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mercoledì 15 dicembre 2010

Sesso rosa, rebus e campari

Che giornata strana, pensa Bubi.

Simona sfugge agli sms, Lella scrive continue dediche che non ispirano risposte, Monica la ninfomane riesce a confezionare un messaggio di sesso rosa, Vittoria vacilla con un adescamento e mentre adesca perde improvvisamente appeal, una misteriosa Clara sembra celare Stefania o, peggio, la sua amica.

Cellulare in fermento fastidioso, insomma. O forse è Bubi che non ha voglia di consumarsi in quella follia. Forse è Bubi che si è svegliato troppo lucido per godersi quel baraccone di farneticanti sirene di amore corporeo. Forse è Bubi che non vorrebbe distrazioni invadenti quando deve concentrarsi sulla preda che si divincola. Forse è Bubi che è intento a ripulire quella rubrica di anime stanche con la speranza di leggere nomi che facciano ancora battere il cuore.

Ma l’ha tenuto in piedi lui quel baraccone, accidenti.

Bussano dal passato, bussano da terre lontane. Con la spocchia di chi si sente sempre un pezzo della sua vita…La vita di Bubi, un bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno.

Arriverà la sera, arriverà il responso della Sibilla, arriverà la voce di Giulì con il suo sguardo di magnifica purezza. Ecco, così si fa forza Bubi.

La sera del web, la dimensione dilatata della realtà, il calderone di sogni e ferite, il tempo delle lacrime e della speranza. Tutto e niente. Come l’aria che respiri e non tocchi. Come la magia che si compie solo perché ci credi…

E’ il segreto tra Bubi e Giulì. Il segreto che Pedro ha scoperto in un fondo di campari shakerato, tra le vesti fruscianti di tante comparse, in un sussurro di paura, gioia, miseria. Quel manto di spine sul quale, cari lettori, siete accomodati. Quel viaggio assurdo - ma non troppo - tra le solitudini erranti, le falsità pericolose, le arroganze inguaribili.

Il grande assente è l’amore. Che non sopporta imitazioni, rappresentazioni sgualcite, orribili maschere. Che non vuole impasti di egoismo e fango.

Che giornata strana, pensa Bubi.

Non capisce tutti quei sorrisi…

Ma è la sua prigione: con la fissazione di assecondare tutto e di elogiare le acrobazie femminili, con il bisogno di circondarsi di lingue di fuoco e miele Bubi quei sorrisi li ha esortati, elogiati, corrisposti.

Arriverà la sera, arriverà il responso della Sibilla…

Ma passano le ore e Bubi non sa più se ha così voglia di presentarsi all’appuntamento con le risposte.

Scrive a Giulì: pensi che dobbiamo davvero vederci questa sera? Tesoro, mi tremano le gambe…

Bubi, non preoccuparti, mescoleremo il bianco e il nero, pure la Sibilla si terrà stretto il beneficio del dubbio! Relatività, amico mio…

Finalmente riesce a ridere, Bubi.

Per le 21, puntualissimo, Bubi arriva da Giulì.

Bubi tu sei un uomo piuttosto colto, ti tieni molto informato, sei ben ferrato in politica, in economia, in costume. Hai sensibilità artistica, conosci le trame complicate della psicologia…Godi di ottima educazione e di buona professionalità. Pensi mai che le tue giornate sembrano correre spesso fuori da tutto questo?

Giulì, che impatto!

Bubi, è importante. Appari del tutto calato nella tua parte di “Bubi con le sue donne”. Sembri tenerti lontano dagli affanni comuni, Bubi. Si potrebbe dire lontano dalla realtà!

Giulì tu sai che ho solo necessità di leggerezza. E non lego facilmente con l’umanità, magari…

Certo, non devi spiegarlo a me Bubi. Parlo di apparenze, Bubi. Però Bubi non sottovalutare mai gli effetti…delle apparenze.

Capisco cosa vuoi dirmi. Vivo ai margini, sto fuori dalle relazioni profonde.

Ci sono persone che conosci da anni, Bubi, ma non sai da cosa sono afflitti o baciati. E molte di loro ti vedono sempre sul palcoscenico. Credo siano convinti che talvolta reciti pure con un certo protagonismo urticante… Risate, sms, ammiccamenti, dileguamenti improvvisi. Dai, Bubi!

Lo so, sono una bestia solitaria. Non amo le compagnie stabili, trovo pelosi certi legami, sono insofferente alle conversazioni confidenziali intense. Ma è solo fragilità, Giulì.

Instabilità intellettuale, emotiva, Bubi. E’ una lunga storia, suvvia…

Verissimo, Giulì. Però come io non giudico vorrei gli altri non mi giudicassero.

Eh eh questa è la frittata girata con astuzia, Bubi!

E allora sarei cercato e celebrato solo per prodezze erotiche, Giulì?!? Posso garantirti che non è così…

Ci credo, Bubi. Ma sei sicuro che le donne che ti cercano e ti celebrano sanno chi sei? Mi spiego meglio, caro amico mio. Ci sono milioni di motivi per cui potresti essere cercato e celebrato ma non sono quelli noti, Bubi. Mi capisci?

Purtroppo si.

Le tue donne sono solo…

Si, Giulì, basta, non infierire!

Non hai voglia di amici e amiche, di una vita di frequentazioni autentiche, di “normalità esistenziali”? Non hai voglia di toccare le ansie degli altri, le loro disperazioni, i loro progetti? Non hai voglia di dialogare ogni giorno di preoccupazioni stringenti, di piccoli e grandi momenti, di esperienze concrete? Non hai voglia di donare il tuo tempo e la tua energia per qualche bruciore degno?

Sono troppo impegnato a scappare dalla mia tristezza, dallo smarrimento, dall’inadeguatezza…?!?!?! Non so…

Non sei forse troppo affezionato al tuo ombelico?

Giulì, mi stai massacrando!

No, ti sto indicando una via d’uscita.

Sono già uscito, da me e dalla vita, la risata di Bubi è nervosa e triste.

Bubi, puoi rientrarci, se vuoi.

Ma dovrei voltare pagina…no, non se ne parla. Giulì ti sei calata nel personaggio letterario? Mi stai facendo una ramanzina da manuale? Piantala, questa doveva essere la serata del web, della Sibilla, del nostro rebus…

D’accordo, come vuoi Bubi. Prendiamo in mano il nostro rebus. E per il racconto…il rebus andrà benissimo, per Pedro sarà uno spasso.

Le donne non sapranno risolverlo, Giulì. Pedro giocherà tra sesso, campari e nuvolette di pensieri attorcigliati. Solo la tastiera vivente potrebbe tradirci e spifferare tutto.

Potrebbe ma non lo farà, Bubi. La tastiera vivente custodirà per sempre il grande segreto…

CONTINUA

domenica 5 dicembre 2010

L'harem, facebook, l'amore che non c'è

Bubi, Bubi…Devi promettermi che almeno dentro di te smetterai di considerarti poco o nulla.

Cosa?! Giulì, perché arrivi sempre a questo, perché, perché? Non sono annichilito dal complesso di inferiorità, suvvia.

Non è un complesso di inferiorità, forse è sopravvalutazione degli altri o dannatissimo senso della saggia misura del proprio io o qualche altra fottuta elaborazione condizionante della psiche avvezza alla nobile gestione delle sfumature di filosofia esistenziale!

Giulì, accidenti, la grappa ha attorcigliato le tue riflessioni su un vocabolario di astruserie! Non esagerare piccola dolce amica mia.

Non esagero e non sparo fregnacce, io! Non farmi arrabbiare Bubi o spiffero tutto a Pedro, eh eh. Su, dai: prometti.

Troverai la morte da solletico prima che tu possa far arrivare il soave soffio della tua voce alle orecchie di Pedro e all’attentissima tastiera vivente, Giulì…Non posso promettere, lo sai. E tu non toglierai il velo dal segreto, mai!

Bubi, smettila, muoio davvero, basta, non ce la faccio più, mollami…

D’accordo, ti lascio stare se non insisti Giulì.

Libera dalla morsa del solletico Giulì si ricompone e pronuncia formalmente un proposito: Bubi, Pedro e la sua tastiera non offrirebbero mai la soluzione ai lettori, assodato questo quello che mi riprometto è starti accanto e darti pure un benevolo tormento affinché tu possa trovare amore…verso te stesso. Non demorderò, sappilo.

Ehm…mi commuovi Giulì, ti prego, lascia perdere. Torniamo a facebook, alle trame della libidine, alla grappa, alle nostre risate da sms.

Sviando le lacrime Bubi beve un sorso di grappa e legge un messaggio: sei troppo prezioso per me…

Giulì senti questa, ma ti rendi conto? Mi ha conosciuto due giorni fa e trova io sia già un tesoro, non è azzardato, eccessivo, assurdo?

Giulì gli accarezza i capelli, appoggia il capo sulla sua spalla, ride…Bubi, si aggrappano, è vero. A un attimo suggestivo, a un sorriso, a un complimento, a un’onda intelligente. Ma sono anche tremendamente alla deriva. Vogliono bombardarsi di illusioni.

E qualche volta fanno finta di sapermi sommergere di allegria, ottimismo, romanticismo alle stelle! Magari anche lusingandomi…

Mi chiedo sempre come tu possa tollerare tutto questo, Bubi.

Non tollero, ci sguazzo…è molto diverso!

Mah, beato te che riesci ad elargire tutta questa indulgenza, Bubi. Il fatto di sguazzarci poi è molto maschile, diciamo.

Giulì chi troppo vuole nulla stringe. Meglio godersi quel poco che ci passa davanti senza troppe pretese…

Bubi, Sono arcistufa di zigzagare intorno a queste cervellotiche contentezze del meno peggio, preferisco il silenzio di un incanto che forse non arriverà mai. Non capirò mai le tue donne. Non comprendo perché mentono spudoratamente al loro specchio. Sanno che non c’è amore ma inventano e inscenano la manfrina dello struggimento amoroso.

Sanno che non c’è amore, fermati a questo Giulì. Per me conta questo…Posso giocare, osare, strapazzare, allettare, svicolare. Loro non soffrono.

Ah questo è sicuro, Bubi! Ma a te diverte davvero destreggiarti in quelle manfrine?

A volte mi diverte, a volte mi annoia, a volte mi incuriosisce. Ma non mi impegna e quindi è perfetto. Posso esserci o eclissarmi!

Ehi intanto guarda che risultati su facebook, basta strizzare l’occhio e qualcuna và in brodo di giuggiole. Fanno bene quelle che si tengono alla larga da questa piazza virtuale, quelle che vogliono solo contatti vis a vis, almeno ti danno un po’ di filo da torcere e non si mescolano al gregge...

Uhm, ultimamente una di quelle che stanno alla larga da facebook mi sta marcando in modo encomiabile. Sensuale e dotta: un connubio pericoloso.

Lineare, confusa, sconvolta?

Piuttosto lineare ma sottilmente sofisticata…E’ così ingegnosa nel tira e molla che ancora non ho ben fiutato dove sta il trucco!

Evviva, almeno abbiamo ancora la speranza di qualche sorpresa! E, dimmi, il nostro enigma preferito al secolo Lucy come sta?

Mi ha scritto anche lei prima che venissi qui, aspetta, ti leggo il messaggio: Bubi ti cerco ancora, nel paese che non c’è o tra le nuvole del cielo. Un bacio a sensi alterati.

Non si smentisce, non arretra di un millimetro, non placa il furore. Ma è un vero concentrato di delizia!

Ti sta così simpatica Lucy, Giulì?!

No…ma è meno odiosa di tante altre inutili comparse del tuo harem.

Dovresti conoscere Vittoria, magari lei ti piacerebbe.

Chi è, quella che ti trova prezioso?

No, è una tipa che ho conosciuto una settimana fa sul lavoro, mi martella di sms e telefonate, è molto brillante e per ora ha scelto un profilo da amica.

Un profilo da amica, strategia o verità? Vedremo…

Comunque parla di sesso con discreta disinvoltura, sarebbe interessante per i tuoi studi.

Wow, un altro motivo per resistere. E sono due questa sera, bene!

Comunque ti confido una cosa Bubi: da quando penso che finirò nel racconto di Pedro e della sua tastiera vivente mi chiedo se sia utile metterti a fuoco con frasi accuratamente composte. E non so se prepararmi a spiegare perché mi stanca spiegare…ehm, mi sono spiegata, Bubi?

Ohh, chiarissima! Senti Giulì, non fidarti delle parole e di come possano arrivare a chi legge…Mentre il sesso, qualche voluttà emotiva, la necessità di un lampo onirico, un bizzarro viluppo di smarrimento, sfida, incoerenza, euforia possono stare in piedi senza stampelle nel caos dell’esistenza, le parole che vogliono narrare tutto questo rischiano di fare un capitombolo indecoroso!

Allora tutte le nostre chiacchierate, Bubi, dovrebbero finire gambe all’aria…e beh, in effetti, ah ah non ci resta che ridere.

Ecco, non ci resta che ridere Giulì!

Dunque davvero Bubi non vorresti consegnassi a Pedro parole come frecce che centrano il bersaglio?

No, Giulì. Lascia che Pedro e la tastiera vivente proiettino luci e ombre senza troppe didascalie…

Ok, Bubi.

Giulì ti ricordi che domani sera abbiamo appuntamento con il web e il responso della Sibilla?

Accipicchia è vero! Bene, ora mi appresto a cacciarti, ho sonno!!!

Dolce notte, amica mia, a domani.

CONTINUA

domenica 14 novembre 2010

Alle donne in cerca di un uomo: chiamate questo numero...

Bubi non credi anche tu di essere in balia di coordinate un po’ sconclusionate?

Ride di gusto, Bubi: certo Giulì, l’unica certezza che ho è che non ho certezze! Uffa, sembra uno scioglilingua…Ma non vorrai che io viaggi in carreggiata regolare eh?!

Ma no, Bubi. Io in fatto di regolarità non posso dare lezioni, lo sai! Su questo siamo in perfetta sintonia, tu ed io… Vorrei solo mettere ordine nel disordine del tuo incedere.

Eeehhh?! Giulì se metti mano nel mio caos esistenziale non mi costringi alla linearità? Io non voglio il rigore delle forme, dei motivi, dei passi. Forse non voglio neanche darmi tutte le risposte.

Ma quale rigore, Bubi, andiamo, sono io, sono Giulì, quale rigore vuoi che ti imponga?! Intendo lasciare intatto il disordine ma in una condizione di consapevolezza, di armonia, di serenità.

Giulì questa sera sembri l’enigma Lucy! Spiegati meglio per favore…E passami altro antipasto, è così buono…

Senti Bubi il bailamme di donne, emozioni a spizzichi e bocconi, estasi erotiche, svaghi sul filo dei sussurri, esercizi di stile e giochi tra le righe di parole ti fanno vivere sotto il tendone di un circo. In questo cosmo di balocchi, finzioni, orgasmi, attrazioni, trepidazioni tu sei sempre protagonista felice e appagato?

L’appagamento sta negli attimi, Giulì. Il resto è apnea, campari shakerato o pause di ristoro umano e culturale. La felicità? Quella è nei sogni, forse.

Rassegnazione o saggezza, Bubi? Uhm, che sia una o l’altra poco importa, uffa faccio fatica a contraddirti, a metterti alle corde!

Giulì, Giulì, ti rendi conto che ci sono donne che credono di tirarmi scemo con un reggicalze, che pensano di allettarmi sulla via delle convenzioni con miele, euforia e orizzonti rosa, che vogliono travestirmi da uomo in delirio da angoscia esistenziale? Donne che non provano a guardarmi, a sentirmi, a toccarmi, ragionano come se sapessero tutto di me senza bisogno di applicazione, vocazione, verità…

Io non so chi sono. O magari sono proprio tutto e niente, bianco e nero. E non ho voglia di fermarmi, di adeguarmi a quello che vedo e non mi piace, di recitare una parte che mi sta stretta. Non giuro fedeltà neanche a me stesso, ecco. Domani posso svegliarmi liberamente diverso, Giulì.

Però ti schernisci quando elogio la tua intelligenza e la sensibilità Bubi…Virtù e cruccio, caro amico mio! Sei entrato nella vita, hai lasciato che la vita ti esplodesse dentro, paghi il carico della tua onestà e della tua profondità. Perché hai capito troppo, Bubi. Purtroppo capire spesso è soffrire…

Si, Giulì. Ma non voglio rifugiarmi in questo, davvero. Non devo avere una ragione o una scusa per prendere le distanze da qualcosa che non voglio essere o abbracciare, sto nella mia dimensione e basta. La rotta sostenibile che invochi tu per me è un fallimento, Giulì. Io navigo a vista, in sospensione perenne. E godo moltissimo, forse di più di quelli che credono di tenere le redini di un’esistenza meravigliosa. Io posso saziarmi in un minuto di un minuto capisci?

Certo che capisco, Bubi. Filosofia dei sensi e coscienza della relatività! Sai che è patrimonio di entrambi, non mi sfugge quello che pensi e provi...Proprio per questo talvolta percepisco in te molto disagio.

Inquietudine…

Si, perfetto, inquietudine.

Giulì non è la stessa che hai dentro tu?

Forse non è proprio la stessa, Bubi, questo è il punto. Tu non puoi fare a meno di attorcigliarti in vacui vortici di impeti fulminei e di spalmarteli addosso come se fossero sempre grandi occasioni di esplorazione dell’umanità.

O semplicemente mezzi per far volare il tempo, Giulì…!

Stordirsi, ecco Bubi. Vuoi stordirti ma vuoi anche riconoscere sempre qualcosa di fantastico in tutte le donne con le quali fai volare il tempo. Perché hai bisogno di essere sempre generoso e indulgente nei giudizi? Bubi sono ripetitiva, lo so, non demordo su questo aspetto ma tu ti defili…

Giulì non so se sono proprio generoso e indulgente, diciamo che non giudico e basta. Chi sono io per farlo? Accetto le differenze, lascio vivere e non mi sento così predisposto alla critica: non condanno e non assolvo, Giulì. Magari è quello che vorrei facessero gli altri con me!

Ottimo questo risotto, vero?

Giulì merita di essere assaporato con il sottofondo di una conversazione più lieve, dai prendi una pausa dalla tua funzione di attaccante di sfondamento, riprendiamo l’argomento più tardi sotto i fumi dell’alcol eh?

Ok, ok…

Sai che il mitico Pedro ha affidato a una tastiera narrante la storia di Bubi? Diventerò un famoso personaggio letterario!

Lo so, Bubi. E non ti nascondo che sospetto di essere una pedina importante…probabilmente avrò io il ruolo di grimaldello per scardinare il forziere-Bubi! Accidenti.

Ecco, allora non vorrai davvero passare agli scaffali delle librerie virtuali del mondo come quella che vuole svelare il grande segreto di Bubi e della sua essenza?!?! Devi fare intendere di conoscerlo senza spiattellarlo mai! Bene, insomma possiamo chiudere la parentesi della rotta sostenibile, no?, ghigna Bubi.

Neanche per sogno, carissimo amico mio! Non spiattello, se mai induco te a mostrarti meglio eh eh!

Illuminata da un’idea improvvisa Giulì inizia a ridere…Bubi, Bubi, te la sentiresti di buttarti in un’avventura al servizio della buona letteratura della realtà?

Cioè? Birichina smettila di sganasciarti e spiegami!

Facciamo circolare il numero del tuo cellulare in rete e poi…verifichiamo…

Noooo, sei tremenda Giulì. E’ un’esca spietata!

Dai Bubi, su, capisci che riusciremmo a…

Si, si riusciremmo a…Però…, insomma mi tenta ma mi spaventa questa idea.

Niente paura, sarò io il filtro logicamente!

Potrebbero abboccare donne conosciute, Giulì. Quelle…stupide.

Stupide e presuntuose, diciamo. Lo faranno celando la loro identità, Bubi…Crederanno di prenderci per il naso e invece saremo noi a…

Forse hai ragione, Giulì, possiamo farlo. Con quelle nuove e sconosciute potrebbero aprirsi orizzonti molto interessanti.

E’ proprio quello che credo anch’io Bubi…

Basta, facciamolo subito altrimenti ci ripenso!

Ci vogliono pazienza e ironia, direbbe Pedro.

E lo dice anche Giulì: calma Bubi, un po’ di suspence è importante, spifferiamo metà numero, l’altra metà teniamola in caldo per qualche giorno!

Le libidinose sono nervose, insofferenti…Così le fai scappare.

No Bubi, non scapperanno. E Pedro e la sua tastiera narrante ce ne saranno grati, forse.

Senti questa, dice Bubi a Giulì, leggendo un sms appena arrivato sul suo cell: non riesco più a sopportare il tuo silenzio, vuoi capire che ti aspetto per farti esplodere il sesso di gioia?

Ma chi è, la ninfomane Monica?!?

Proprio lei!

Beh a quella divoratrice di maschi risponderai dopo, adesso finisci il risotto, accendiamo il pc, ci connettiamo e viaaaa facciamo viaggiare un pezzo del tuo numero…

389 1295…

CONTINUA

lunedì 1 novembre 2010

Eros, pathos, delirio...e una rotta sostenibile

I ricci rossi più scompigliati che mai incorniciano il viso più sbarazzino e furbo del reame: quello di Giulì! Apre la porta a Bubi, gli butta le braccia al collo e poi puntandogli l’indice a un millimetro dal naso lo accoglie con una minaccia scandita da una risata argentina: benvenuto, adesso potrai accomodarti anche tu sulle spine, mio caro!

Posso o devo?, chiede Bubi con un sorriso da bambino che cerca clemenza…

Bubi, amico mio, è un obbligo morale, eh eh ti piace questa soluzione salomonica?

Giulì, sapevo che con te non avrei avuto scampo. Ma, ti prego, usa tutta la tua bontà.

Le danze iniziano più o meno così. Quando i due prendono posto sul divano per un aperitivo prima della lauta cena preparata da Giulì il clima è già quello di una pista da ballo.

Sono in ferie, Bubi e Giulì. Non ci sono le scuse della vigilia del lunedì! Sarà una notte lunga, forse una notte a puntate. L’assedio di Giulì è più di un trastullo, l’avrete capito. La Giulì amica di Bubi ha anche un ruolo letterario, è il navigatore offerto in dotazione a chi ha deciso di intraprendere questo viaggio su Bubi. Pedro è stato generoso, ha messo a vostra disposizione il migliore degli ausili.

Ci vogliono pazienza e ironia, ricordate?

Ma adesso ci vuole anche quella che Giulì chiama ipotesi di rotta sostenibile.

Non è una meta, intendiamoci, solo un orizzonte. Bubi oppone resistenza perché teme i vicoli ciechi, non vuole arrivare, depositare il bagaglio, appendere al chiodo il vagabondaggio. L’antidoto è nel veleno…

Giulì deve rassicurarlo, convincerlo che non ci saranno approdi ma solo ammiccanti fari per la fantasia dei lettori.

Già, la psicologia di Bubi…

Meno labile di quanto si possa credere, meno coriacea di quanto talvolta possa apparire. Una coscienza raffinata qualche volta si mostra frivola. Perché la leggerezza è uno scudo per difendersi. Ma anche una distanza che si prende dagli altri per mettere a tacere quel tarlo continuo delle percezioni fastidiose e dolorose.

Và da sé che non è da tutti cogliere questo genere di tortuosità esistenziali ma è un passaggio essenziale per intrufolarsi nella sfera interiore di Bubi.

Altrettanto importante è sciogliere il nodo delle sofferenze sentimentali. Forse scappa come un impulso incontenibile pensare a un Bubi dilaniato e segnato da chissà quali delusioni amorose, insomma un Bubi che seppellisce un passato di ferite con una vita di allegre compagnie per scorribande erotiche a muscolo cardiaco disinnescato. Vero e falso, ecco. Bubi è ferito, impossibile negarlo. Ma la piaga più grande non è lo sconforto per ciò che è stato o non è stato ma l’acuto presagio di una felicità impossibile…

Iniziate a mettere insieme i pezzi?

A Bubi non importa e non serve rifilare la colpa a qualcuno o a qualcosa.

Quello che avverte và oltre ogni responsabilità. E’ quel miscuglio sibillino tra destino, vocazione, scelta. Come se tutti gli elementi in natura, tempo e circostanze si fossero composti e confusi in un inestricabile piano di vita!

Per questo, signori, vi abbiamo fatti accomodare sulle spine, Pedro e io. Le combinazioni sono un po’ magiche, un po’ astruse, un po’ malinconiche, un po’ irritanti, un po’ gioiose. Come si conviene a una fatalità che si incontra con le affinità e stringe alleanze con le opportunità…Come accade quando tra vizio e virtù si infila lo zampino del caso, dell’intelligenza, della passione.

Umori tremuli e tremori umorali, anche!

Allora Bubi cosa mi racconti di nuovo? Sei uscito con Anna ieri sera?

Ecco, Anna dovrebbe essere la novità…però non c’è molto da raccontare, Giulì. Eh eh pensa di tenermi con il fiato sospeso. Non ha concesso del tutto le sue grazie e crede così di vedermi sbavare, di farsi rincorrere.

Uhm, fa la preziosa?

Ma si, più o meno. Ce la vedi una maialina che fa la preziosa? Se riesci ad immaginarla hai conosciuto Anna!

Capisco, non è originale…Hai notizie di Lucy invece? Sai, ci pensavo in questi giorni…almeno lei è un po’ meno banale delle altre, non credi?

In verità lo credevo. Alla lunga ha stufato anche lei, Giulì, dai, sembra nutrirsi delle sue orge mentali!

Giulì ride: non posso darti torto, Bubi. Insomma non ci sono bellissime stelle nel tuo cielo eh!?

Tu mi rimproveri di giocare troppo con messaggi, fughe e avanzamenti, boutade…Ma almeno prolungo il piacere, godo di qualche risata, fisso un attimo di fuoco, colgo l’ebbrezza di una parola, creo tensioni emotive. Altrimenti sarebbe tutto piatto Giulì!!!

Lo so, lo so Bubi. Tolto il diletto sessuale non ti rimarrebbe molto se tu non lavorassi alacremente con la magia degli sms, degli appuntamenti, delle possibilità, degli adescamenti…

Infatti.

Certo questa Anna deve essere particolarmente sciocca, dopo l’abbordaggio ha deciso di fare la santarellina! Che noia, Bubi.

Non dirlo a me, ieri sera non vedevo l’ora di lasciarla!

Mangiamoci su, Bubi.

Ben detto, dalla tua cucina arrivano profumi irresistibili Giulì, considera che non ho neanche pranzato, ho una fame!!!

E poi Bubi…con il cibo entriamo meglio nei meandri dell’eros, del pathos, delle nostre elucubrazioni filosofiche!

Accidenti, mi hai proprio incastrato Giulì. Vediamo di bere parecchio allora…

CONTINUA

domenica 24 ottobre 2010

Vagina in fremente attesa

Non si può dire che non si fosse presentato ad Anna smagliante. Bubi si era riappacificato con le paturnie prima di tuffarsi nella serata, in queste virate è maestro. Non potrebbe essere diversamente…Vive così, Bubi. Di conciliazioni tra il suo spirito profondamente pregiato e l’estemporaneo godimento di superficialità seducenti. Sopravvivenza, l’ha definita una volta.

La verità è che le donne stanno a Bubi come l’ossigeno per i polmoni. Ma anche che per Bubi l’unica stella che brilla nel cielo opaco della miseria intellettuale che l’umano cosmo offre è quel guizzo di rapimento della foga passionale.

Torniamo alla relatività. Nell’assenza di valori autenticamente assoluti Bubi sceglie la relatività sopra tutto e tutti, almeno è onesta insomma.

Arrivano a lui la cagnetta in calore, la ragazzina in smania precoce, la signora tutta lustrini e frivolezze, la donna di casa annoiata e scalpitante, la femmina agguerrita e spregiudicata. Donne infedeli, donne squallide. Commedianti. Madri degeneri.

Questa è la natura. O almeno una fetta enorme di natura.

I riferimenti sublimi, come Fiorella e Giulì, vivono una dimensione molto defilata, da single più o meno rassegnate, da persone in piena e dolorosa consapevolezza del limite dell’esistenza e della nobiltà dell’umana essenza.

Ecco, Bubi nutre l’anima con tanti piccoli e grandi istanti di cultura, sintonia psicologia, somma filosofia. La lettura dei classici, l’arte, le armonie di pensiero e pelle con Giulì e Fiorella, i rapidi intrecci di opinioni e massime con Pedro. Qualche volta un’ottima seduta enogastronomica, un’escursione in piena natura o nei meandri della storia. E quel sottile, speciale spazio di introspezione a briglie sciolte.

Per il resto, nei lunghi giorni che compongono i mesi e gli anni della sua vita, c’è quel raggio di sole dei magnetismi sessuali. Non è il caso di scomodare Freud. Per Bubi l’eros e la sessualità sono istanti di bestiale magia. Con tutto il corollario di riti e sorprese, di approcci, litigi, messaggi e la parabola delle salite e delle discese, ogni confluenza di corpi, desideri, euforie è una parentesi ludica, suggestiva, intrigante.

La scappatoia alla ferocia della verità… L’unica soluzione umana valida in termini davvero vibranti e intensi contro la realtà degli uomini e delle donne. Perché a Bubi non piace la realtà degli uomini e delle donne, diciamolo…

Pedro si sollazza a distinguere le visuali di Bubi in posizioni orizzontali e verticali. Brutale ma perfetta la sintesi dei piani di osservazione e respiro!

Tornando ad Anna e a quelle che, per essere chiari, spandono borie e civetterie come se potessero così manovrare il mondo maschile, a Bubi fanno quasi il solletico. Ma non le molla, mai. Anzi. Quando è in vena di safari prende a lavorarle ai fianchi divertendosi molto, moltissimo. Lo farà anche con lei ma, per ora, la lascia a mollo nella sua brodaglia di etichette, capricci, pose, ossessioni.

Domenica, tranquilla domenica.

Bubi ha in testa solo il tragitto di analisi che intraprenderà con Giulì. Forse dovranno mettere qualche punto…

Pedro ha scelto Giulì per la carrozza di spine e attende da superlativo birbone che il diario di bordo sappia svelare vizi e virtù di un assurdo quanto favoloso universo di glorie e sciocchezze.

Serve davvero incontrare anche Marzia, Luisa, Liz, Alexia, Cinzia, Jessica?

Quali altri scenari regalerebbero alla storia Pamela, Eleonora, Annie?

Su questo si confronteranno Giulì e Bubi. Ma anche su quella martellante insistenza di capitoli a ripetizione come Monica, Lella, Lucy…

Perché proprio quella domenica, tranquilla domenica registra una quantità di sms sbalorditivi quanto paradossali.

Monica deve avere proprio la vagina in fremente attesa: Bubi, non raffreddarmi, il sesso è un piatto da mangiare caldo. Sei libero?

CONTINUA

giovedì 7 ottobre 2010

Facebook, giochi di seduzione e baci

Facebook è un frullatore e frulla. Il senso acchiappatelo voi, come meglio credete. Ecco, nella home spunta Bubi: quale anima gentile vuole prendersi cura della mia malinconia?

Un invito quasi grazioso. Un po’ noioso per il clima frenetico di facebook ma ideale per la selezione: chi si ferma e commenta è, indiscutibilmente, già cascato nella rete. La rete di Bubi, s’intende.

Normalmente però le svezzate gattone che gironzolano intorno a Bubi la prendono larga, fingono di non porgere il generoso seno per un caldo abbraccio e tante coccole. Iniziano però una puerile pesca da riva, con l’amo sbilenco che ha già perso l’esca appena sfiorata l’acqua…Pubblicano all’impazzata link ammiccanti oppure frasi dense di allusioni. Le più terribili arrivano a scrivere nella propria bacheca veri inni alla gioia. Pensano così di invertire le reazioni: sarà Bubi a correre da loro, a succhiare quel nettare di ottimismo, a condividere una citazione, a clickare mi piace su una canzone o su un video.

E allora?

E allora le internaute facebookare crederanno che Bubi ha abboccato, anzi è già quasi in cottura…E lui, invece, si scompiscerà dalle risate, alla Totò. E’ lui ad aver raggiunto l’obiettivo!

Capita proprio così. Alla richiesta di Bubi non segue alcuna calorosa disponibilità. In compenso fioccano sulla home faccine sorridenti, esclamazioni di gaudio, ottimismo tout court. E Bubi rifila la zampata: sei sempre la migliore oppure fantastica, grazie o ancora la tua allegria è la mia salvezza.

A quel punto, cari lettori, le gattone si lanciano in fuse smodate…

E Bubi non risponde più. Off line.

Che spettacolo!

Questa è la bastardaggine adorabile di Bubi. Quella che smaschera la pochezza altrui, insomma…Donne, Bubi non è così sprovveduto come si prodiga a farvi credere, fatevene una ragione. Questo monito sarebbe davvero da diffondere su facebook!

Comunque si mette off line anche perché gli squilli del cellulare annunciano messaggi in rapida successione: meglio buttarsi sul divano e leggerli in relax.

Un sms è di Fiorella: finalmente un hard book molto art…devi leggerlo!

Uno è di quel vulcano di Francy: Bubi sai che dobbiamo proprio stringere i tempi e organizzare un match, ops un incontro? Tra pochi giorni riparto e chissà quando rientrerò in città…carino, vedi di muoverti a circuirmi per una cena con strascichi notturni!

Un altro è di Lucy: facciamo urlare i nostri corpi, nelle tenebre naturalmente. Ah, la seduzione della lingua!

Sempre enigmatica, esagerata, bizzarra, Lucy. Ma il riferimento alla seduzione della lingua per Bubi è un palpeggio eccitante. Tra loro evidentemente stuzzica qualche complicità…

Mmmmh, a Bubi piace quella sottile violenza che mette in allarme tutti i sensi.

Risponde a Lucy: che voglia, Lucy…

E non è finita. Pure Morena è in pieno raptus sessuale: Bubi sento il tuo alito sopra di me, questione di sesso, questione di dolcezza, questione di libertà. Sono in preda a un desiderio fortissimo, pardon!

E’ un bisogno aggraziato ma intenso quello di Morena. E Bubi riceve un’altra scarica di frenesia. Erotismo all’ennesima potenza nella sua fantasia: le sue donne sono al di là del cellulare eppure così presenti, in sguardi, sussurri e movenze, in quel calore che adesso gli gonfia il sesso…Ammalianti, conturbanti, focose, tenere, soavi.

Morena chiudi gli occhi per sentirmi dentro di te. Che libidine, tesoro.

Il più lieve degli sms è di Claudia, la rossa: un bacio.

Bubi lo immagina, quel bacio. Da quelle labbra rotonde e carnose che sbucano tra le lentiggini di un adorabile visetto paffuto e accattivante…

Claudia, sono mesi che non si vedono!

Claudia che fa l’amore ridendo, Claudia che chiede la luce perché per baciarsi e toccarsi bisogna vedere bene…Una sagoma, Claudia.

E i messaggi continuano…

CONTINUA

lunedì 4 ottobre 2010

La trottola Bubi e il sesso delle donne

Caro Bubi non dirmi che il balletto intorno a te ti impedisce di fermare la corsa o dare una svolta al percorso?

Giulì, non sono le danzatrici a battere il tempo e a gestire la scena, io sono una trottola che vive di movimento proprio…

Carina questa, Bubi! Giri pure a velocità sostenuta eh?!

Giulì, dai, sai che a volte cerco di rallentare e di fare il bravo ma il richiamo è forte, fortissimo: forse il carattere del moto perpetuo à scritto nel mio dna!

Magari domenica proverò a smontare questa convinzione…Adesso il sonno vince su tutto.

Si Giulì, ti lascio, buona notte e complimenti ancora per la pizza, squisitamente squisita…!

La sensibilità, un dono e un macigno, pensa Giulì quando richiude la porta e si appresta a prepararsi per Morfeo. Peraltro è proprio la sensibilità a unirli, nello strazio e nello splendore. Hanno le antenne che percepiscono tutto, una forma acuta di ricezione amplificata di qualsiasi umano segnale, accidenti.

Quella di Bubi è la storia di un uomo che per non farsi travolgere da quello che coglie scompiglia il pensiero dandogli in pasto una quantità enorme di stimoli e fughe. E Giulì è la donna che sa e capisce perfettamente Bubi.

Non è un caso, lo avrete compreso, che Giulì sia in tale simbiosi con Bubi…

Solo attraverso Giulì, Pedro avrebbe potuto immortalare l’avventura esistenziale di Bubi! D’altra parte a Pedro piace fare il guru a distanza, dobbiamo dirlo. In queste righe di lui c’è moltissimo ma gode a starsene in una dimensione di sublime distacco. Nulla di superbo, ovviamente. E’ la posizione che merita, ve lo assicuro.

Bubi rincasa. Più o meno gli frulla in testa la stessa considerazione dolceamara di Giulì ma la sfratta subito, appunto…guai a fermarsi davanti a quella consapevolezza!

La sua vita sarebbe molto diversa senza quel tarlo dell’intelligenza, dell’intuizione, della delicatezza emotiva. Ma la mia vita è questa qua che un’altra dentro non ci sta, cantava un noto motivo…Il destino non si può cambiare. E Bubi preferisce non ingarbugliarsi troppo nel compatimento, per carità. E neanche potrebbe mai illudersi di aggirare quel che è scritto nel grande libro delle stelle per disegnarsi un altro percorso.

Qualcuno potrebbe parlare di rassegnazione. Forse lo è, se la saggezza ha qualcosa a che vedere con l’accettazione della natura!

Scorre ancora i messaggi, vorrebbe rispondere a quella sfrontata isterica e accalorata della ninfomane con un po’ di umorismo pecoreccio ma si stende a letto e si addormenta.

Dieci ore di sonno, urrà. Bubi si sveglia riposato e rilassato: la condizione ideale per una delle sue giornate pazzerelle. Non lavora quindi ha tempo a disposizione per girovagare per librerie e negozi, flirtare con qualche barista, trastullarsi via facebook. Decide per un rapido intervento di igiene casalingo, poi esce. Per pranzo un ottimo campari shakerato e un toast. Lì, al tavolino del bar, in posizione strategica per l’osservazione del passeggio femminile, Bubi elabora spesso le sue migliori performances di componimento sessuale… Insomma è lì che scrive e invia sms strategici, erotici, romantici.

Arriva il secondo campari e Bubi diventa un vero marpione!

Aggancia le sue fiamme con una bravura insuperabile. Mentre lancia e raccoglie gli sguardi delle passanti e delle avventrici la sua immaginazione aumenta di pari passo alla sua capacità di punzecchiare il punto giusto.

Grande, Bubi! Riesce a far sentire unica ogni sua donna. E questo, repetita iuvant, è quello che le fa imbambolare! Ed è proprio su questo che Pedro insiste: le sue donne…Già, quelle sono le donne di Bubi. Tutte diverse ma tutte appartenenti a un genere. Certe altre, ad esempio quelle come Giulì, non desiderano che l’amicizia di Bubi e mai e poi mai potrebbero gradire o sognare o credere altro. E’ un passaggio essenziale, questo. Rifletteteci bene, lettori.

Ovviamente lui sa calamitare quel tipo di donna, quello che è già suo per definizione, prima di ogni possesso concreto…

Ecco, entra una cliente che Bubi conosce: accomodati pure al mio tavolo, se vuoi!

La tizia è complicata. All’anagrafe fa Fernanda ma per tutti è Ferny.

Ferny non è Giulì ma non fa parte delle femmine di Bubi. Qualche volta è bello per Ferny scambiare due chiacchiere con quel casanova alternativo di Bubi, altre è un po’ una scheggia di tristezza. Per Ferny quel nulla che è l’assenza di amore è spaventoso. Solo quando l’umore è alto riesce a scovare il lato simpatico di quell’esuberanza sentimental-sessuale che fa di Bubi l’ombelico di mezzo mondo. Quella è una giornata così così, una di quelle in cui Ferny non ride e non piange, semplicemente sta, come se non fosse in terra ma non avesse neppure ali per volare in cielo.

Bubi tenta lo scioglimento del ghiacciaio con una conversazione non troppo futile e non troppo impegnativa: maestro di equilibrismo, Bubi!

Ci riesce e Ferny diventa quasi trattabile. Ma Bubi sa che sono solo attimi di compagnia…Con lei non tenterebbe mai altro. Mettete in nota questa parentesi, è importante per completare il puzzle Bubi. Dovete avere ben chiaro che Bubi porta grande rispetto a quel confine. Non è solo per non cacciarsi nella fatica della donna tortuosa ed esigente che Bubi sta al largo, è autentico rispetto, davvero. Una donna come Ferny potrebbe interessare molto Bubi ma proprio perché ne conosce la purezza non osa rischiare di ferirla.

D’accordo, qualcuno sulla purezza di Ferny avrebbe da obiettare. Ma noi stiamo narrando di Bubi, di Giulì, della loro sensazione dinnanzi alla donna Ferny, il punti di vista altrui non conta…

Quando Ferny lo saluta ed esce Bubi è al terzo campari, armato di cellulare. In pista! Sms mandato a dieci donzelle in rubrica: hai voglia di farmi sorridere un po’? Mi manchi…

Oggi faccio danni, dice al barista. E mentre attende le reazioni invia alla ninfomane Monica un testo delirante: vorrei vederti adesso, subito. Non devo spiegarti il motivo, vero?

Neanche Monica fosse proprio in attesa di leggere un suo sms…in un lampo digita la risposta: sarebbe carino se me lo dicessi, stallone, mi eccita sapere cosa ti fa scatenare tanto desiderio di me.

La maialina vuole giocare, ride Bubi mentre ragguaglia il barista sulle caratteristiche di Monica…Non si offre per un incontro, evita di rispondere e crede di tenermi in caldo con il sesso da cellulare.

Che fai, le rispondi?, chiede il barista.

No, sghignazza Bubi. La lascio ad arrovellarsi di eros e stizza!

Intanto piovono risposte dalle dieci donzelle. Più deliranti del messaggio di Bubi a Monica.

Una manda una fila di sorrisi. No comment, alza le spalle Bubi.

Un’altra tenta la solita filosofia del sentimentalismo oltranzista: forza Bubi, abbracciamo la vita e respiriamo le nostre emozioni…Ti manco davvero? Anche tu!

Questa è proprio in tilt, borbotta Bubi.

Un’altra ancora lo smaschera senza alcun fronzolo: se qualcuna non mi ha già battuta sul tempo eccomi! Casa libera, se vuoi ti accolgo in un sorriso aperto e sensuale.

Che briccona osè, non la ricordavo così spudorata, eh eh, ridacchia Bubi.

E un’altra ancora tenta la mossa languida: ne avrei tanto bisogno anch’io. Ci aiutiamo a vicenda? Forever…

Forever? Giammai, ulula Bubi scolando l’ultimo sorso di campari.

Uhm, chissà su facebook, dai vado a divertirmi on line: così Bubi saluta il barista.

Sono solo le quattro del pomeriggio, andrà da Paoletta per l’ora di cena. Facebook può ancora registrare qualche prodigioso exploit di Bubi!

CONTINUA

sabato 11 settembre 2010

Anima gemella

Quella con Giulì si rivela una delle loro migliori serate. Insieme ne hanno trascorse di intense, divertenti e memorabili. Ma questa ha qualcosa di commovente, quasi…

Giulì vuole molto bene a Bubi. E’ per questo che riesce ad accettare che sfugga un po’ anche a lei e da lei. Non è un animale solitario per inclinazione naturale, Bubi. E’ un fatto di sottili percezioni, di formicolio a fior di pelle, di picchiettio alle tempie. Il disagio della sensibilità che dilata tutto. E’ come una lente di ingrandimento, coglie tutto il bene e tutto il male accidenti.

A Bubi sta spalmata addosso nonostante quel campari shakerato che ce la mette tutta a sciogliere le tensioni e a svegliare l’allegria. A volte è una magia, il bello diventa bellissimo, si sa. Ma c’è pure lo strazio, credetemi. E Bubi l’ha provato…

E’ il rispetto autentico a tenere Bubi un po’ discosto dall’affetto, dall’amore, dall’amicizia. Bubi c’è. E nel suo cuore vive tutto con profonda energia. Ma dosa le espressioni, le manifestazioni, le dimostrazioni, Bubi. E non è uno sforzo immane. Ormai è istinto.

Preferisce la banalità alle banalizzazioni, Bubi. Ha il terrore delle enfatizzazioni che sgonfiano tutto. E’ sconcertato dalla stolta e crudele ostinazione dei termini assoluti che la gente pronuncia e poi smentisce, tradisce, offende.

Bubi sa che gli esseri umani maltrattano loro stessi, l’umanità, la vita con sconcertante volubilità. Sa che i sentimenti valgono molto di più di quanto l’uomo spesso dimostri di comprendere.

Non è di principi che vuole riempirsi la bocca…Anzi. Preferisce la relatività a quella categoricità sbilenca e opprimente che non parte dal cuore, ecco.

A Bubi piace la carnalità come comunicazione primitiva. Come estrinsecazione ancestrale di sensi non troppo plasmati dal raziocinio, dalle convenzioni, dai condizionamenti…

A Bubi piace il feeling in una battuta con il panettiere, lo sguardo d’intesa con il barista, l’attimo di solidarietà con la vecchietta del piano di sotto, l’emozione rubata alla confidenza di una collega. Ritagli di grandi occasioni. Piccoli tesori. Illuminanti sorrisi. Brezze di pietà. Spunti di saggezza.

A Bubi piace la fulminea consonanza su un libro, un film, una canzone.

Effetti speciali di questo tempo e di questo spazio. Di un terreno passaggio che non dobbiamo mai smettere di godere…

E’ restio solo alle relazioni pianificate, Bubi. A quelle interazioni perfette solo nel loro involucro di cellophane. A quelle etichette che certificano tipo, qualità, importanza di un rapporto. A quelle trame nelle quali i protagonisti brancolano afflitti e radiocomandati. A quel tessuto di strutture, infrastrutture, sovrastrutture che rompono gli equilibri dell’aria e del cielo.

Anche Bubi vuole bene a Giulì. Molto bene. E adora la sua intelligenza. La delicatezza infinita con la quale respira il legame con Bubi.

Bubi morirebbe dentro un’amicizia pressata, confezionata e infiocchettata con qualche sigillo di magnificenza. Proprio come si spegne davanti al fervore con il quale si cercano altre definizioni per altre relazioni…

L’amore è innanzi tutto…rispetto dell’amore, dice Bubi.

Lo dice anche Pedro.

Insomma quella con Giulì è una serata di eccezionale, struggente sintonia.

Bubi le narra le novità, quelle vissute, quelle in agenda. Vaga tra le sue riflessioni, sulle donne, su Dario, sulle sue difese, sulle sperimentazioni compiute con le ultime incursioni via sms nella quotidianità delle sue donne…

Bubi è un libro aperto per Giulì. Ma in fondo sappiamo che ci sono sempre pieghe imponderabili, meccanismi che muovono da recessi della mente, sfumature che coprono sfumature…E che ogni spirito contiene una quantità di intrecci insondabili o rimossi o appannati.

Parla a ruota libera, Bubi. E quella sera più che mai prima l’attenzione di Giulì coglie connessioni e anfratti quasi sconosciuti anche a lui. Non è la soluzione di un rebus, per carità. E’ solo uno stato di grazia. Intimità psicologica, per intenderci. Più che solo o spaventato Bubi appare a Giulì dolorosamente saggio. Non sono ore di tristezza, intendiamoci. Bubi è vivace, Giulì è tenacemente partecipe. Ma quello che corre tra loro, in quell’armonia di sensazioni e considerazioni, è la constatazione della fatica di vivere e di amare, del limite indecente dell’onestà umana, della precarietà del senso di appartenenza al mondo e alla socialità.

Lì c’è l’universo. Di orrore, sofferenza, sapienza, inquietudine, ricerca, gioia.

E c’è anche il terremoto. Di sussulti e trepidazioni.

Non c’è abbraccio che possa dirsi infinito, eterno. Così dice Giulì: Bubi vorrei abbracciarti e riuscire a pensare che saremo così amici e uniti per sempre…Ma sempre è come mai. E sempre e mai non esistono. So solo che siamo fortunati, Bubi. Ma se fossimo più stupidi saremmo più sereni, forse!

Forse, Giulì.

Comunque siamo fortunati. Siamo amici senza la pretesa di esserlo, senza il bisogno di impossessarsi di un ruolo, senza l’ansia di perpetuare una certezza per scaldarsi un po’.

Infatti, Bubi. Per questo sono stata dentro e fuori…Tu sai cosa intendo!

Si, lo so Giulì.

Però Bubi…però, insomma c’è una cosa che mi turba. Non stiamo negando che esista l’anima gemella? E questo è un sogno che non possiamo uccidere, capisci?!

Non possiamo uccidere il sogno, Giulì, non dobbiamo farlo hai ragione. Per questo forse non possiamo che essere severi nella realtà non credi?

Vuoi dire che un sogno così grande e stupendo impone molto rigore…insomma dobbiamo scongiurare che ingannevoli farfalle svolazzino nel nostro stomaco?

Finte farfalle o falsi voli, proprio così Giulì. Non dobbiamo permettere che qualche brutta imitazione tenti di passar per sogno che si avvera!

Uhm…

CONTINUA