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venerdì 28 settembre 2012

Un seno che sfida la forza di gravità


E’ ancora qui, Bubi.
Scusandosi per la lunga assenza dal web, assicura che ha ancora molto da vivere e narrare. Perché Bubi, tra realtà e racconto, è ovunque e comunque l’amante a lunga durata.
Forse c’è un po’ di Bubi in tutti gli uomini del mondo?
Comunque sia, ritorniamo al nostro appuntamento con le erotiche gesta del nostro Bubi e delle sue volontarie e orgogliose ancelle. E, sia detto per i fedelissimi lettori e per gli occasionali visitatori, c’è sempre posto per la più fervida immaginazione. Appostatevi quindi comodamente nel pied à terre virtuale di Bubi e sbirciate con euforica ironia o con scabrosa curiosità.
Leggiucchiate le puntate precedenti, riprendete il bandolo della matassa, riportate velocemente alla mente Pedro e Giulì…E, naturalmente, il rebus.
Perché questa, lo sapete, è la storia dei sensi.
E il sesso, tra le pagine roventi della verità, conduce là dove tutto si tocca e ci tocca. Non c’è posto per limiti, resistenze, filtri.
Giulì, in delicato equilibrio tra le sue indagini, la convulsa vita carnale di Bubi e l’ineffabile Pedro per il quale è tenuta a stilare con dovizia di dettagli ma con estrema immediatezza il resoconto del delirio emotivo di Bubi e delle sue donne, strappa attimi, fissa immagini, inchioda evidenze, dissotterra segreta, pungola esplosioni a catena.
D’altra parte per Bubi Giulì è un porto franco, una spalla, uno specchio, uno scrigno…
Ci sono ancora tutte, la ninfomane, la crocerossina, la manager e le altre. C’è pure Lucy, l’enigma. Tutte, ovviamente, in successione non cronologica, sovrapposte o alternate. E ci sono anche le loro proiezioni, le loro antagoniste, donne assolutamente differenti. Insomma l’universo femminile quasi al completo, per Bubi.
Adesso mi corre l’obbligo di presentarvi Cristina, di professione stilista di abiti maschili. Donna volitiva ma di parvenze molto armoniche. Fisico praticamente da urlo, scolpito centimetro su centimetro, parlantina esuberante, taglio di capelli corto e asimmetrico su un rosso acceso. Seno altezzoso, scherza Bubi.
E’ altezzoso perché sfida la forza di gravità?, chiede Giulì.
Di più!, spiega Bubi. E’ un seno sodo e pieno con i capezzoli rivolti al cielo…
CONTINUA

domenica 26 settembre 2010

Ci sono ancora uomini che perdono la testa per un paio di gambe e un bel culo?

Riuscite a immaginare cosa possono produrre le fantasie un po’ indagatrici un po’ perfide un po’ goliardiche di Bubi e Giulì a forze unificate?

Ecco, sappiate che la realtà può superare anche la più fervida congettura!

Bubi e Giulì si cimentano innanzi tutta in una sorta di messaggio erga omnes, urbi et orbi…: bellissima, sei sempre un incantevole pensiero!

Frase deflagrante, per chi è in sospirante attesa di un segnale e per chi lo riceve a sorpresa. Perché è in perfetto equilibrio tra semplice gentilezza e stuzzicante adulazione…perché è elegante e al tempo stesso calda…perché infervora l’ego delle esigenti e accarezza la dolcezza delle romantiche.

Bravi, Bubi e Giulì.

Quando poi prendono la mira e rispondono a qualcuna con sms più personalizzati, Bubi e Giulì sfiorano altissime vette di acrobazia dialettica.

Riporto solo quanto replicano a Lella e Paoletta. A Lella, la crocerossina che ha appena lanciato audaci avances, Bubi e Giulì rifilano una stoccata da maestri: significa che hai sessualmente voglia di me, Lella? Beh, prima o poi potrai soddisfarla. Bacio.

Con buona pace delle mistificazioni Lella deve fare i conti con il fatto che il piacere sessuale non è la conferma di benedizioni sentimentali….

A Paoletta che invece merita un plauso per effervescenza Bubi e Giulì scrivono con tono erotico e complice: sarà quel che sarà, la prospettiva è comunque inebriante, Paoletta. Incontro carnale e vocale, meraviglia!!! A presto, appassionatamente.

Quelle che si sono scatenate dopo il messaggio universale non brillano di originalità, bisogna dirlo. Una rasenta il ridicolo: Bubi, davvero?!

E Giulì: ma questa si aspetta un sms di giuramento sulla veridicità del messaggio?!? Bubi, che donne! Dario, il tuo amico Dario, le stende tutte…

Verissimo! Ma non farti sentire da Pedro, eh eh!

Pedro sa sempre tutto, Bubi, ma per ora è in stand by. E mi ha imposto addirittura un finale aperto…

D’altra parte, Giulì, qui il finale non potrebbe che essere aperto, no?!

Ridono, insieme.

Se avete in mente la canaglia, il latin lover, il seduttore cinematografico ho rappresentato male Bubi, accidenti. L’anima di Bubi non è mai più sporca di quelle che incontra. Al massimo si sintonizza sulla stessa lunghezza d’onda. Conosce ferocia e assurdità dell’umana natura e ha scelto di essere, al più, irriverente. Forse solo per sopravvivere… E infatti ancora stupisce, signori, per garbo morale e intelletto. Ogni tanto è necessario ricordarlo. Anche, forse soprattutto, a quelle donne che saltano a piè pari una considerazione essenziale: quella di essere come molte altre donne…!

Bubi ha trovato gaudio in pertugi stretti e in caverne più vaste, tra selve bionde o more, nella tonica morsa di agili gambe e nel morbido abbraccio di qualche abbondanza. E’ stato accolto sul seno acerbo e su quello generoso, nelle umide bocche di femmine svezzate e di giovani apprendiste. Tra qualche esplorazione anale e molte stravaganze eccitanti Bubi ha dato e preso godimento. Ha penetrato donne calde e donne frigide. Ha lasciato che il suo corpo fosse preda di mani e lingue avide o timide e che il suo sesso potesse provare brividi e brividi e brividi…Bubi ha ascoltato, ha parlato, ha guardato.

Ogni donna è un mondo, ne è convinto.

Ma alle donne non guasterebbe un po’ di umiltà, un po’ di intelligenza relazionale, un po’ di ironia, insomma.

Ci sono ancora uomini che perdono la testa per un paio di gambe e un bel culo? Se ci sono diversi da Bubi! Bubi la testa la tiene saldamente attaccata al collo, ecco.

Che poi, dice Giulì, le proprietarie di quelle gambe e di quel culo sono soggetti a rischio….culo, gambe, tette: tutta merce che circola in abbondanza e, talvolta, anche a buon mercato.

Vatti a fidare di quello che ha sbavato troppo per il tuo posteriore o per i tuoi turgidi capezzoli, appena arriva qualche offerta migliore ti saluta e ti dimentica…

Esatto, Giulì!

Bubi domani sera sei con Paoletta e sabato con Anna, giusto?

Giusto, Giulì. Perché? Se hai bisogno disdico o sposto gli appuntamenti, dimmi pure…

Tesoro, so che posso contare su di te! Ma stai tranquillo, lo chiedevo solo per organizzare la prossima cena. Magari domenica…

Benone.

Il finale è aperto ma dobbiamo abbozzare qualche direzione per i viaggiatori accomodati sulle spine, non credi?

Mmmh, non ne sono sicuro, decidiamo domenica.

CONTINUA

domenica 19 settembre 2010

Sesso e parole

Il tuo cellulare ha ricevuto messaggi tutta la sera, guarda un po’, sarà lei?

Vediamo, Giulì…Urca ci sono fiamme vecchie e nuove, che traffico! Perfino la nostra Francy.

Bubi volevo già dirtelo, non trovi che questo rientro di Francy sulla scena sia un po’ strano? Secondo me la birichina ha preso qualche batosta amorosa e ha un po’ rivalutato quel buon killer sentimentale che sei tu!

Non è un’idea peregrina, anzi è assai probabile Giulì. Ma con Francy non indago, ballo così, a schema libero…

Comunque, tira e molla, non l’hai ancora rivista?

No e fa parte della nostra tradizione eh eh!

Si, è vero Bubi. E poi? Ci sono altri messaggi degni di nota?

Leggi questo Giulì: il destino è il nostro cuore, se davvero lo desideriamo possiamo ritrovarci prima o poi…e allora sarà amore!

Ma questa è a una distanza geografica praticamente impossibile da colmare e ancora gira intorno alle romanticherie da ombelico del mondo?

Lascia stare la distanza geografica, Giulì, eravamo già lontanissimi quando eravamo vicini!, ride Bubi.

D’accordo, Bubi. Però ora dovrebbe avere in testa ben altro che qualche sogno sciocco, dai! Anche perché ti conosce…

Mi conosce, Giulì?! Ammesso e non concesso che sia così devi considerare la sua personalità.

Contorta, egocentrica, presuntuosa…e un po’ ridicola, direi.

Di più. Ferocemente convinta di possedere qualche virtù esclusiva…

La ricordo testarda, incantata come un disco rotto su quattro idee e convinzioni indiscutibili.

Ossessioni, Giulì.

Però indossava una maschera di allegria, di dolcezza, di apertura, no?

Ecco, proprio una maschera. Un po’ mi spiace per la sua condizione psicologica, Giulì…Una vita così bisognosa di conferme, di apprezzamenti, di adulazioni è un inferno!

Si…ma una così può diventare un inferno anche per gli altri, Bubi. Fortunatamente non sei uomo da cascare nelle trame di quella che fa la donna con la D maiuscola, eh eh! Però adesso non dovresti alimentare le sue cervellotiche elaborazioni con qualche stimolo via cellulare Bubi…Quella è capace di credere che ti manca o che davvero hai qualche rimpianto o che come lei non ne hai più incontrate o roba del genere.

Temo che queste lodi se le farebbe comunque, Giulì! Per lei sono ossigeno per andare avanti…

Capisco Bubi ma tu non aiutarla!

Perché, Giulì, perchèèèèè?! E’ la solita storia. Prenderla un po’ in giro è come farle un piacere, Giulì. Si sente appagata da qualche attenzione, dall’illusione di aver lasciato un vuoto incolmabile, dalla persuasione di essere desiderata e conservata in memoria. E a me fa divertire. Tutto qui. Tranquilla, Giulì. Non è questa la persona alla quale si può far male davvero…E’ corazzata dall’orgoglio.

Magari hai ragione tu, Bubi. Si, direi che hai ragione, accidenti.

Se non sbaglio era lei quella che credeva tu fossi fisicamente attratto “irrimediabilmente” da lei…

Infatti.

Senza mai intuire che ricevevi solo le sue scariche di richiamo?

Mai, Giulì! E’ questo il punto. Non lo avrebbe mai potuto pensare e non lo potrebbe ammettere mai. Tenersi ben salda alla sua verità è la sua salvezza, Giulì…

Comprendo, comprendo. Bene, passiamo a qualche sms più osè, su!

C’è Lella in fregola: confesso che sessualmente non trovo il tuo sostituto e neanche un surrogato accettabile, Bubi. Vorrà pure dire qualcosa!!!

Ah cerca comunque di far passare le voglie erotiche per segnali di feeling emotivo, la crocerossina!

Certo, Giulì…Non è Monica che ti spara subito dopo: Bubi sono sempre calda, quando vuoi…

Ovvio, una ninfomane non si raffredda mai, ride Giulì.

Gustoso quello di Paoletta: non vedo l’ora di riabbracciarti, Bubi. Condiremo il sesso di parole o le parole di sesso?

Rispondiamo a qualcuna, Bubi?

E vaiiiiiiiii, mi fa impazzire questa cosa, brava Giulì!

CONTINUA

martedì 14 settembre 2010

Meglio le donne morbide...

Ehi Giulì cosa mi dici del tuo Daniele?

Parentesi chiusa. E’ troppo tiepido.

Senti, senti la mia Giulì…cerchi l’uomo focoso?

Non mi dispiacciono i focosi, Bubi. Ma non è questo il punto, Daniele è sconcertante perché ha dentro una specie di buco nero…Tu dovresti essere il farfallone superficiale, no? Eppure ricordi quante volte siamo andati insieme a teatro? Quanti musei e mostre d’arte hai visitato con Fiorella? Quanti concerti hai sentito? Quanti libri leggi? Pensa a quanti film hai visto con Teresa…Tu sei colto, curioso, pieno di interessi. Daniele fa il bancario annoiato e basta.

Dai Giulì! Magari è patito di elettronica, và a caccia, è un appassionato di enigmistica, segue documentari scientifici, ama i fumetti.

Niente di tutto questo, Bubi.

Sport?

Troppo pigro per praticarne, troppo spento per fare il tifo, soffrire, esultare, infilarsi nei meccanismi di gioco…

Motori? Giardinaggio? Bricolage?

Macché.

Accidenti Giulì, che fa nel tempo libero?

Inspiegabile, Bubi. Fa un po’ il bravo casalingo in quanto vive da solo e poi… Non so, Bubi, la sua lentezza probabilmente non gli lascia molto spazio per fare altro, ecco, mettiamola così!

Tiepido in tutto: negli slanci, nelle emozioni, nel linguaggio, nel movimento. Forse è più impressionante di uno glaciale perché sorride, non è severo, è morbido nello sguardo e non disprezza alcunché…ma è insulso, disarmante, noioso.

Giulì allora davvero non faceva per te…

Decisamente no.

Bubi ride: tiepido anche a letto?

Mascalzone c’è poco da ridere! Che esperienza…lasciamo perdere, non voglio neanche più pensarci.

E tu cosa mi dici delle donne tiepide?

Per me le tiepide sono quelle ossessionate dall’estetica e dalla moda…

Tipo quella mezza rifatta che aveva le crisi isteriche se le strapazzavi troppo la bocca?

Esatto! E non solo. Ci sono quelle fissate con la dieta, lo shopping, il parrucchiere. Paranoiche, avare in amore e tendenzialmente frigide…

Le cicciotelle sono veramente più allegre e calienti?

Solitamente si. Insomma le donne più affascinanti e coinvolgenti sono quelle che convivono allegramente con il proprio corpo e sono intellettualmente dotate. Quelle che vivono, ecco. Adorano le cose buone…!

In effetti il rapporto con la tavola rivela molte cose delle persone. Chi non ha gola spesso non ha cuore, no?

Quelli che non divorano la tua pizza Giulì sono sempre trattenuti, tesi, contorti, tristi. Le magre perennemente in lotta con i morsi della fame, quelle che vanno avanti a surrogati per tenersi in piedi, quelle che non mangiano mai con le mani, fanno i bocconi piccoli, non riempiono mai il piatto, inorridiscono al solo pensiero del giudizio della bilancia sono noiose, aride, nevrotiche…Non godono e quindi francamente…

Non fanno neanche godere…!

Proprio così. Per un po’ può pure scattare la voglia di sciogliere tutto quel ghiaccio, è come una sfida. Ma con il tempo scema tutto, non sono stimolanti.

Viva le donne morbide, dunque! E, aggiungo io, viva gli uomini che non si depilano, non diventano schiavi di creme e gel, non hanno bisogno di mutande griffate e non passano le giornate in palestra…

Eh eh, sono d’accordo, Giulì. La cura della persona deve essere quella del benessere, sull’eccedenza bisogna mettere una croce nera.

Ma siamo nella società delle apparenze e quelli come noi, Bubi, stanno diventando rarità!

Comunque facciamo bene ad infischiarcene Giulì.

Sicuramente! Dai, però, adesso narrami della nuova conquista…quella con la quale esci domani.

No, ci vediamo sabato, domani è la sera di Paoletta! Anna, quella della piscina…

La stangona con un seno super e la chioma leonina?

Lei, descrizione impeccabile!

CONTINUA

sabato 11 settembre 2010

Anima gemella

Quella con Giulì si rivela una delle loro migliori serate. Insieme ne hanno trascorse di intense, divertenti e memorabili. Ma questa ha qualcosa di commovente, quasi…

Giulì vuole molto bene a Bubi. E’ per questo che riesce ad accettare che sfugga un po’ anche a lei e da lei. Non è un animale solitario per inclinazione naturale, Bubi. E’ un fatto di sottili percezioni, di formicolio a fior di pelle, di picchiettio alle tempie. Il disagio della sensibilità che dilata tutto. E’ come una lente di ingrandimento, coglie tutto il bene e tutto il male accidenti.

A Bubi sta spalmata addosso nonostante quel campari shakerato che ce la mette tutta a sciogliere le tensioni e a svegliare l’allegria. A volte è una magia, il bello diventa bellissimo, si sa. Ma c’è pure lo strazio, credetemi. E Bubi l’ha provato…

E’ il rispetto autentico a tenere Bubi un po’ discosto dall’affetto, dall’amore, dall’amicizia. Bubi c’è. E nel suo cuore vive tutto con profonda energia. Ma dosa le espressioni, le manifestazioni, le dimostrazioni, Bubi. E non è uno sforzo immane. Ormai è istinto.

Preferisce la banalità alle banalizzazioni, Bubi. Ha il terrore delle enfatizzazioni che sgonfiano tutto. E’ sconcertato dalla stolta e crudele ostinazione dei termini assoluti che la gente pronuncia e poi smentisce, tradisce, offende.

Bubi sa che gli esseri umani maltrattano loro stessi, l’umanità, la vita con sconcertante volubilità. Sa che i sentimenti valgono molto di più di quanto l’uomo spesso dimostri di comprendere.

Non è di principi che vuole riempirsi la bocca…Anzi. Preferisce la relatività a quella categoricità sbilenca e opprimente che non parte dal cuore, ecco.

A Bubi piace la carnalità come comunicazione primitiva. Come estrinsecazione ancestrale di sensi non troppo plasmati dal raziocinio, dalle convenzioni, dai condizionamenti…

A Bubi piace il feeling in una battuta con il panettiere, lo sguardo d’intesa con il barista, l’attimo di solidarietà con la vecchietta del piano di sotto, l’emozione rubata alla confidenza di una collega. Ritagli di grandi occasioni. Piccoli tesori. Illuminanti sorrisi. Brezze di pietà. Spunti di saggezza.

A Bubi piace la fulminea consonanza su un libro, un film, una canzone.

Effetti speciali di questo tempo e di questo spazio. Di un terreno passaggio che non dobbiamo mai smettere di godere…

E’ restio solo alle relazioni pianificate, Bubi. A quelle interazioni perfette solo nel loro involucro di cellophane. A quelle etichette che certificano tipo, qualità, importanza di un rapporto. A quelle trame nelle quali i protagonisti brancolano afflitti e radiocomandati. A quel tessuto di strutture, infrastrutture, sovrastrutture che rompono gli equilibri dell’aria e del cielo.

Anche Bubi vuole bene a Giulì. Molto bene. E adora la sua intelligenza. La delicatezza infinita con la quale respira il legame con Bubi.

Bubi morirebbe dentro un’amicizia pressata, confezionata e infiocchettata con qualche sigillo di magnificenza. Proprio come si spegne davanti al fervore con il quale si cercano altre definizioni per altre relazioni…

L’amore è innanzi tutto…rispetto dell’amore, dice Bubi.

Lo dice anche Pedro.

Insomma quella con Giulì è una serata di eccezionale, struggente sintonia.

Bubi le narra le novità, quelle vissute, quelle in agenda. Vaga tra le sue riflessioni, sulle donne, su Dario, sulle sue difese, sulle sperimentazioni compiute con le ultime incursioni via sms nella quotidianità delle sue donne…

Bubi è un libro aperto per Giulì. Ma in fondo sappiamo che ci sono sempre pieghe imponderabili, meccanismi che muovono da recessi della mente, sfumature che coprono sfumature…E che ogni spirito contiene una quantità di intrecci insondabili o rimossi o appannati.

Parla a ruota libera, Bubi. E quella sera più che mai prima l’attenzione di Giulì coglie connessioni e anfratti quasi sconosciuti anche a lui. Non è la soluzione di un rebus, per carità. E’ solo uno stato di grazia. Intimità psicologica, per intenderci. Più che solo o spaventato Bubi appare a Giulì dolorosamente saggio. Non sono ore di tristezza, intendiamoci. Bubi è vivace, Giulì è tenacemente partecipe. Ma quello che corre tra loro, in quell’armonia di sensazioni e considerazioni, è la constatazione della fatica di vivere e di amare, del limite indecente dell’onestà umana, della precarietà del senso di appartenenza al mondo e alla socialità.

Lì c’è l’universo. Di orrore, sofferenza, sapienza, inquietudine, ricerca, gioia.

E c’è anche il terremoto. Di sussulti e trepidazioni.

Non c’è abbraccio che possa dirsi infinito, eterno. Così dice Giulì: Bubi vorrei abbracciarti e riuscire a pensare che saremo così amici e uniti per sempre…Ma sempre è come mai. E sempre e mai non esistono. So solo che siamo fortunati, Bubi. Ma se fossimo più stupidi saremmo più sereni, forse!

Forse, Giulì.

Comunque siamo fortunati. Siamo amici senza la pretesa di esserlo, senza il bisogno di impossessarsi di un ruolo, senza l’ansia di perpetuare una certezza per scaldarsi un po’.

Infatti, Bubi. Per questo sono stata dentro e fuori…Tu sai cosa intendo!

Si, lo so Giulì.

Però Bubi…però, insomma c’è una cosa che mi turba. Non stiamo negando che esista l’anima gemella? E questo è un sogno che non possiamo uccidere, capisci?!

Non possiamo uccidere il sogno, Giulì, non dobbiamo farlo hai ragione. Per questo forse non possiamo che essere severi nella realtà non credi?

Vuoi dire che un sogno così grande e stupendo impone molto rigore…insomma dobbiamo scongiurare che ingannevoli farfalle svolazzino nel nostro stomaco?

Finte farfalle o falsi voli, proprio così Giulì. Non dobbiamo permettere che qualche brutta imitazione tenti di passar per sogno che si avvera!

Uhm…

CONTINUA

mercoledì 8 settembre 2010

Amore relativo

Quanti spunti per la serata con Giulì!

Mentre legge le ultime perle di contorsionismo femminile Bubi ripensa a Dario. Chissà cosa dirà Giulì…

D’un tratto si muove all’azzardo o all’assurdo, Bubi. Invia uno degli sms circolari a Dario: che giornataccia, sono a terra, ti viene in mente qualcosa di carino per confortarmi un po’? E’ quello che aveva mandato a Lella, Tina, Monica, Sabrina. Lella aveva risposto con piglio da maestra che forza un tono convincente, Tina con una raffica di faccine sorridenti, Sabrina con una banalità deprimente, Monica con la solita “deformazione” sessuale: più che il morale posso sollevarti qualcos’altro…!

Ha scelto questo, il meno conturbante, compromettente e devastante, per evitare che potesse essere frainteso comunque scrivere a Dario, infilarlo nelle sue trame, sollecitarlo con quell’opportunità poteva essere uno scivolone. Se ne pente subito Bubi. Medita di svicolare dicendo a Dario, in caso di reazione pericolosa, che l’ha inviato per errore, era diretto a un’amica…

La risposta di Dario è brillante, sana, calorosa. Non arriva via sms ma in viva voce. Dario? Risponde Bubi. Ehi, Bubi, mi spiace, che succede? Posso fare qualcosa?

Ehm, Dario, ciao. Scusa, non capisco.

Il tuo messaggio, Bubi. Insomma mi fai preoccupare…

Porca miseria, abbi pazienza, devo aver sbagliato, ho inviato a te un messaggio destinato a un’amica. Perdonami! E non preoccuparti, in codice è solo una lagna scherzosa, sto bene…

Ah ok, meglio così. Allora posso stare tranquillo, leone!

Certo, certo…Grazie, sussurra Bubi.

Figurati, carissimo. Mi raccomando, teniamoci in contatto. Ciao, buona serata.

Ciao Dario, a presto. E grazie ancora.

A presto?

Che sciocchezza, pensa Bubi, gli ho detto a presto, accidenti…

Gli scherzi dell’imbarazzo.

Però, questo Dario è un portento! Bubi resta lì, con un sorriso incredulo stampato in faccia. L’unico a prendersi il tormento di chiamare è stato lui. Sereno e forte, Dario. E senza alcun tentativo bavoso di accaparrarsi qualche spazio…

D’altra parte Bubi sa bene che quel vigore sincero non poteva venire dalle sue donne. Ad eccezione di Fiorella, che avrebbe reagito come Dario, le altre hanno un mondo nel quale lo collocano in base a necessità e comodità. Il Bubi di certi sms non sta nei loro schemi, ci starebbe solo se potessero maneggiarlo, comprimerlo, piegarlo…

Più egoiste, più egocentriche, più aride, più stronze di lui?

Questo, cari lettori, è un giudizio che esprimerete voi, solo voi.

I momenti di lucidità feroce sono per Bubi un male provvidenziale, l’avrete capito. E’ dalla brutalità della realtà che gli arriva la leggerezza per vivere di seduzioni, avventure, sessualità e piroette di spirito. Non ferisce e non è ferito, Bubi. Solo la solitudine, quella di cui parlava Giulì, poteva diventare uno spettro per Bubi…E magari un po’ lo è. Sensibilità, intelligenza, consapevolezza non avvicinano molto alla felicità. Il buio, il vuoto, le atmosfere effimere offrono il fianco al disagio spaventoso della desolazione…

Però Bubi cautamente ha cercato di non lasciare troppe fessure, di correre, di stordirsi, di scorrazzare nell’ebbrezza. E proprio per scongiurare i fantasmi ha adottato uno stratagemma tenero e suggestivo…

Torniamo all’interrogativo, quello che prima o poi dovevamo farci, ricordate?

Cosa pensa Bubi delle donne? La risposta la sapete, dovete saperla se avete letto fin qui. Ma Bubi ha elaborato un sentimento originale, un amore relativo, qualcosa di romanzesco quasi! Nonostante ciò che sa e pensa, Bubi così può amarle. Ognuna e tutte. Di una forma di amore relativo, appunto.

L’amore dell’attimo fuggente, forse. O semplicemente l’amore di Bubi.

Le ama paranoiche, paradossali, scaltre, false. Le ama turpi, scabrose, maniache. Le ama perché sono irresistibili. Le ama scendendo a patti con i loro capricci uterini. Le ama perché sono il miglior maquillage alla fatica di vivere…Insomma c’è una sorta di riconoscenza nell’amore relativo di Bubi!

Sbrodola per le loro grazie e succhia il loro nettare. Ma dona molto Bubi. Perché tutti i minuscoli guizzi emotivi di Bubi sono autentici…

Qualche volta paga pedaggio al campari shakerato ma anche l’euforia alcolica di Bubi è una faccenda da interpretare. A qualche donna di Bubi è difficile togliere dalla testa che il bicchiere lo tenga lontano dal coinvolgimento, quello “serio” dicono. A me invece pare che il bicchiere sia un agevolatore di favella, un moltiplicatore di colori, un antidoto alla timidezza, un antidolorifico, un socio in affari…Per Bubi è un alleato, ecco. Gli permette di mantenere il cinismo necessario alla consapevolezza per non cedere di fronte al killeraggio femminile. Rende fluida la marcia e avvincente il gioco.

Signori, le donne sono mine vaganti. A Bubi serve altro che un elmetto e un giubbotto antiproiettili!

CONTINUA

domenica 5 settembre 2010

Test d'amore

Il copione non fa una grinza. Fino a domenica Bubi ha l’agenda scandita da appuntamenti: la serata con Giulì, venerdì con Paoletta, sabato con Anna.

Divano, musica, snack, birra. E il cellulare stretto in pugno, saldamente come uno strumento di lavoro. Pronti, attenti, via!

E’ il pomeriggio ideale per le manovre di Bubi. Partono i messaggi, gli s.o.s., gli stimoli graziosi, le imbeccate graffianti. Seleziona, pondera, scrive e invia.

Forse l’ho narrato poco, è necessario soffermarsi su questa pratica di Bubi. Non è un passatempo. Non solo, almeno…

Per Bubi ci sono un momento e una condizione per ogni evento, per ogni persona, per ogni relazione. La sua corte è un po’ un carrozzone: l’umanità assortita in cammino senza meta.

A Bubi torneranno a tiro tutte. Anche Lella che adesso è congelata, un po’ in punizione, un po’ in catarsi, un po’ in ammollo. Anche Tina, Elisabetta, Angela e Donatella che non conoscete ma che sono passate nel letto e nei pensieri di Bubi. Ma momento e condizione devono essere perfetti. In termini di chiarezza e armonia, s’intende…

Bubi pare non intenerirsi per chi dice di amarlo, non esaltarsi per chi lo tratta da stallone di razza, non impietosirsi per chi gli consegna storie di disperate psicologie. Ma, cari lettori, non sarà passato inosservato l’attento studio di Bubi e Giulì. Sul costume, sulle umane miserie, sulle logiche del sesso, sulle menzogne della sopravvivenza.

Bubi sottopone le sue donne a una serie infinita di test, le mette costantemente alla prova. Non lo fa per crudeltà. E neanche per diletto.

Bubi non può accumulare rimorsi. Non ce la fa. Non potrebbe accettarli e sopportarli. Non potrebbe perdonarli.

Non so se ne abbia già seppelliti troppi nel cuore per riuscire ad aggiungerne altri. Non so se abbia conosciuto l’orrore della loro esplosione. Non so se è diventato lui il rimorso di altri. Forse non lo sa neanche Pedro.

Quello che è sicuro è che Bubi vuole categoricamente escludere la possibilità di averne. Ne è terrorizzato.

Ed è per questo che alle sue donne deve togliere la maschera.

E’ capace di lanciare grida di dolore, di biascicare una tristezza divorante, di vagheggiare una crisi mistica. O semplicemente di mostrare qualche autentico attimo di desolazione e smarrimento. E di starsene poi assorto ad osservare reazioni, indifferenze, zampate infelici, assenze clamorose, odiosi opportunismi. Non soffre più, Bubi. Anzi. Il suo sollievo è tutto lì, nella certezza di non essere così importante e insostituibile…

Perché è nel bisogno, nella debolezza, nella “normalità” che le donne si dileguano…Bubi perde charme, diventa un uomo qualunque o un fardello o una piena da arginare. Bubi piace maledetto, lo sappiamo.

E a lui non basta considerarlo assodato per esperienza. Vuole conferme, da tutte, da ognuna. Vuole sapere sempre che le parole possono essere contenitori vuoti. Vuole vedere come le loro ferite si rimarginano in fretta. Vuole leggere le loro scuse per sottrarsi a veri slanci sentimentali. Solo così può sostenere in ogni tempo il loro sguardo. Richiamarle per un appuntamento sessuale. Divertirsi a corteggiarle quando chiedono di non essere illuse e deluse…

Illuse? Deluse? Non lo sono mai, accidenti. Furiose, magari. Per non averlo fatto innamorare. Per non averlo distratto dalla concorrenza. Per non aver conquistato il ruolo di regina. Ma è ben diverso!

Che l’illusione, signori, è anche amore puro. E qui invece dell’amore non si intravede neanche la sagoma in lontananza.

E’ un pomeriggio di sputtanamento, direbbe Pedro nei suoi scatti di concisione cruda.

Qualcuna lo degna solo di qualche laconica risposta di conforto, qualcuna spedisce frettolosi coriandoli di brio come fossero panacea di tutti i mali. Altre, le più impenitenti vanagloriose, si improvvisano filosofe o dottoresse dell’anima. Tentano di approfittare, insomma. Si buttano a capofitto sulla fragilità sbandierata da Bubi nel messaggio e offrono la ricetta della felicità…Superfluo sottolineare che sono cuoche e ingredienti del piatto che propongono. Danno lezioni a Bubi, fanno balenare l’idea che loro potrebbero essere l’unico toccasana per il suo disagio, si improvvisano depositarie di saggezza e benessere.

Bubi ride, è tutto balsamo per il suo timore. Bene, benissimo. Neanche l’ombra di un rimorso sfiora la sua pelle, la sua testa, il suo cuore.

Non è un trionfo. E’ una consapevolezza molto amara quella della povertà di tanti discorsi, quella della solitudine, quella della fugacità di tanto fervore, quella della insensibile, ipocrita superficialità.

Può darsi che la migliore storia d’amore possa donarcela Bubi rifiutandosi onestamente di scriverla…

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domenica 29 agosto 2010

Con Dario al Mirage Bubi è in fregola

Bubi non ha una compagnia di amici per indolenza, per leggerezza, per sfiducia. Perché impiega il tempo dietro alle sottane femminili. Perché non ha particolare inclinazione per molte delle passioni maschili, dai motori allo stadio. E soprattutto perché caratterialmente non è tipo da baldoria di grandi gruppi. Uscirebbe volentieri con un amico ma due amici fanno molto coppia…Insomma generalmente esclude il tete a tete in quanto sottilmente ambiguo e compromettente, secondo un retaggio sciocco o ridicolo o soffocante. Non lo fa consapevolmente, non lo ammetterebbe espressamente ma inconsciamente l’idea dei due maschietti che fanno serata insieme lo blocca un po’.

Questa volta è diverso?

Questa volta è Dario. Un bel pezzo di uomo, un savoir faire persuasivo, un’atmosfera fuori dalla banalità. Bubi prova a immaginare la serata. Battute di buon livello, conversazione sciolta e affascinante, divagazioni sull’universo umano e qualche campagna di conquista allegra…

Scrive a Dario:…ma si, dai, facciamoci questa serata! Ok per le 20, passi tu?

Tono cameratesco e brioso.

Alle 20 Bubi esce e attende Dario sotto casa. Cinque minuti e salta a bordo della splendida auto nera di Dario. Accidenti, alla guida un moro strepitoso, con due occhi verdi che sembrano fanali di luce, pelle ambrata sotto la camicia di lino bianca, pantaloni attillati neri. Un casual molto ricercato quello di Dario che sorride, strizza l’occhio e saluta Bubi: Bubi, felice di rivederti!

Ciao Dario, come stai, tutto bene?

Benissimo! Sai, credevo che non saresti uscito invece…bene, bene, ehi che gioia, sono proprio contento.

Beh mi hai preso per la gola con la promessa di una cena stratosferica e di cocktail speciali…risponde Bubi con qualche imbarazzo.

Dario sorride: preferisci un altro genere di musica o condividi la scelta?

David Guetta è eccellente, tranquillo.

Straordinario Dario, intuisce il disagio di Bubi, in fondo era già preparatissimo a ogni resistenza, quindi procede disinvolto e divertente sciogliendo tutte le riserve e mettendolo a proprio agio in un batter d’occhio…

Gli parla di lavoro, di viaggi, di amici, di bestialità sociali e Bubi entra subito in sintonia. Con Dario la cena è un percorso tra le prelibatezze: non è la grande abbuffata ma il trionfo del gusto. E il dialogo è vivace, quasi ammaliante. E’ magnetico, Dario. Ma anche frivolamente soffice…

Dario è gay? Bubi se lo chiede nei brevi istanti di silenzio, quando lo sguardo di Dario indugia nei suoi occhi o quando si muove con una fragrante eleganza. Così maschio eppure così grazioso e suadente. Vigoroso e determinato quanto sensibile e delicato. Una miscela esplosiva.

Bubi è confuso ma maschera bene, ostenta una disinvoltura quasi convincente anche per uno attento e perspicace come Dario. Complice il vino bianco e l’atmosfera molto ridanciana del ristorante la serata arriva quasi allo scoccare della mezzanotte in un’atmosfera conviviale, fraterna e non compromettente. Ma l’istinto di Bubi avverte qualche segnale di allarme, cerca di svicolare: Dario a questo punto potrei andarmene a casa beato e soddisfatto, ottimo pasto e ottima compagnia, ci vuole solo una sana dormita…

Che dici, Bubi, dai, un viveur come te a nanna così presto? La movida inizia adesso, su! Non ti avevo solleticato con la descrizione di drink da capogiro?

Ok, vada per un drink Dario.

Il locale dove Dario porta Bubi è un concentrato di moda, libertà, baraonda spumeggiante. Molto glamour, molto originale, molto audace. Tutti sexy e tutti allegri, in pista, ai tavoli, intorno al bancone. Ambiente molto misto…pensa Bubi. L’impressione è quella di un fashion bar piuttosto lussuoso ma soprattutto lussurioso! Per Bubi lì ci sono tutti: single a caccia, coppie aperte o appagate, omosessuali, comitive spensierate, curiosi e avventori più o meno tranquilli.

Bubi capta il lampo di eccitazione che illumina Dario. A Bubi quel posto, il Mirage, piace ma gli appare come la conferma di un sospetto…

E’ evidente che Dario lì è un habitué: lo salutano con slancio all’ingresso, gli soffia un bacio la cassiera, gli fanno grandi sorrisi il barman e i camerieri e lui si fa strada agevolmente per accaparrarsi un’ottima postazione. Stanno per sedersi quando passa una coppia e si ferma per uno scambio di battute, poi è la volta di un caloroso abbraccio di un distinto signore non giovane ma giovanile e ancora di un bel tenebroso che gli poggia una mano sulla spalla: hey, Dario, sei uno schianto…

Impacciato Bubi schiaccia il piede sull’acceleratore: Dario ho una sete terribile, ordiniamo?

Certo! E con un cenno Dario chiama un cameriere.

Bubi, esortato da Dario, prova il cocktail alcolico della casa.

L’attesa dei bicchieri sembra infinita. Bubi è agitato, farfuglia argomenti sconnessi, elogia il posto con troppa enfasi…

Ma Dario riporta la quiete. Si mette a parlare di liquori, miscele, colossali sbronze e marachelle conseguenti. Bubi si rilassa, rilancia con racconti di esperienze altrettanto alcoliche e riesce a scolare il secondo cocktail della casa senza troppi timori…Anzi, il tempo corre velocissimo. Sono le 3, la musica si abbassa, molti cominciano a lasciare il locale.

E’ allora, mentre Dario gli sta facendo qualche dolorosa confidenza familiare, che Bubi è investimento da un turbamento profondo.

Un’inquietudine, una smania, un’energia strana…

E’ in fregola, Bubi.

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mercoledì 18 agosto 2010

Capezzoli e umide passioni

Bubi si sveglia con un pensiero: il campari shakerato.

Certe volte è esattamente quello che ci vuole, per Bubi. Non è un colpo di spugna. E’ il suo infallibile metodo per levarsi il fiato dal collo, rilassare i muscoli, rasserenare i pensieri. E per togliersi dalle orecchie qualche ronzio di troppo…In fondo Bubi non aveva reali motivi di turbamento in quel momento, era solo affaticato dalla pressione ansiogena di Lucy. D’altra parte era pure ormai chiaro che non dovesse temere per lei, quelli erano suoi momenti inevitabili e aveva sufficiente vigore per stare in piedi da sola.

Insomma doveva solo diventare presentabile e andare a godersi il campari shakerato nel suo bar. Caffè e doccia. Poi finalmente la maestria del barman e il gradevole drink in mano…

Sono le 17, riaccende il cellulare e con un sorriso legge: ciao Bubi, sei sopravvissuto? Dai, almeno con me non ti annoi Bubi. Io sto bene, incredibile ma vero…A presto, spero. E’ Lucy, l’enigma Lucy.

Con il secondo campari shakerato Bubi mette a fuoco che ha davanti un’altra serata abbastanza intensa. Alle 20 ha appuntamento con Morena: dovrà affrontare una ricca cena, sicuramente, poi affettuose attenzioni e conversazioni e dulcis in fundo un congiungimento carnale.

Bubi sa che Morena segue un profumato e morbido rituale di accoglienza e seduzione: lento, denso e accurato.

Legge gli altri messaggi senza troppa curiosità. Si ferma solo su quello di Giulì: vista l’ora presumo che tu non ci raggiunga in piscina, la notte è stata troppo pesante eh? L’sms era delle 16. Bubi le risponde: Giulì mi sono alzato circa un’ora fa, sono al bar al secondo campari shakerato e medito di gustare anche il terzo. Ci aggiorniamo per giovedì, bacio.

La meditazione è brevissima: ordina subito il terzo. Morena è abituata anche alle sue gioiose alterazioni alcoliche, non è un problema!

Tutto sommato non ha mai messo in seria defaillance la sua virilità quindi un terzo bicchiere ci sta egregiamente, pensa Bubi ormai disteso, sveglio e ciarliero…

E quella con Morena è infatti una serata di grande sintonia e trasporto. Sembrano proprio godersela entrambi con frizzante partecipazione. Dalla cena squisita alle chiacchiere con effusioni e risate fino alle ottime intese erotiche Bubi e Morena trascorrono ore da amanti, complici e amici. Bubi trova Morena particolarmente vellutata e affascinante, Morena incontra l’incandescenza di Bubi con slancio e piacere. E’ tutto un po’ più osé del solito: qualche fantasia più indecente, qualche confidenza più spinta, qualche divagazione più chiassosa. Un tono alto, ecco. Ma sempre con il garbo di Morena…E questo per Bubi è un diletto sessuale molto intrigante.

Intanto Bubi acquisisce informazioni sconcertanti…Non narra tutto a Morena ma le svela che Monica è molto interessata a lui. A quel punto Morena gli accenna una bizzarra combinazione di episodi: lei ha ricevuto imbarazzanti advances dal compagno di Monica e Monica ha tentato piuttosto spudoratamente l’approccio con suo marito.

E tuo marito?

Bubi è stato lui a raccontarmi tutto, addirittura mi ha fatto leggere alcuni sconci sms di Monica. Non ho ragione di dubitare del suo rifiuto, è il tipo di donna che mio marito detesta e poi non farebbe mai qualcosa che stravolgerebbe i suoi rapporti con il compagno di Monica. Insomma Bubi escludo che tra loro possa esserci una relazione…

A Bubi è tutto chiaro ma con Morena tace. Glissa con una battuta: a Monica piace il sesso, come darle torto?! Molto elegantemente Morena, anche se a Bubi è evidente che deve conoscerla tanto bene da sapere tutto sulla sua fama di ninfomane, evita i giudizi espliciti su Monica: eh si, Bubi…

Poi le mani e la lingua di Morena prendono il volo con abile dolcezza e Bubi si lascia dominare da quella passione raffinata. Quando la possiede e ha ancora tutto l’umido calore addosso trova Morena eccitata e fremente.

I capezzoli succhiati dall’avida bocca di Bubi restano tesi e bagnati, prove di un’emozione dei sensi guidata da un desiderio energico…

CONTINUA

domenica 15 agosto 2010

Con Lucy ancora sesso e lacrime


Questo è il tipo di complicazioni che fa scemare l’interesse di Bubi.

Con una donna come Tizzy non c’è il subbuglio emotivo di Lucy, c’è una realtà pesante. E poi c’è il bambino. Bubi e le donne con figli sono un capitolo piuttosto complesso…

Alcune cercano solo evasioni extraconiugali, le frequenta perché non comportano grossi problemi ma non si può dire non nutra qualche lieve sorta di disprezzo. Messaggi come “lascio la peste ai nonni e sono libera” per lui sono piuttosto aberranti.

Altre, quelle che lui definisce assurde, sono quelle che quasi sognano di sceglierlo come padre adottivo per il loro pargolo. Per queste, bisogna dirlo, prova quasi orrore. Non che la paternità non sia mai stato un pensiero gioioso per Bubi ma quella leggerezza delle donne che vogliono quasi rifilargli quel ruolo senza accorgersi che lui non le ama e non ha alcuna intenzione di condividere con loro un percorso da genitore è agghiacciante.

Con le ultime scompare dopo il primo appuntamento. Con le prime regge se il disagio non lo turba troppo…

Una come Tizzy è forse da evitare a priori, pensa Bubi.

Per ora decide di non rispondere ulteriormente agli inviti e al pressing.

D’altra parte il futuro prossimo è già abbastanza denso, può soprassedere e godersi relazioni meno pericolose.

Questo, dice Pedro, è un aspetto importante della personalità di Bubi. E’ sedotto dalle donne intricate ma non si lascia troppo attrarre dalle sfide ad alto rischio…Bubi ha un’idea precisa di certi ambienti e di certe gravi congiunture quindi non fa il guerriero senza paura, usa volentieri cautela!

Il fascino di una donna può ben essere superato dal fascino di un’altra o di molte altre…insomma per lui l’occasione perduta è presto compensata da altre avvincenti prospettive.

Codardo o disincantato? Valutatelo voi…

Considerando però che non c’è amore siate obiettivi e teneri. Avrebbe davvero senso giocare d’azzardo?

La serata con Giulì prosegue ancora allegramente fino alle 2 del mattino, con vodka e stuzzichini. Giulì sa che il giorno dopo Bubi vedrà Lucy e il martedì ha organizzato una serata con Morena: bene Bubi, ci sentiamo mercoledì o giovedì, magari saprai qualcosa su Monica…eh si, dovrai aggiornarmi, ride.

Senti Giulì magari cercherò di accalappiare Fransy per mercoledì sera. Oppure Paoletta, chissà…Ma giovedì sera non potremmo fare quella famosa serata con pizza fatta con le tue preziose manine?

D’accordo, Bubi. E visto che siamo in ferie se hai voglia di venire in piscina uno di questi giorni avvisami. Anzi…se vieni martedì ti presento un’amica molto graziosa!

Giulì hai un’amica graziosa e me la tenevi nascosta?

E’ una collega, vive in città da poco: è graziosa e libera caro Bubi! Peraltro è molto simpatica e spiritosa.

Interessante, se non sono distrutto dalla nottata con Lucy mi aggrego volentieri!

Ma Bubi in piscina non arriverà. La nottata con Lucy ha superato ogni precedente…

Dopo uno spuntino veloce e la serata jazz Lucy tira fuori la sua natura più animalesca. E depista Bubi perché l’inizio è gaio, passionale ma limpido. Quasi una Lucy pacifica e non enigmatica. Nella notte invece l’atmosfera si fa torbida. I pensieri di Lucy diventano tumultuosi, il sesso arranca in piaceri un po’ slabbrati dalla tensione…Lucy è vogliosa ma fortemente inquieta. Bubi arriva a desiderare una tregua ma lei incalza. A tratti è silenziosa, quasi angosciante, in altri momenti lo copre con un fiume di parole e lacrime. Gode ancora con una sofferenza lacerante, Lucy. E Bubi cerca di calmarla, di farla ridere, di darle il sollievo delle carezze…

Quando finalmente sono sdraiati uno accanto all’altro mano nella mano con i piedi che improvvisano una piccola lotta Lucy si ammorbidisce in un sorriso affettuoso. Guarda Bubi e gli accarezza i capelli: ti ho fatto sudare parecchio, hai molto da perdonarmi…grazie, sei grande!

Bubi le sorride e non risponde.

Restano a sonnecchiare fino alle 5 del mattino.

Questa volta purtroppo non sono venuta con la mia macchina, ti spiace accompagnarmi a casa Bubi?

Tranquilla, mi vesto e andiamo.

Quando rientra Bubi ha bisogno di un caffè. Sono le 6 e il letto invece di sembrargli un’oasi felice è come un cespuglio di rovi. Non trova la posizione giusta, ha caldo, sente l’eco delle parole di Lucy…Beve il caffè, accende la tv, poi prende un libro. Il sonno lo rapisce solo verso le 8.

Quando riapre gli occhi e guarda la sveglia sono le 14, vorrebbe alzarsi e raggiungere Giulì in piscina. Ma è spossato, molto. Resta a letto e si addormenta ancora…

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sabato 14 agosto 2010

Sesso, droga e violenza

Cara Giulì quella dei graffi è una insospettabile trentenne che conosci piuttosto bene. Non strillare…

Ormai mi stupirei solo di mia madre, Bubi!

Ok, Giulì. L’artiglio erotico è la graziosa bambolina che lavora con te, quella che abita proprio nel condominio dove vive tua madre, Giulì.

Ma Bubi, ti riferisci a occhi bassi?

Proprio lei, occhi bassi. La rossa tutta panna e miele, timida e schiva.

Bubi, Tiziana detta Tizzy, ha una vita complicata…Molto complicata. Ci conosciamo da anni, so che ha un passato quasi incredibile. No, Tizzy no Bubi, non può essere. E come vi sareste agganciati?

Tramite Leo.

Ah che idiota Leo. Chissà cosa trama, Bubi! Leo è stato rifiutato da Tizzy…

Comunque sia, Giulì, i messaggi sono di Tizzy. Vedi, voi donne tra voi non tirate mai fuori quello che poi mostrate e fate con gli uomini!

Su questo, tristemente, devo darti ragione. Attraverso te ho capito che molte conoscenti o amiche erano ben diverse da quello che credevo. E comunque c’è sempre la sfumatura passionale a stravolgere un po’ i connotati, non mi meraviglio…Però quella di Tizzy è una storia sicuramente forte e singolare, insomma davvero non avrei detto potesse porsi in modo così audace.

Qualcosa mi avevi narrato, Giulì. Infatti ho tentato di avvisarla, volevo prendere qualche distanza prudenziale. Ha un figlio vero?

Si, un figlio nato in drammatiche circostanze. Il padre attualmente è in galera, lei sembra davvero uscita dalla tossicodipendenza ma è ancora provata da tutte le violenze e da un periodo decisamente randagio…

Ecco, ricordavo bene. Ma con lui ha chiuso?

Teoricamente si. Il rischio è che lui torni alla carica appena avrà scontato la pena. Già una volta qualche anno fa lei era ricaduta nel giro proprio perché aveva ripreso a frequentarlo…Fu allora che rimase incinta. E rischiò di perdere il bambino per le botte che le dava lui, ubriaco, drogato e delinquente. E’ un tizio molto pericoloso…

Perché non ha lasciato la città?

Non ha voluto, qui ha i genitori e la sorella, qui ha l’appoggio di qualche amico che le è rimasto accanto. E qui è riuscita anche a trovare lavoro.

Al primo impatto è tenerissima. Quel visino quasi fanciullesco, quell’aria riservata, quella voce calda e gentile…Carina e garbatissima. Pensare che ha attraversato quell’inferno è sconcertante, un po’ mi spaventava lo ammetto…

Considera che è anche sotto osservazione. I servizi sociali volevano toglierle il bambino, è affidato a lei sotto l’impegno di vigilanza e assistenza dei genitori.

Anche per questo motivo, credo, evita molti contatti…

E Leo conosce la sua storia?

Al lavoro più o meno tutti sanno tutto ma lui voleva solo portarla a letto, penso. Fingeva mille moine ma anche lei ha capito che è un farabutto, per fortuna.

Come mai con me sta tirando fuori questa verve spudorata?

Non so, Bubi. Con me si comporta sempre in modo ineccepibile. Ma mia madre dice sempre che sembra un animale in gabbia che aspetta l’occasione buona per scappare. Come se facesse la brava per convincere tutti fino a quando potrà approfittare della fiducia generale e riprendersi la sua libertà…

Inquietante.

Già, Bubi. Mia madre potrebbe non sbagliarsi. I messaggi a te svelano una Tizzy nascosta…O meglio confermano che la Tizzy di prima non è affatto morta e sepolta.

Giulì scusa ma lei è stata vittima di un disgraziato, magari era innamorata. E indebolita dalla dipendenza, la droga annienta Giulì…

Bubi, quello che si racconta di Tizzy è che da ragazzina fosse piuttosto sfrontata e godereccia. Sul sesso forse non potresti insegnarle molto, per intenderci! E poi che il suo rapporto con la droga sia nato prima che incontrasse lui…La famiglia del disgraziato ha addirittura sostenuto che la violenza di lui fosse giustificata dai tradimenti di lei.

Insomma la Tizzy che vediamo ora, bastonata dalle vicissitudini, potrebbe essere una maschera?

Potrebbe, Bubi. La battaglia per l’affidamento del bimbo fu fatta più dai nonni che da lei. Ma allora nessuno la giudicò più di tanto, eravamo convinti fosse ancora troppo sconvolta…

Beh Giulì ora non ha fatto nulla di male. Forse ha solo voglia e bisogno di un’avventura.

Questo non è condannabile, ci mancherebbe! Sono i toni che mi lasciano perplessa, Bubi. Tutto sommato mi spiacerebbe solo per lei…se davvero mente, se vuole avere una scusa per uscire e riprendere a divertirsi lasciando il piccolo ai genitori temo possa incorrere in qualche situazione spiacevole.

Uhm, mi consigli di evitarla Giulì?

Ti consiglio di tenere gli occhi aperti almeno.

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