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mercoledì 14 novembre 2012

Libidinosa Marie


Ricordi Marie, libidinosa Marie?
E come potrei dimenticarla, Giulì? La morbida, dolce, lussuriosa Marie!!! Ho sue notizie, è tornata in Francia, convive innamorata con Jean Paul e…aspetta un bimbo.
Che felicità, Bubi!
Si, da quel che leggo su facebook è proprio felice.
Bellissima Marie…fascinosa, simpatica, generosa.
Era così anche a letto, Giulì. Solare, seducente, burrosa e tenera. Una grazia soave.Pelle vellutata, corpo fluido, movenze sensuali, sguardo di miele. Così eccitante…
Una delle tue donne “migliori”, Bubi!
Sicuramente, Giulì. Con Marie era piacere puro e totale. Lei era schietta, disinibita, affettuosa, vivace, curiosa, deliziosa. Era femmina e amico.
Amico???? Ah già dicevi sempre che avevate un rapporto cameratesco!
Eppure di sesso ne abbiamo fatto davvero tanto! Ma fuori dal letto era come un amico: limpida, semplice, diretta. Sempre scherzosa, tranquilla, disponibile. Uno spettacolo di donna, Marie!
Ma non te ne sei innamorato!
No, fin dal principio abbiamo intuito che non c’era quel tipo di sentimento, noi eravamo splendidi amanti e splendidi amici. In scioltezza, con serenità. Potevamo passare una sera al bar davanti a una birra o una notte di passione bruciante. E tutto era armonioso.
Lei con il sesso aveva un atteggiamento molto aperto, vero?
Mooooolto aperto, Giulì. Per lei il piacere era uno spazio da vivere, con tutta l’intensità possibile. Si abbandonava al godimento, ecco. E con lei mi abbandonavo completamente anch’io…Mai una tensione, una pressione, una nota stonata. C’erano grande attrazione e grande carnalità. Amplessi densi, profondi, ricchi.
Sono Marie, libidinosa. Questa presentazione fu uno spasso!
Ah ah si…Marie impudica, calda e infoiata, con le curve sinuose e lo spirito godereccio restava una dama leggiadra e sublime!
Godo, godo, godo…
Esattamente! Davanti ai bignè trillava: godo, godo, godo. E quando mi sussurrava “voglio fare amore” con quell’accento francese sembrava in preda a estasi da crema pasticcera! Che personaggio, Marie. Bella dentro e fuori. Quando ci siamo visti l’ultima volta, dopo tanto sesso, mi ha detto: mon cheri vivi sempre bene!
Quasi una favola, Bubi…
CONTINUA 

sabato 25 dicembre 2010

Letti sfatti e orgasmi sbilenchi

L’ enorme equivoco di grinta e grazia.

Devo rotolare via, Pedro non tollera ulteriori indugi. Devo lasciarvi soli con Bubi e le sue donne, cari lettori. Perché questa è una storia senza fine, perché qui la bontà è troppo buona e la cattiveria troppo cattiva, perché la sorte di Bubi e delle farfalle che volano nel suo cielo è scritta in una pergamena chiusa in bottiglia e trasportata dalle onde di un oceano molto lontano.

Ricordate la partenza?

Questa è la storia dei sensi. Del gioco appiccicoso delle illusioni, delle persuasioni, delle passioni fatali.

Accomodati sulle spine avete intrapreso il viaggio in un vortice di colori, eccitazioni, noie. Avete amato e odiato Bubi…Avete soprattutto creduto di capirlo, Bubi. Lo avete riempito di etichette, lo so!

La pelle di Bubi è refrattaria alla colla, sappiate dunque che le etichette sono scivolate via. Ma i vostri sforzi di interpretazione e giudizio sono gelosamente custoditi nel suo scrigno delle scorte di buonumore…

Proprio così. Quello che piace moltissimo a Bubi è tutta la generosità di tempo e pensiero che gli avete dedicato! Perché Bubi è abituato alle farfalle che non smettono mai di volare nel suo cielo. Quelle che sognano di ritrovarsi prima o poi tra le sue braccia, quelle che sognano lui non desideri altro che ritrovarsi prima o poi tra le loro braccia, quelle che sognano di volare più e meglio delle altre compagne di sventurato volo…Immaginare che lettori e lettrici abbiano calorosamente seguito le sue avventure è una conferma eccitante per Bubi.

Non posso e non voglio svelarvi altro.

All’inizio, lo ammetto, cercavo di svicolare dalle limitazioni di Pedro per servirvi utili ragguagli, spiegare, mettervi in guardia, offrirvi confort di viaggio, poi ho compreso che sarebbe stato sciocco o inutile. Il rebus dovete risolverlo senza il mio aiuto. Vi basterà essere meno supponenti di tante farfalle, cari lettori!

Bubi, il responso della Sibilla è chiaro…dice Giulì.

E perentorio, ahimè. Ride, Bubi, come ride quando l’alcool ha cancellato tutti i fantasmi.

Sfoghiamoci un po’ con le farfalle più ostinate, Bubi. Tanto quelle abboccano sempre…Messaggi circolari e grandi complimenti ai sorrisi, alla passionalità, alle attitudini psicologiche: funzionano alla grande!

Ah ah ah, è vero, abboccano sempre Giulì. Però è talmente irritante la loro stupida ostinazione che adesso non ho neanche tanta voglia di leggere le risposte, accidenti. Sgridate, coccole, smancerie di bassa filosofia: è fastidioso già solo immaginare tutte quelle sfrontate energie sprecate…

E’ da una vita che ripetiamo queste cose, Bubi, dai! Tanto proprio tu non puoi bacchettarle. Ne sprechi più o meno quanto loro nel delirio di tirare a campare. Continua a punirti e vedrai che ti ridurrai peggio delle tue farfalle, Bubi.

Non è che mi punisco…

Si, ti punisci ad ogni sorso che mandi giù per sopportarle, Bubi! Ad ogni sorso che mandi giù per difenderle, per giustificarle. Ad ogni sorso che mandi giù per tollerare la loro ignoranza, la loro banalità, la loro frivolezza, la loro ottusa fierezza Bubi! Ad ogni sorso che mandi giù per incensarle di belle parole, per tenere desta la memoria, per inumidire la loro intimità. Ad ogni sorso che butti giù per far credere ad ogni farfalla di essere diversa dalle altre Bubi! Si, ti punisci Bubi. E il tuo cervello non ringrazia. Ruggisce di disgusto, tristezza, smarrimento.

Ma io mi comporto male con loro, Giulì…

Ovviamente…

Sembrerà un racconto di sesso, disagio, squallore quello di Pedro e della tastiera vivente. Di un uomo irrisolto, di donne fameliche o puerili o superbe, di letti sfatti, di lacrime trattenute, di orgasmi sbilenchi strappati a una lussuria che si agghinda di una orripilante maschera di romanticismo. Una storia di solitudini che sfuggono alla verità in un coito bestiale. Che allegria, Giulì!

Perché, Bubi, pensi sia allegra la competizione delle farfalle?

No ma almeno quella a me fa divertire…

Ma smettila, Bubi! Purtroppo la realtà non contempla ancora una donna per te, ecco.

Eh?!? Una donna per me? Questo incasina il rebus, taci, magari Pedro ci ascolta, ride Bubi.

Messaggio circolare, su, scrivi: mi manca tanto il tuo sorriso…unico!

Vuoi prendere il toro per le corna?

No, voglio tarpare le ali alle farfalle cieche.

Però così…risponderanno, felici, infoiate, trepidanti!!! E, insomma, andranno a schiantarsi irrimediabilmente!

Esatto. Purtroppo non conosco altro modo per arrestare il loro assurdo volo, Bubi.

Ma che missione è? Cosa te ne importa di loro?

E’ affar mio, Bubi. E comunque….non tollero la faccia che indossi con loro. La tua vita si sta consumando con loro e così quella faccia finirà per prendere il posto della tua.

CONTINUA O NON CONTINUA

venerdì 20 agosto 2010

Il sesso in una pagina bianca

Questa volta anche per Bubi, che non vaneggia mai in paragoni, scatta una piccola reazione di confronto: il sesso con Morena non ha la porca febbre di quello con Monica…Monica è una maschera di lussuria un po’ trash, arrapata e incalzante, Morena è una femmina raffinata, morbida e seducente. Monica è hard e a Bubi non è certamente dispiaciuta. Ma Morena ha una sensualità che sfida il tempo e i picchi di adrenalina, ecco.

Non ha svelato a Morena di aver già avuto un coinvolgente contatto sessuale con Monica, forse avrebbe dovuto farlo. Questo pensa Bubi quando ormai sta salutando Morena per rientrare a casa. Probabilmente ci penserà la ninfomane Monica a farglielo sapere, forse l’ha adescato proprio credendo di ferire lei. Bubi sa che il feeling con Morena non dovrebbe essere facilmente compromesso da un personaggio come Monica ma prova comunque un lieve senso di disagio…

Non tanto lieve, forse, se quando arriva a casa si risolve a mandare un messaggio a Morena: non ti ho detto che sono uscito con Monica. Non volevo turbare la nostra serata ma preferisco informarti prima che lo faccia lei. Ho l’impressione che sia una bestia grama, purtroppo. Un abbraccio forte.

Morena risponde: grazie, Bubi. L’avevo immaginato ma apprezzo la tua sincerità. Tranquillo, Monica non può farmi male…

Bubi si addormenta subito, vestito e con la tv accesa. Sono le 3 del mattino e il giorno che l’aspetta è ancora una pagina bianca.

Dovete approfittare dell’assenza di programmi, cari lettori. Prima che Bubi scriva sulla pagina bianca fermatevi e chiedetevi se desiderate una svolta, se vi aspettate una nuova avventura erotica, se sperate di saltare a piè pari fino al giovedì sera con l’amica Giulì.

Aspetto idealmente il responso, con pazienza. Intanto svolazzo tra le vostre elucubrazioni. Cerco di spruzzare un po’ di ardita fantasia, qualche bonaria valutazione, un velo di suspence.

Perché questo groviglio di corpi non può essere la storia di Bubi, la storia di uomini e donne, la storia della vita. Eppure è la realtà spiata dal buco della serratura. E’ come una frase estrapolata da un contesto più vasto e complesso. In ogni corpo c’è un’anima, accidenti.

Le giornate scandite dall’agenda delle occasioni sessuali, dagli sms, dal gioco degli ammiccamenti e delle conquiste possono farsi assurde, asfissianti o precarie. Un vuoto dietro l’altro. Ma qui i sensi sono sempre in allerta. Tintinnano, soffiano, toccano, bruciano, sussurrano. I piaceri rincorrono piaceri. E quelle sottili e splendide folate di vento che si chiamano emozioni spirano forti e piene tra Bubi e le sue donne…

E’ possibile fare l’amore senza amore?, chiese una volta una donna al nostro Pedro. Esiste un sesso che si consuma per rapida e animalesca combustione. Esiste un sesso che si respira nella sublime espressione del sentimento di coppia. E esiste, forse, un sesso della verità di un istante…Come compassione affettuosa per la solitudine, il desiderio, il sogno magari. O come bugia per ingannare il rigore culturale e interiore. O come guizzo filosofico che non ammette troppe spiegazioni.

Ricordatevi di Giulì: tu non sopporti la solitudine, Bubi…

Ma non lasciatevi condizionare troppo dalle convenzioni, per carità.

La sintesi di una pagina bianca o del fiume di inchiostro che la macchierà potrebbe rivelare che la natura di uomini e donne e il groviglio delle loro passioni è ancora lungamente da esplorare. Con generosa indulgenza. Con sguardo vispo e penetrante. Con speciale ironia. Perché la verità, pure quella invereconda, è il cielo sotto il quale dobbiamo stare.

Non ci sono vittime, qui. Non ci sono neanche carnefici. Sono tutti vinti e vincitori. Giocatori e lottatori nell’arena del precario equilibrio di un benessere indefinito e indefinibile…

Le donne di Bubi, che si muovano in ambulanza come Lella o in maserati come Monica, non sono sprovvedute e deboli. E Bubi, che si faccia allettare da curve colte e garbate come quelle di Fiorella o da uno struggente enigma come Lucy, non è spirito fatuo.

Tutto e niente sul palco di un teatro grottesco. Perché un po’ grottesco, sempre, è il nostro cammino. Dalle spine sulle quali vi siete accomodati per questo viaggio non pretenderete di atterrare su una poltroncina: il terreno è accidentato, il sedile continua a punzecchiare. Ed è questa la favolosa fortuna! Non potete addormentarvi, fare gli smidollati o agitarvi con troppa foga…

Ci vogliono ironia e pazienza, Pedro ci aveva avvisati.

CONTINUA

domenica 1 agosto 2010

Notte con la ninfomane

Bubi memorizza l’invito ma non risponde. Propone a Monica di raggiungerlo a casa sua per le 22 e alle 18 sprofonda nel sonno. Quando suona la sveglia, si alza e lentamente sistema sommariamente camera da letto e salotto, fa una doccia, si sbarba e divora quel che trova in frigorifero. Sono già passate le 21.30 quando accende lo stereo, si infila pantaloni e camicia bianchi, si siede sul divano con un libro.

Per documentare quello che accade dopo le 22 ci vorrebbe innanzi tutto una riproduzione audio. Poi non guasterebbe, ovviamente, una galleria fotografica o un video. La ninfomane Monica arriva puntualissima: seducente, provocante, evidentemente ansiosa di performance sessuali getta un’occhiata molto rapida alla casa, saluta Bubi con voce vellutata a invitante, non mostra alcun bisogno di convenevoli e preliminari di incoraggiamento. E’ sicura, intraprendente, spregiudicata…

L’audio consegnerebbe il linguaggio spinto, i versi di incitamento, le urla di piacere. Le foto guadagnerebbero un vero book da star: Monica mostra un corpo sodo, agile e bollente, movenze erotiche da pornodiva consumata e un’espressione del viso perennemente eloquente in termini di attesa e godimento…

Bubi è gradevolmente colpito dalla bellezza di Monica, non gli dispiace affatto la sua bravura a letto e la sua disponibilità fisica molto generosa ed eccitante. Ma non è il tipo da farsi travolgere da quello scenario hard. E’ esperto, avvezzo a tutto, capace di non perdere il controllo. Ed è proprio questo a decretare il suo successo. Monica aveva azzeccato! L’intuito le aveva fatto ribollire il sangue e gli ormoni per Bubi…Era ora, finalmente un compagno di merende con il quale volare alto! Non ne posso più di uomini molli, di eiaculazioni precoci, di blocchi dell’erezione…

Monica, davvero stai in mezzo a maschi in difficoltà? Non ci posso credere, i miei colleghi uomini sono così in crisi?!

Bubi sono stressati dal lavoro e dalla borsa, hanno paura della mia sessualità prorompente, si fanno prendere dai sensi di colpa verso la moglie e roba del genere…Alcuni poi senza cocaina sono proprie larve, Bubi! A parole mi offrono notti di fuoco ma il più delle volte raccolgo solo mucchietti di cenere, puah che schifo. Io voglio sesso duro Bubi.

Lieto di servirti, Monica!

Lieta anch’io di assaporare questo trionfo dei sensi, Bubi.

Se non sono indiscreto perché frequenti tipi così poco prestanti?

Quello è il mio ambiente, Bubi. Non voglio uscirne, sia chiaro. Adoro il potere, io. E il lusso. E la trasgressione. E tutta quella libertà di fare, essere, comprare, pretendere…Se devo sopportare qualche impotente, qualche omosessuale travestito da etero, qualche noioso castrato pazienza. Vorrà dire che sfogherò la mia passione con te, se vorrai…

E’ una brutta malattia, Monica. Comunque è affar tuo, quanto alle parentesi di lussuria con me mi dichiaro pronto, il mio letto ti accoglierà più che volentieri!

Sai immaginavo che nei tuoi giri ci fossero più viziosi e sessuomani che repressi…mi sorprendeva che tu mi cercassi.

Oh ci sono anche quelli. Ma vedi Bubi anche quelli pervertiti non sono sempre il massimo del gusto! Spesso sono vecchi, brutti o impasticcati, Bubi…E qualche volta sono insopportabili caproni grezzi!

Penso di capire, ride Bubi.

Dai Bubi, non perdiamo tempo…Meno male che il tuo tesoro funziona, caro Bubi. Io devo fare una scorpacciata di sesso con te.

Oltre la fantasia, si, la notte tra Monica e Bubi è andata oltre la fantasia.

Giacciono uno accanto all’altra quando Monica guardando Bubi stremato esclama: grande, sei stato grande! Alla prossima, ora scappo a casa, ho appuntamento con il mio fidanzato alle 9.

Monica, sono le 4, a occhio e croce non riuscirai a chiudere occhio che per qualche ora, accidenti!

Sono abituata caro, stai tranquillo recupero in fretta…

CONTINUA

mercoledì 16 giugno 2010

La notte della lussuria


Un brivido corre lungo la schiena di Bubi. E’ convinto sia Lucy.

Prende il cellulare con una certa apprensione e legge: Bubi, rientro tragicomico, una serie di ritardi massacranti, uffa, ci sentiamo domani.

Paoletta!

Non ci aveva più pensato, Bubi.

Si erano ripromessi di sentirsi al ritorno di lei per cenare insieme o per vedersi almeno in serata...Questa volta l’inconveniente era stato provvidenziale. La giornata appena trascorsa era già stata troppo complicata!

Bubi, rilassato, digita rapidamente: ho immaginato qualche intoppo, non preoccuparti, buon riposo. Un bacio.

Il sonno ristoratore di Bubi poteva finalmente cominciare…

Ma in posizione orizzontale i campari, la birra, le ore convulse con Lucy e le istigazioni più o meno ingenue di Giulì sui sogni proibiti si mescolano in uno sferzante fermento. Non è nervosismo, è uno stato di seducente languore squarciato a tratti da struggenti fantasie, ecco.

Sente migliaia di spilli nella pelle, Bubi. Una dimensione rarefatta e impalpabile rotta da quei sottili attacchi di smania e veglia. Si gira e si rigira nel letto per molto tempo. E’ un match bizzarro. Perché vorrebbe crollare in letargo e nello stesso tempo è rapito da quelle velate percezioni.

E’ una sofferenza dolcissima.

Al mattino ci vogliono due tazze di caffè bollente per riportare Bubi allo stato di coscienza. Nonostante i ricordi siano vaghi e non riesca a mettere a fuoco immagini e pensieri Bubi ha l’esatta percezione che il vortice notturno sia stato fantasticamente lussurioso. Ride. Forse l’enigma Lucy gli mordeva ancora il fianco. Quella birbantella di Giulì l’aveva previsto!

E Lucy infatti fa capolino con un sms che sembra uscire a grandi balzi dal telefonino e saltellare vivacemente per tutta la casa: al diavolo le masturbazioni cerebrali Bubi, questa notte ho spazzato via l’immondizia e sono maledettamente pronta ad abbrustolire con te nel rogo della carne.

Possibile che Lucy non sapesse esprimersi in maniera meno ampollosa e contorta?

Incredibili, le donne. Questo medita Bubi mentre le labbra si schiudono in un sorriso.

Bubi, dispettoso e sfacciato, tira il freno: Lucy prima o poi ti trascinerò davvero nel rogo della carne, con foga!

Prima o poi…le scrive. Proprio insolente Bubi. Per Lucy però quella sculacciata è come una tempesta ormonale. Il desiderio cresce e la dispone alla sottomissione assoluta.

Bubi, mi fai impazzire! Quando vorrai, come vorrai, dove vorrai…

Accidenti, Bubi legge e poi, con quel rassegnato sarcasmo sulla natura femminile che spesso trapela dalla sua ghignata obliqua, gira il messaggio a Giulì con un commento: donne, non vi capirò mai.

CONTINUA