezione mentale

E’ un’erezione mentale, quella di Bubi.

Un subbuglio emotivo, una scintilla…

Bubi ha colleghi, conoscenti e amici omosessuali. Ma non è mai stato un potenziale partner, ecco. Quello che prova con Dario è un brivido, di piacere e di sgomento. Come può vivere un’eccitante complicità con Dario? Impossibile!

Non è vero, non è impossibile, pensa Bubi quando ormai è a casa, nel suo letto, solo. Dario l’ha riaccompagnato alle 4 del mattino, serenamente, allegramente, senza aver tentato un approccio. Eppure c’era una carica erotica strabiliante in quello stato di grazia dei sensi, delle parole, degli sguardi…

Maturo, lucido e accorto, Dario. Ha saputo calibrare bene i colpi e frenare al momento giusto. Ha lasciato che fosse Bubi a immaginare, a rimuginarci su, a restare in fermento e in ansia…

Bubi potrebbe quasi essersi inventato tutto, aver interpretato male, essere giunto a conclusioni sbagliate! Dario non ha accennato alla propria omosessualità, non ha fatto esplicite proposte sessuali a Bubi, ha solo giocato egregiamente con l’ambiguità e la seduzione.

Bubi non è uno sciocco. Bubi è uno che si fa masturbazioni cerebrali non da poco, talvolta. Bubi sa che quello con Dario è un incontro che non dimenticherà facilmente.

Proprio poco prima di uscire con Dario aveva ricevuto un invito decisamente allettante, uno di quelli che fanno impazzire Bubi. L’affascinante creatura adocchiata un giorno in piscina con Giulì aveva fatto un giro non da poco per avere il suo numero di cellulare e si faceva avanti per “verificare se la prima impressione è quella giusta!”…Il boccone ideale per Bubi.

Ma ora non riusciva a concentrarsi sull’obiettivo, non aveva voglia di puntare la sveglia per poi raggiungerla in piscina, come lei aveva suggerito. Desiderava starsene lì con addosso gli interrogativi su lui e Dario, su quella prospettiva quasi amorosa di profonda armonia, su quel prezioso squarcio di un’altra verità…

Questo stuzzicava Bubi: l’altra verità. Quello spazio di intimità non goduta eppure entrata prepotentemente nella sua carne e nella sua anima. Quella possibilità di osare e volere qualcosa che non apparteneva al suo bagaglio di certezze culturali o umane. Quella dimensione di pulsioni un po’ stravaganti, un po’ deliranti, un po’ sconvolgenti.

Forse non avrebbe mai fatto sesso con Dario. Forse non avrebbe mai fatto sesso con un uomo. Ma Bubi non voleva negare che aveva provato una sintonia speciale e un trasporto intenso. Era una questione di emozioni, puramente di emozioni! Le persone e le situazioni possono intrecciarsi in modi quasi incredibili…Ci sono attimi e condizioni quasi incontrollabili, tempi e luoghi ove tutto può accadere. Per magia, quasi. Perché le persone sono cuore, testa, pancia…sono matasse inestricabili di complicazioni, splendori, miserie, virtù, aneliti.

E a Bubi non andava di scrollare le spalle e archiviare quel fulmine.

Voleva starsene in quella tempesta di ormoni e filosofie, tra sorrisi e perplessità. Per spingersi tra le proprie più recondite e magari scabrose pieghe. Dario l’aveva messo di fronte a quello che solitamente schivava: l’ineluttabile destino delle combinazioni impenetrabili…

Sembrava vivere alla giornata, Bubi. Ma in realtà quella era la via per pianificare la sua aderenza a un progetto: quello di prendere la vita a morsi, adrenalina dopo adrenalina, donna su donna. Senza il panico dei punti fermi. Senza il rischio di agonie.

Dario era la prova vivente della fragilità degli schemi, dei propositi, delle barricate: le bufere passionali possono fare tabula rasa. Possono sollevare ebbrezze ben più forti delle resistenze psicologiche. Possono anche aprire un varco nel buio e offrire alla vista uno spettacolo pirotecnico!

Bubi non si scopriva sentimentalmente scosso da Dario. E neppure ferocemente attratto, no cari lettori. Dario era solo un grimaldello, la leva per aprire lo scrigno insomma. Bubi aveva tra le mani le sue sciagurate ostinazioni, le sue capricciose brame, le sue pericolose debolezze, le sue fantastiche qualità. E ci sguazzava dentro, con qualche sofferenza ma anche con sollievo…

Dario aveva messo in moto più suggestioni di un esercito di femmine.

Tante donne, nessuna donna: un concetto crudo ma efficace che Bubi aveva espresso diverse volte. Perché in fondo la collezione facile aveva sminuito molto il valore delle donne per Bubi. Non ve lo confesserebbe mai, magari non l’ha svelato chiaramente neanche a se stesso, ma è così dice Pedro.

Da quella veglia con il battito accelerato al sonno passano quasi due ore. Bubi si addormenta all’alba.

E i sogni, qualche volta appiccicosi come le mosche quando il cielo porta pioggia, non placano il formicolio fisico e spirituale: Bubi si sveglia a mezzogiorno madido di sudore, in fermento di istinti e in torpore motorio. Una contraddizione tragicomica di sensazioni…

CONTINUA

mercoledì 16 giugno 2010

La notte della lussuria


Un brivido corre lungo la schiena di Bubi. E’ convinto sia Lucy.

Prende il cellulare con una certa apprensione e legge: Bubi, rientro tragicomico, una serie di ritardi massacranti, uffa, ci sentiamo domani.

Paoletta!

Non ci aveva più pensato, Bubi.

Si erano ripromessi di sentirsi al ritorno di lei per cenare insieme o per vedersi almeno in serata...Questa volta l’inconveniente era stato provvidenziale. La giornata appena trascorsa era già stata troppo complicata!

Bubi, rilassato, digita rapidamente: ho immaginato qualche intoppo, non preoccuparti, buon riposo. Un bacio.

Il sonno ristoratore di Bubi poteva finalmente cominciare…

Ma in posizione orizzontale i campari, la birra, le ore convulse con Lucy e le istigazioni più o meno ingenue di Giulì sui sogni proibiti si mescolano in uno sferzante fermento. Non è nervosismo, è uno stato di seducente languore squarciato a tratti da struggenti fantasie, ecco.

Sente migliaia di spilli nella pelle, Bubi. Una dimensione rarefatta e impalpabile rotta da quei sottili attacchi di smania e veglia. Si gira e si rigira nel letto per molto tempo. E’ un match bizzarro. Perché vorrebbe crollare in letargo e nello stesso tempo è rapito da quelle velate percezioni.

E’ una sofferenza dolcissima.

Al mattino ci vogliono due tazze di caffè bollente per riportare Bubi allo stato di coscienza. Nonostante i ricordi siano vaghi e non riesca a mettere a fuoco immagini e pensieri Bubi ha l’esatta percezione che il vortice notturno sia stato fantasticamente lussurioso. Ride. Forse l’enigma Lucy gli mordeva ancora il fianco. Quella birbantella di Giulì l’aveva previsto!

E Lucy infatti fa capolino con un sms che sembra uscire a grandi balzi dal telefonino e saltellare vivacemente per tutta la casa: al diavolo le masturbazioni cerebrali Bubi, questa notte ho spazzato via l’immondizia e sono maledettamente pronta ad abbrustolire con te nel rogo della carne.

Possibile che Lucy non sapesse esprimersi in maniera meno ampollosa e contorta?

Incredibili, le donne. Questo medita Bubi mentre le labbra si schiudono in un sorriso.

Bubi, dispettoso e sfacciato, tira il freno: Lucy prima o poi ti trascinerò davvero nel rogo della carne, con foga!

Prima o poi…le scrive. Proprio insolente Bubi. Per Lucy però quella sculacciata è come una tempesta ormonale. Il desiderio cresce e la dispone alla sottomissione assoluta.

Bubi, mi fai impazzire! Quando vorrai, come vorrai, dove vorrai…

Accidenti, Bubi legge e poi, con quel rassegnato sarcasmo sulla natura femminile che spesso trapela dalla sua ghignata obliqua, gira il messaggio a Giulì con un commento: donne, non vi capirò mai.

CONTINUA