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mercoledì 15 dicembre 2010

Sesso rosa, rebus e campari

Che giornata strana, pensa Bubi.

Simona sfugge agli sms, Lella scrive continue dediche che non ispirano risposte, Monica la ninfomane riesce a confezionare un messaggio di sesso rosa, Vittoria vacilla con un adescamento e mentre adesca perde improvvisamente appeal, una misteriosa Clara sembra celare Stefania o, peggio, la sua amica.

Cellulare in fermento fastidioso, insomma. O forse è Bubi che non ha voglia di consumarsi in quella follia. Forse è Bubi che si è svegliato troppo lucido per godersi quel baraccone di farneticanti sirene di amore corporeo. Forse è Bubi che non vorrebbe distrazioni invadenti quando deve concentrarsi sulla preda che si divincola. Forse è Bubi che è intento a ripulire quella rubrica di anime stanche con la speranza di leggere nomi che facciano ancora battere il cuore.

Ma l’ha tenuto in piedi lui quel baraccone, accidenti.

Bussano dal passato, bussano da terre lontane. Con la spocchia di chi si sente sempre un pezzo della sua vita…La vita di Bubi, un bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno.

Arriverà la sera, arriverà il responso della Sibilla, arriverà la voce di Giulì con il suo sguardo di magnifica purezza. Ecco, così si fa forza Bubi.

La sera del web, la dimensione dilatata della realtà, il calderone di sogni e ferite, il tempo delle lacrime e della speranza. Tutto e niente. Come l’aria che respiri e non tocchi. Come la magia che si compie solo perché ci credi…

E’ il segreto tra Bubi e Giulì. Il segreto che Pedro ha scoperto in un fondo di campari shakerato, tra le vesti fruscianti di tante comparse, in un sussurro di paura, gioia, miseria. Quel manto di spine sul quale, cari lettori, siete accomodati. Quel viaggio assurdo - ma non troppo - tra le solitudini erranti, le falsità pericolose, le arroganze inguaribili.

Il grande assente è l’amore. Che non sopporta imitazioni, rappresentazioni sgualcite, orribili maschere. Che non vuole impasti di egoismo e fango.

Che giornata strana, pensa Bubi.

Non capisce tutti quei sorrisi…

Ma è la sua prigione: con la fissazione di assecondare tutto e di elogiare le acrobazie femminili, con il bisogno di circondarsi di lingue di fuoco e miele Bubi quei sorrisi li ha esortati, elogiati, corrisposti.

Arriverà la sera, arriverà il responso della Sibilla…

Ma passano le ore e Bubi non sa più se ha così voglia di presentarsi all’appuntamento con le risposte.

Scrive a Giulì: pensi che dobbiamo davvero vederci questa sera? Tesoro, mi tremano le gambe…

Bubi, non preoccuparti, mescoleremo il bianco e il nero, pure la Sibilla si terrà stretto il beneficio del dubbio! Relatività, amico mio…

Finalmente riesce a ridere, Bubi.

Per le 21, puntualissimo, Bubi arriva da Giulì.

Bubi tu sei un uomo piuttosto colto, ti tieni molto informato, sei ben ferrato in politica, in economia, in costume. Hai sensibilità artistica, conosci le trame complicate della psicologia…Godi di ottima educazione e di buona professionalità. Pensi mai che le tue giornate sembrano correre spesso fuori da tutto questo?

Giulì, che impatto!

Bubi, è importante. Appari del tutto calato nella tua parte di “Bubi con le sue donne”. Sembri tenerti lontano dagli affanni comuni, Bubi. Si potrebbe dire lontano dalla realtà!

Giulì tu sai che ho solo necessità di leggerezza. E non lego facilmente con l’umanità, magari…

Certo, non devi spiegarlo a me Bubi. Parlo di apparenze, Bubi. Però Bubi non sottovalutare mai gli effetti…delle apparenze.

Capisco cosa vuoi dirmi. Vivo ai margini, sto fuori dalle relazioni profonde.

Ci sono persone che conosci da anni, Bubi, ma non sai da cosa sono afflitti o baciati. E molte di loro ti vedono sempre sul palcoscenico. Credo siano convinti che talvolta reciti pure con un certo protagonismo urticante… Risate, sms, ammiccamenti, dileguamenti improvvisi. Dai, Bubi!

Lo so, sono una bestia solitaria. Non amo le compagnie stabili, trovo pelosi certi legami, sono insofferente alle conversazioni confidenziali intense. Ma è solo fragilità, Giulì.

Instabilità intellettuale, emotiva, Bubi. E’ una lunga storia, suvvia…

Verissimo, Giulì. Però come io non giudico vorrei gli altri non mi giudicassero.

Eh eh questa è la frittata girata con astuzia, Bubi!

E allora sarei cercato e celebrato solo per prodezze erotiche, Giulì?!? Posso garantirti che non è così…

Ci credo, Bubi. Ma sei sicuro che le donne che ti cercano e ti celebrano sanno chi sei? Mi spiego meglio, caro amico mio. Ci sono milioni di motivi per cui potresti essere cercato e celebrato ma non sono quelli noti, Bubi. Mi capisci?

Purtroppo si.

Le tue donne sono solo…

Si, Giulì, basta, non infierire!

Non hai voglia di amici e amiche, di una vita di frequentazioni autentiche, di “normalità esistenziali”? Non hai voglia di toccare le ansie degli altri, le loro disperazioni, i loro progetti? Non hai voglia di dialogare ogni giorno di preoccupazioni stringenti, di piccoli e grandi momenti, di esperienze concrete? Non hai voglia di donare il tuo tempo e la tua energia per qualche bruciore degno?

Sono troppo impegnato a scappare dalla mia tristezza, dallo smarrimento, dall’inadeguatezza…?!?!?! Non so…

Non sei forse troppo affezionato al tuo ombelico?

Giulì, mi stai massacrando!

No, ti sto indicando una via d’uscita.

Sono già uscito, da me e dalla vita, la risata di Bubi è nervosa e triste.

Bubi, puoi rientrarci, se vuoi.

Ma dovrei voltare pagina…no, non se ne parla. Giulì ti sei calata nel personaggio letterario? Mi stai facendo una ramanzina da manuale? Piantala, questa doveva essere la serata del web, della Sibilla, del nostro rebus…

D’accordo, come vuoi Bubi. Prendiamo in mano il nostro rebus. E per il racconto…il rebus andrà benissimo, per Pedro sarà uno spasso.

Le donne non sapranno risolverlo, Giulì. Pedro giocherà tra sesso, campari e nuvolette di pensieri attorcigliati. Solo la tastiera vivente potrebbe tradirci e spifferare tutto.

Potrebbe ma non lo farà, Bubi. La tastiera vivente custodirà per sempre il grande segreto…

CONTINUA

domenica 21 novembre 2010

Sesso tantrico…: elevazione della libidine?

Intrigante questo esperimento, Giulì…

Hot line di alto profilo, Bubi!

Quando pubblichiamo l’ultima parte del numero? Eh eh sono impaziente.

D’accordo, acceleriamo. Provvederò alla divulgazione, Bubi, stai tranquillo. Però non illuderti di sottrarti così alla resa dei conti, eh!!!

Quale resa dei conti, Giulì, sei ancora a caccia di traiettorie, fari e bussole?!?!

Vedi Bubi, tu stesso incedi lento ora, tergiversi, ti apposti in area di sosta…Il corso degli eventi rischia di arenarsi a ogni tuo attimo di quiete, poi schizza di nuovo sotto il tuo balzo felino ma tutti intorno arrancano un po’ spiazzati, un po’ delusi, un po’ affascinati da altri lampi di luce. L’analisi parallela, con il cellulare on line, serve ad attivare un flusso esterno al territorio consueto, un flusso che porti linfa nuova a quello che rischia di diventare un laghetto senza ricambio d’acqua Bubi. Perfetto per le nostre analisi, sicuramente. Ma il film dei godimenti in essere ha bisogno di colpi di scena o di un’immersione profonda.

Ehi Giulì ma ti sei fatta condizionare dal ruolo letterario?!?! Sai bene che nella realtà le mie pause sono obbligate! Quando posso corro e sguazzo negli umori uterini tra grandi sorsate di campari shakerato…Quando non posso apro qualche parentesi di cazzeggio su facebook oppure viro sugli sms alle vecchie fiamme che cedono sempre presuntuosamente alle lusinghe…

Io lo so, Bubi!!! Ma loro non lo sanno, questo è il punto.

Loro, le vecchie fiamme intendi?

Le vecchie non sanno di essere la tua riserva di carburante quando sei in secca. Le nuove non sanno che possono cogliere solo gli attimi di serbatoio pieno. Accidenti Bubi le prime invece di capire che sbocconcellano solo briciole si sentono baciate dai tuoi rimpianti, le seconde perdono il senso dell’orientamento e si sentono assai meno seducenti di quello che sono per te…

Così perdono tutte il filo, Bubi! D’accordo che tu puoi risolvere quasi tutto con la leggerezza della tua assoluta relatività perché nel cuore c’è posto per tutte e per nessuna ma mandi il tilt gli esami, dai, lo sai benissimo!

Certo…ma la nostra indagine, Giulì, deve proprio mettere il dito nella piaga. Che tutte caschino nel circolo vizioso del loro ego strampalatamente femminile è comunque un risultato che possiamo vantare di aver dimostrato, no?!

Questo sicuramente, Bubi. Ma c’è un tassello che tu continui a far traballare e così sfasi il piano ben livellato…

Quale, Giulì?

Uffa, la tua ostinazione a parlar bene delle donne, delle tue ammiratrici sciocche, delle affamate di coccole, delle tue appendici ridicole!

Dovresti smetterla di sottovalutarti, di startene con gli artigli infilati nell’umiltà dell’intelligenza e della sensibilità…Non puoi giustificare la stupidità altrui perché non puoi offrire il benessere della conformità! Tu comprendi benissimo che le cagnette hanno solo voglia dell’osso, non sono migliori di te, non hanno l’anima pulita, non sono libere dalle convenzioni sociali dell’utero…Non devo spiegarti altro, Bubi.

Ma no, smettila…

Possibile che tu non voglia ammetterlo neanche a me, Bubi? Ah, giusto, hai paura che la tua confessione finisca dritta nella funzione letteraria del mio personaggio?!?!?!

Eh eh, Giulì…Io mi paro sempre il lato B!

Bravissimo, Bubi!!! Segue un lungo applauso e un abbraccio di Giulì.

Ce l’ho fatta, ce l’ho fatta…hip hip urrà! Praticamente la tua è un’ammissione in piena regola, Bubi, grazieeeeee!

Gongoli, eh, bene Giulì, lasciamo che il Bubi letterario lasci trapelare la possibilità di una modestia intellettuale e morale in qualche modo opportunistica. Per poter cadere sempre in piedi, per poter sfuggire sempre all’odiosa arroganza della persona che capisce e giudica, per lasciare una porta aperta a qualsiasi ripensamento, per non scivolare nella tristezza cosmica della consapevolezza della miseria spirituale dilagante…

Ma tu sei davvero convinto di avere troppo poco da dare alle signorine come se nutrissero aspettative umane e naturali, grrr che rabbia mi fa questa soave caparbietà con la quale giri la frittata Bubi!!! Quella possibilità opportunistica è puramente letteraria…

Amica mia, no, non arrabbiarti, sorridi…Bubi strizza l’occhio a Giulì con quello sguardo d’intesa che solo tra loro può sostituire milioni di parole.

Ok, Bubi, affare fatto, sulla verità stendiamo un velo di complicità infinita. Patto siglato per sempre!

Wow Giulì!!!

Possibile, direte, che Giulì si convinca così facilmente al silenzio sulla rotta sostenibile?

Si, è possibile! L’amicizia di Bubi e Giulì nella vita è più intoccabile della loro relazione tra le righe di un racconto…Starà a voi lettori cogliere quello che non può essere scritto.

Intanto carissimo Bubi non hai risposto alla ninfomane, giochiamo, fingi di abboccare all’invito, tienila in trepidante smania. E…uhm, non avevi in sospeso anche altri messaggi?

Mi ha scritto anche Lella, roba che scotta, ma cosa si è messa in testa, fa la divoratrice di uomini pure lei ultimamente! Scrive: Bubi questo letto senza di te è un deserto…

Ehi tutti i sensi in baldoria, avanti, qui pure le santarelline hanno pruriti sessuali!!! Su, rispondile…

Aspetta, Giulì, c’è di più…Paoletta: Bubi voglio ululare di piacere!!!

Un festino, dovremmo organizzare un festino, con tutte queste bestioline in calore Bubi il tuo sesso potrebbe brindare all’orgasmo multiplo e variegato!

Espressioni da rocker dell’eros le tue, Giulì…orgasmo multiplo e variegato, vai a nozze con l’enigma Lucy che adora gli amplessi guizzanti!

Ehm dovresti farmi un disegno, cosa sono gli amplessi guizzanti?

Abbracci con congiunzione carnale prolungata seguiti da pause di distacco ansimante e poi da affondi di penetrazione spinta…

Accipicchia, Lucy è una sostenitrice del sesso tantrico?

Lucy è sempre l’enigma Lucy, Giulì. Devo dire che non mi dispiace questo aspetto del rebus, ovviamente!

Dai buona prova di controllo e elevazione della libidine, Bubi?

Elevazione della libidine: questa è un’altra sciabolata dialettica, Giulì, sei proprio un portento, adorabile e arguto peperoncino!

Mi piace tanto tanto…la trama della libidine e dei suoi meccanismi tra potenza del cervello e avidità del corpo.

Pane per i miei denti, Giulì. Accomodiamoci sul divano con caffè e grappa e discutiamone allegramente…

Si, Bubi. Prima però affido al web gli ultimi numeri del tuo cellulare.

520, digita Giulì. Ecco fatto!

389 1295520: solo sms.

CONTINUA

domenica 14 novembre 2010

Alle donne in cerca di un uomo: chiamate questo numero...

Bubi non credi anche tu di essere in balia di coordinate un po’ sconclusionate?

Ride di gusto, Bubi: certo Giulì, l’unica certezza che ho è che non ho certezze! Uffa, sembra uno scioglilingua…Ma non vorrai che io viaggi in carreggiata regolare eh?!

Ma no, Bubi. Io in fatto di regolarità non posso dare lezioni, lo sai! Su questo siamo in perfetta sintonia, tu ed io… Vorrei solo mettere ordine nel disordine del tuo incedere.

Eeehhh?! Giulì se metti mano nel mio caos esistenziale non mi costringi alla linearità? Io non voglio il rigore delle forme, dei motivi, dei passi. Forse non voglio neanche darmi tutte le risposte.

Ma quale rigore, Bubi, andiamo, sono io, sono Giulì, quale rigore vuoi che ti imponga?! Intendo lasciare intatto il disordine ma in una condizione di consapevolezza, di armonia, di serenità.

Giulì questa sera sembri l’enigma Lucy! Spiegati meglio per favore…E passami altro antipasto, è così buono…

Senti Bubi il bailamme di donne, emozioni a spizzichi e bocconi, estasi erotiche, svaghi sul filo dei sussurri, esercizi di stile e giochi tra le righe di parole ti fanno vivere sotto il tendone di un circo. In questo cosmo di balocchi, finzioni, orgasmi, attrazioni, trepidazioni tu sei sempre protagonista felice e appagato?

L’appagamento sta negli attimi, Giulì. Il resto è apnea, campari shakerato o pause di ristoro umano e culturale. La felicità? Quella è nei sogni, forse.

Rassegnazione o saggezza, Bubi? Uhm, che sia una o l’altra poco importa, uffa faccio fatica a contraddirti, a metterti alle corde!

Giulì, Giulì, ti rendi conto che ci sono donne che credono di tirarmi scemo con un reggicalze, che pensano di allettarmi sulla via delle convenzioni con miele, euforia e orizzonti rosa, che vogliono travestirmi da uomo in delirio da angoscia esistenziale? Donne che non provano a guardarmi, a sentirmi, a toccarmi, ragionano come se sapessero tutto di me senza bisogno di applicazione, vocazione, verità…

Io non so chi sono. O magari sono proprio tutto e niente, bianco e nero. E non ho voglia di fermarmi, di adeguarmi a quello che vedo e non mi piace, di recitare una parte che mi sta stretta. Non giuro fedeltà neanche a me stesso, ecco. Domani posso svegliarmi liberamente diverso, Giulì.

Però ti schernisci quando elogio la tua intelligenza e la sensibilità Bubi…Virtù e cruccio, caro amico mio! Sei entrato nella vita, hai lasciato che la vita ti esplodesse dentro, paghi il carico della tua onestà e della tua profondità. Perché hai capito troppo, Bubi. Purtroppo capire spesso è soffrire…

Si, Giulì. Ma non voglio rifugiarmi in questo, davvero. Non devo avere una ragione o una scusa per prendere le distanze da qualcosa che non voglio essere o abbracciare, sto nella mia dimensione e basta. La rotta sostenibile che invochi tu per me è un fallimento, Giulì. Io navigo a vista, in sospensione perenne. E godo moltissimo, forse di più di quelli che credono di tenere le redini di un’esistenza meravigliosa. Io posso saziarmi in un minuto di un minuto capisci?

Certo che capisco, Bubi. Filosofia dei sensi e coscienza della relatività! Sai che è patrimonio di entrambi, non mi sfugge quello che pensi e provi...Proprio per questo talvolta percepisco in te molto disagio.

Inquietudine…

Si, perfetto, inquietudine.

Giulì non è la stessa che hai dentro tu?

Forse non è proprio la stessa, Bubi, questo è il punto. Tu non puoi fare a meno di attorcigliarti in vacui vortici di impeti fulminei e di spalmarteli addosso come se fossero sempre grandi occasioni di esplorazione dell’umanità.

O semplicemente mezzi per far volare il tempo, Giulì…!

Stordirsi, ecco Bubi. Vuoi stordirti ma vuoi anche riconoscere sempre qualcosa di fantastico in tutte le donne con le quali fai volare il tempo. Perché hai bisogno di essere sempre generoso e indulgente nei giudizi? Bubi sono ripetitiva, lo so, non demordo su questo aspetto ma tu ti defili…

Giulì non so se sono proprio generoso e indulgente, diciamo che non giudico e basta. Chi sono io per farlo? Accetto le differenze, lascio vivere e non mi sento così predisposto alla critica: non condanno e non assolvo, Giulì. Magari è quello che vorrei facessero gli altri con me!

Ottimo questo risotto, vero?

Giulì merita di essere assaporato con il sottofondo di una conversazione più lieve, dai prendi una pausa dalla tua funzione di attaccante di sfondamento, riprendiamo l’argomento più tardi sotto i fumi dell’alcol eh?

Ok, ok…

Sai che il mitico Pedro ha affidato a una tastiera narrante la storia di Bubi? Diventerò un famoso personaggio letterario!

Lo so, Bubi. E non ti nascondo che sospetto di essere una pedina importante…probabilmente avrò io il ruolo di grimaldello per scardinare il forziere-Bubi! Accidenti.

Ecco, allora non vorrai davvero passare agli scaffali delle librerie virtuali del mondo come quella che vuole svelare il grande segreto di Bubi e della sua essenza?!?! Devi fare intendere di conoscerlo senza spiattellarlo mai! Bene, insomma possiamo chiudere la parentesi della rotta sostenibile, no?, ghigna Bubi.

Neanche per sogno, carissimo amico mio! Non spiattello, se mai induco te a mostrarti meglio eh eh!

Illuminata da un’idea improvvisa Giulì inizia a ridere…Bubi, Bubi, te la sentiresti di buttarti in un’avventura al servizio della buona letteratura della realtà?

Cioè? Birichina smettila di sganasciarti e spiegami!

Facciamo circolare il numero del tuo cellulare in rete e poi…verifichiamo…

Noooo, sei tremenda Giulì. E’ un’esca spietata!

Dai Bubi, su, capisci che riusciremmo a…

Si, si riusciremmo a…Però…, insomma mi tenta ma mi spaventa questa idea.

Niente paura, sarò io il filtro logicamente!

Potrebbero abboccare donne conosciute, Giulì. Quelle…stupide.

Stupide e presuntuose, diciamo. Lo faranno celando la loro identità, Bubi…Crederanno di prenderci per il naso e invece saremo noi a…

Forse hai ragione, Giulì, possiamo farlo. Con quelle nuove e sconosciute potrebbero aprirsi orizzonti molto interessanti.

E’ proprio quello che credo anch’io Bubi…

Basta, facciamolo subito altrimenti ci ripenso!

Ci vogliono pazienza e ironia, direbbe Pedro.

E lo dice anche Giulì: calma Bubi, un po’ di suspence è importante, spifferiamo metà numero, l’altra metà teniamola in caldo per qualche giorno!

Le libidinose sono nervose, insofferenti…Così le fai scappare.

No Bubi, non scapperanno. E Pedro e la sua tastiera narrante ce ne saranno grati, forse.

Senti questa, dice Bubi a Giulì, leggendo un sms appena arrivato sul suo cell: non riesco più a sopportare il tuo silenzio, vuoi capire che ti aspetto per farti esplodere il sesso di gioia?

Ma chi è, la ninfomane Monica?!?

Proprio lei!

Beh a quella divoratrice di maschi risponderai dopo, adesso finisci il risotto, accendiamo il pc, ci connettiamo e viaaaa facciamo viaggiare un pezzo del tuo numero…

389 1295…

CONTINUA

lunedì 4 ottobre 2010

La trottola Bubi e il sesso delle donne

Caro Bubi non dirmi che il balletto intorno a te ti impedisce di fermare la corsa o dare una svolta al percorso?

Giulì, non sono le danzatrici a battere il tempo e a gestire la scena, io sono una trottola che vive di movimento proprio…

Carina questa, Bubi! Giri pure a velocità sostenuta eh?!

Giulì, dai, sai che a volte cerco di rallentare e di fare il bravo ma il richiamo è forte, fortissimo: forse il carattere del moto perpetuo à scritto nel mio dna!

Magari domenica proverò a smontare questa convinzione…Adesso il sonno vince su tutto.

Si Giulì, ti lascio, buona notte e complimenti ancora per la pizza, squisitamente squisita…!

La sensibilità, un dono e un macigno, pensa Giulì quando richiude la porta e si appresta a prepararsi per Morfeo. Peraltro è proprio la sensibilità a unirli, nello strazio e nello splendore. Hanno le antenne che percepiscono tutto, una forma acuta di ricezione amplificata di qualsiasi umano segnale, accidenti.

Quella di Bubi è la storia di un uomo che per non farsi travolgere da quello che coglie scompiglia il pensiero dandogli in pasto una quantità enorme di stimoli e fughe. E Giulì è la donna che sa e capisce perfettamente Bubi.

Non è un caso, lo avrete compreso, che Giulì sia in tale simbiosi con Bubi…

Solo attraverso Giulì, Pedro avrebbe potuto immortalare l’avventura esistenziale di Bubi! D’altra parte a Pedro piace fare il guru a distanza, dobbiamo dirlo. In queste righe di lui c’è moltissimo ma gode a starsene in una dimensione di sublime distacco. Nulla di superbo, ovviamente. E’ la posizione che merita, ve lo assicuro.

Bubi rincasa. Più o meno gli frulla in testa la stessa considerazione dolceamara di Giulì ma la sfratta subito, appunto…guai a fermarsi davanti a quella consapevolezza!

La sua vita sarebbe molto diversa senza quel tarlo dell’intelligenza, dell’intuizione, della delicatezza emotiva. Ma la mia vita è questa qua che un’altra dentro non ci sta, cantava un noto motivo…Il destino non si può cambiare. E Bubi preferisce non ingarbugliarsi troppo nel compatimento, per carità. E neanche potrebbe mai illudersi di aggirare quel che è scritto nel grande libro delle stelle per disegnarsi un altro percorso.

Qualcuno potrebbe parlare di rassegnazione. Forse lo è, se la saggezza ha qualcosa a che vedere con l’accettazione della natura!

Scorre ancora i messaggi, vorrebbe rispondere a quella sfrontata isterica e accalorata della ninfomane con un po’ di umorismo pecoreccio ma si stende a letto e si addormenta.

Dieci ore di sonno, urrà. Bubi si sveglia riposato e rilassato: la condizione ideale per una delle sue giornate pazzerelle. Non lavora quindi ha tempo a disposizione per girovagare per librerie e negozi, flirtare con qualche barista, trastullarsi via facebook. Decide per un rapido intervento di igiene casalingo, poi esce. Per pranzo un ottimo campari shakerato e un toast. Lì, al tavolino del bar, in posizione strategica per l’osservazione del passeggio femminile, Bubi elabora spesso le sue migliori performances di componimento sessuale… Insomma è lì che scrive e invia sms strategici, erotici, romantici.

Arriva il secondo campari e Bubi diventa un vero marpione!

Aggancia le sue fiamme con una bravura insuperabile. Mentre lancia e raccoglie gli sguardi delle passanti e delle avventrici la sua immaginazione aumenta di pari passo alla sua capacità di punzecchiare il punto giusto.

Grande, Bubi! Riesce a far sentire unica ogni sua donna. E questo, repetita iuvant, è quello che le fa imbambolare! Ed è proprio su questo che Pedro insiste: le sue donne…Già, quelle sono le donne di Bubi. Tutte diverse ma tutte appartenenti a un genere. Certe altre, ad esempio quelle come Giulì, non desiderano che l’amicizia di Bubi e mai e poi mai potrebbero gradire o sognare o credere altro. E’ un passaggio essenziale, questo. Rifletteteci bene, lettori.

Ovviamente lui sa calamitare quel tipo di donna, quello che è già suo per definizione, prima di ogni possesso concreto…

Ecco, entra una cliente che Bubi conosce: accomodati pure al mio tavolo, se vuoi!

La tizia è complicata. All’anagrafe fa Fernanda ma per tutti è Ferny.

Ferny non è Giulì ma non fa parte delle femmine di Bubi. Qualche volta è bello per Ferny scambiare due chiacchiere con quel casanova alternativo di Bubi, altre è un po’ una scheggia di tristezza. Per Ferny quel nulla che è l’assenza di amore è spaventoso. Solo quando l’umore è alto riesce a scovare il lato simpatico di quell’esuberanza sentimental-sessuale che fa di Bubi l’ombelico di mezzo mondo. Quella è una giornata così così, una di quelle in cui Ferny non ride e non piange, semplicemente sta, come se non fosse in terra ma non avesse neppure ali per volare in cielo.

Bubi tenta lo scioglimento del ghiacciaio con una conversazione non troppo futile e non troppo impegnativa: maestro di equilibrismo, Bubi!

Ci riesce e Ferny diventa quasi trattabile. Ma Bubi sa che sono solo attimi di compagnia…Con lei non tenterebbe mai altro. Mettete in nota questa parentesi, è importante per completare il puzzle Bubi. Dovete avere ben chiaro che Bubi porta grande rispetto a quel confine. Non è solo per non cacciarsi nella fatica della donna tortuosa ed esigente che Bubi sta al largo, è autentico rispetto, davvero. Una donna come Ferny potrebbe interessare molto Bubi ma proprio perché ne conosce la purezza non osa rischiare di ferirla.

D’accordo, qualcuno sulla purezza di Ferny avrebbe da obiettare. Ma noi stiamo narrando di Bubi, di Giulì, della loro sensazione dinnanzi alla donna Ferny, il punti di vista altrui non conta…

Quando Ferny lo saluta ed esce Bubi è al terzo campari, armato di cellulare. In pista! Sms mandato a dieci donzelle in rubrica: hai voglia di farmi sorridere un po’? Mi manchi…

Oggi faccio danni, dice al barista. E mentre attende le reazioni invia alla ninfomane Monica un testo delirante: vorrei vederti adesso, subito. Non devo spiegarti il motivo, vero?

Neanche Monica fosse proprio in attesa di leggere un suo sms…in un lampo digita la risposta: sarebbe carino se me lo dicessi, stallone, mi eccita sapere cosa ti fa scatenare tanto desiderio di me.

La maialina vuole giocare, ride Bubi mentre ragguaglia il barista sulle caratteristiche di Monica…Non si offre per un incontro, evita di rispondere e crede di tenermi in caldo con il sesso da cellulare.

Che fai, le rispondi?, chiede il barista.

No, sghignazza Bubi. La lascio ad arrovellarsi di eros e stizza!

Intanto piovono risposte dalle dieci donzelle. Più deliranti del messaggio di Bubi a Monica.

Una manda una fila di sorrisi. No comment, alza le spalle Bubi.

Un’altra tenta la solita filosofia del sentimentalismo oltranzista: forza Bubi, abbracciamo la vita e respiriamo le nostre emozioni…Ti manco davvero? Anche tu!

Questa è proprio in tilt, borbotta Bubi.

Un’altra ancora lo smaschera senza alcun fronzolo: se qualcuna non mi ha già battuta sul tempo eccomi! Casa libera, se vuoi ti accolgo in un sorriso aperto e sensuale.

Che briccona osè, non la ricordavo così spudorata, eh eh, ridacchia Bubi.

E un’altra ancora tenta la mossa languida: ne avrei tanto bisogno anch’io. Ci aiutiamo a vicenda? Forever…

Forever? Giammai, ulula Bubi scolando l’ultimo sorso di campari.

Uhm, chissà su facebook, dai vado a divertirmi on line: così Bubi saluta il barista.

Sono solo le quattro del pomeriggio, andrà da Paoletta per l’ora di cena. Facebook può ancora registrare qualche prodigioso exploit di Bubi!

CONTINUA

sabato 11 settembre 2010

Anima gemella

Quella con Giulì si rivela una delle loro migliori serate. Insieme ne hanno trascorse di intense, divertenti e memorabili. Ma questa ha qualcosa di commovente, quasi…

Giulì vuole molto bene a Bubi. E’ per questo che riesce ad accettare che sfugga un po’ anche a lei e da lei. Non è un animale solitario per inclinazione naturale, Bubi. E’ un fatto di sottili percezioni, di formicolio a fior di pelle, di picchiettio alle tempie. Il disagio della sensibilità che dilata tutto. E’ come una lente di ingrandimento, coglie tutto il bene e tutto il male accidenti.

A Bubi sta spalmata addosso nonostante quel campari shakerato che ce la mette tutta a sciogliere le tensioni e a svegliare l’allegria. A volte è una magia, il bello diventa bellissimo, si sa. Ma c’è pure lo strazio, credetemi. E Bubi l’ha provato…

E’ il rispetto autentico a tenere Bubi un po’ discosto dall’affetto, dall’amore, dall’amicizia. Bubi c’è. E nel suo cuore vive tutto con profonda energia. Ma dosa le espressioni, le manifestazioni, le dimostrazioni, Bubi. E non è uno sforzo immane. Ormai è istinto.

Preferisce la banalità alle banalizzazioni, Bubi. Ha il terrore delle enfatizzazioni che sgonfiano tutto. E’ sconcertato dalla stolta e crudele ostinazione dei termini assoluti che la gente pronuncia e poi smentisce, tradisce, offende.

Bubi sa che gli esseri umani maltrattano loro stessi, l’umanità, la vita con sconcertante volubilità. Sa che i sentimenti valgono molto di più di quanto l’uomo spesso dimostri di comprendere.

Non è di principi che vuole riempirsi la bocca…Anzi. Preferisce la relatività a quella categoricità sbilenca e opprimente che non parte dal cuore, ecco.

A Bubi piace la carnalità come comunicazione primitiva. Come estrinsecazione ancestrale di sensi non troppo plasmati dal raziocinio, dalle convenzioni, dai condizionamenti…

A Bubi piace il feeling in una battuta con il panettiere, lo sguardo d’intesa con il barista, l’attimo di solidarietà con la vecchietta del piano di sotto, l’emozione rubata alla confidenza di una collega. Ritagli di grandi occasioni. Piccoli tesori. Illuminanti sorrisi. Brezze di pietà. Spunti di saggezza.

A Bubi piace la fulminea consonanza su un libro, un film, una canzone.

Effetti speciali di questo tempo e di questo spazio. Di un terreno passaggio che non dobbiamo mai smettere di godere…

E’ restio solo alle relazioni pianificate, Bubi. A quelle interazioni perfette solo nel loro involucro di cellophane. A quelle etichette che certificano tipo, qualità, importanza di un rapporto. A quelle trame nelle quali i protagonisti brancolano afflitti e radiocomandati. A quel tessuto di strutture, infrastrutture, sovrastrutture che rompono gli equilibri dell’aria e del cielo.

Anche Bubi vuole bene a Giulì. Molto bene. E adora la sua intelligenza. La delicatezza infinita con la quale respira il legame con Bubi.

Bubi morirebbe dentro un’amicizia pressata, confezionata e infiocchettata con qualche sigillo di magnificenza. Proprio come si spegne davanti al fervore con il quale si cercano altre definizioni per altre relazioni…

L’amore è innanzi tutto…rispetto dell’amore, dice Bubi.

Lo dice anche Pedro.

Insomma quella con Giulì è una serata di eccezionale, struggente sintonia.

Bubi le narra le novità, quelle vissute, quelle in agenda. Vaga tra le sue riflessioni, sulle donne, su Dario, sulle sue difese, sulle sperimentazioni compiute con le ultime incursioni via sms nella quotidianità delle sue donne…

Bubi è un libro aperto per Giulì. Ma in fondo sappiamo che ci sono sempre pieghe imponderabili, meccanismi che muovono da recessi della mente, sfumature che coprono sfumature…E che ogni spirito contiene una quantità di intrecci insondabili o rimossi o appannati.

Parla a ruota libera, Bubi. E quella sera più che mai prima l’attenzione di Giulì coglie connessioni e anfratti quasi sconosciuti anche a lui. Non è la soluzione di un rebus, per carità. E’ solo uno stato di grazia. Intimità psicologica, per intenderci. Più che solo o spaventato Bubi appare a Giulì dolorosamente saggio. Non sono ore di tristezza, intendiamoci. Bubi è vivace, Giulì è tenacemente partecipe. Ma quello che corre tra loro, in quell’armonia di sensazioni e considerazioni, è la constatazione della fatica di vivere e di amare, del limite indecente dell’onestà umana, della precarietà del senso di appartenenza al mondo e alla socialità.

Lì c’è l’universo. Di orrore, sofferenza, sapienza, inquietudine, ricerca, gioia.

E c’è anche il terremoto. Di sussulti e trepidazioni.

Non c’è abbraccio che possa dirsi infinito, eterno. Così dice Giulì: Bubi vorrei abbracciarti e riuscire a pensare che saremo così amici e uniti per sempre…Ma sempre è come mai. E sempre e mai non esistono. So solo che siamo fortunati, Bubi. Ma se fossimo più stupidi saremmo più sereni, forse!

Forse, Giulì.

Comunque siamo fortunati. Siamo amici senza la pretesa di esserlo, senza il bisogno di impossessarsi di un ruolo, senza l’ansia di perpetuare una certezza per scaldarsi un po’.

Infatti, Bubi. Per questo sono stata dentro e fuori…Tu sai cosa intendo!

Si, lo so Giulì.

Però Bubi…però, insomma c’è una cosa che mi turba. Non stiamo negando che esista l’anima gemella? E questo è un sogno che non possiamo uccidere, capisci?!

Non possiamo uccidere il sogno, Giulì, non dobbiamo farlo hai ragione. Per questo forse non possiamo che essere severi nella realtà non credi?

Vuoi dire che un sogno così grande e stupendo impone molto rigore…insomma dobbiamo scongiurare che ingannevoli farfalle svolazzino nel nostro stomaco?

Finte farfalle o falsi voli, proprio così Giulì. Non dobbiamo permettere che qualche brutta imitazione tenti di passar per sogno che si avvera!

Uhm…

CONTINUA

mercoledì 18 agosto 2010

Capezzoli e umide passioni

Bubi si sveglia con un pensiero: il campari shakerato.

Certe volte è esattamente quello che ci vuole, per Bubi. Non è un colpo di spugna. E’ il suo infallibile metodo per levarsi il fiato dal collo, rilassare i muscoli, rasserenare i pensieri. E per togliersi dalle orecchie qualche ronzio di troppo…In fondo Bubi non aveva reali motivi di turbamento in quel momento, era solo affaticato dalla pressione ansiogena di Lucy. D’altra parte era pure ormai chiaro che non dovesse temere per lei, quelli erano suoi momenti inevitabili e aveva sufficiente vigore per stare in piedi da sola.

Insomma doveva solo diventare presentabile e andare a godersi il campari shakerato nel suo bar. Caffè e doccia. Poi finalmente la maestria del barman e il gradevole drink in mano…

Sono le 17, riaccende il cellulare e con un sorriso legge: ciao Bubi, sei sopravvissuto? Dai, almeno con me non ti annoi Bubi. Io sto bene, incredibile ma vero…A presto, spero. E’ Lucy, l’enigma Lucy.

Con il secondo campari shakerato Bubi mette a fuoco che ha davanti un’altra serata abbastanza intensa. Alle 20 ha appuntamento con Morena: dovrà affrontare una ricca cena, sicuramente, poi affettuose attenzioni e conversazioni e dulcis in fundo un congiungimento carnale.

Bubi sa che Morena segue un profumato e morbido rituale di accoglienza e seduzione: lento, denso e accurato.

Legge gli altri messaggi senza troppa curiosità. Si ferma solo su quello di Giulì: vista l’ora presumo che tu non ci raggiunga in piscina, la notte è stata troppo pesante eh? L’sms era delle 16. Bubi le risponde: Giulì mi sono alzato circa un’ora fa, sono al bar al secondo campari shakerato e medito di gustare anche il terzo. Ci aggiorniamo per giovedì, bacio.

La meditazione è brevissima: ordina subito il terzo. Morena è abituata anche alle sue gioiose alterazioni alcoliche, non è un problema!

Tutto sommato non ha mai messo in seria defaillance la sua virilità quindi un terzo bicchiere ci sta egregiamente, pensa Bubi ormai disteso, sveglio e ciarliero…

E quella con Morena è infatti una serata di grande sintonia e trasporto. Sembrano proprio godersela entrambi con frizzante partecipazione. Dalla cena squisita alle chiacchiere con effusioni e risate fino alle ottime intese erotiche Bubi e Morena trascorrono ore da amanti, complici e amici. Bubi trova Morena particolarmente vellutata e affascinante, Morena incontra l’incandescenza di Bubi con slancio e piacere. E’ tutto un po’ più osé del solito: qualche fantasia più indecente, qualche confidenza più spinta, qualche divagazione più chiassosa. Un tono alto, ecco. Ma sempre con il garbo di Morena…E questo per Bubi è un diletto sessuale molto intrigante.

Intanto Bubi acquisisce informazioni sconcertanti…Non narra tutto a Morena ma le svela che Monica è molto interessata a lui. A quel punto Morena gli accenna una bizzarra combinazione di episodi: lei ha ricevuto imbarazzanti advances dal compagno di Monica e Monica ha tentato piuttosto spudoratamente l’approccio con suo marito.

E tuo marito?

Bubi è stato lui a raccontarmi tutto, addirittura mi ha fatto leggere alcuni sconci sms di Monica. Non ho ragione di dubitare del suo rifiuto, è il tipo di donna che mio marito detesta e poi non farebbe mai qualcosa che stravolgerebbe i suoi rapporti con il compagno di Monica. Insomma Bubi escludo che tra loro possa esserci una relazione…

A Bubi è tutto chiaro ma con Morena tace. Glissa con una battuta: a Monica piace il sesso, come darle torto?! Molto elegantemente Morena, anche se a Bubi è evidente che deve conoscerla tanto bene da sapere tutto sulla sua fama di ninfomane, evita i giudizi espliciti su Monica: eh si, Bubi…

Poi le mani e la lingua di Morena prendono il volo con abile dolcezza e Bubi si lascia dominare da quella passione raffinata. Quando la possiede e ha ancora tutto l’umido calore addosso trova Morena eccitata e fremente.

I capezzoli succhiati dall’avida bocca di Bubi restano tesi e bagnati, prove di un’emozione dei sensi guidata da un desiderio energico…

CONTINUA

giovedì 5 agosto 2010

Ma il sesso si può negare a qualcuna?

Che Bubi abbia conosciuto il piacere e i guai di qualche eccesso alcolico non è un segreto. E che l’amica di Stefania, nonché altra spasimante di Bubi, abbia ripetutamente e testardamente lavorato per dissuaderlo potrebbe anche non stupire. Ma dobbiamo riepilogare un po’ i tempi, i modi, le circostanze…La signorina in questione condivideva volentieri una bevuta con Bubi, così da allentare i freni inibitori e mostrarsi complice e altrettanto godereccia. Quando poi si trovava in stato di sobrietà mentre Bubi si dava allegramente al suo campari shakerato gli teneva saccenti lezioni di vita…

Con argomentazioni piuttosto evanescenti, la signorina tesseva le lodi dell’amore e dell’esistenza respirati con la lucidità di una gola asciutta o bagnata di sola acqua. Insinuava che Bubi si rifugiasse dietro il bicchiere per non ammettere la debolezza del suo sentimentalismo.

Mi è interdetto svelarvi con un’affermazione o una negazione quel che pensa Pedro su questa storia del sentimentalismo. Dovrete cavarvela da soli, cari lettori. Perché qui c’è un uomo che vuole farsi la sua vita e tante donne che vogliono entrarci credendo di acquisire poi qualche titolo per invertirne o modificarne la direzione. E c’è il fatto che possono avere, una o tutte, torto o ragione. Però questo non si traduce in diritto di interferire, di aspettarsi qualcosa, di influenzare Bubi…Forse non deve o non vuole essere salvato, accidenti! Che quello della salvezza, ovvero passaggio a giusta e bella e buona e autentica vita, è concetto relativo assai, credetemi…

L’amica di Stefania ha battuto Stefania stessa in termini di castelli in aria e filosofie di splendore dello spirito, non vi è dubbio.

Quella forza del piede che schiaccia sull’ottimismo come a farlo schizzare a velocità folle è pure una pregevole qualità, al primo impatto. Bisogna solo che non diventi ripetizione maniacale di un mantra, autoconvincimento sterile e un po’ cieco, presa per il naso cosmica…Insomma queste oltranziste dell’apparente pensiero positivo diventavano di fatto isteriche al primo problema, alla prima corrente contraria, alla prima sofferenza. E non solo! Quello che faceva crollare ogni spirito di ammirazione era scoprirle ombelico-centriche, completamente assorbite dal loro mondo, decisamente impermeabili ai drammi altrui….

Riassumendo, l’esortazione a non bere per essere, correre, volare, sognare, amare per puro trasporto interiore e incrollabile fiducia nella bellezza della vita era per Bubi una frottola un po’ fanciullesca un po’ banale un po’ urticante.

Potete farvi l’opinione che volete, chiaramente. Sappiate solo che su questo pure Pedro mostrava con evidente fastidio non poche riserve…

D’accordo, pure lui ci metteva lo zampino per condannare i bicchieri di troppo. Però non reggeva quella favola spicciola della vita uguale a un incantevole cielo stellato.

Equilibrio complicato…forse. Ma chissà che la matassa non si dipani un po’ alla volta, riflessione dopo riflessione. Perché Bubi non è candidato alla santità, non vi è dubbio, però non è uno stupido, uno sfigato, un’anima miserabile. E se di debolezza possiamo sicuramente parlare dobbiamo ricondurla a quella gloriosa essenza di sensibilità alla quale rendere omaggio e non insofferenza!

E se a Stefania possiamo tributare la stessa simpatia che le regala Giulì perché di fatto ha abbracciato Bubi con baldoria gioviale, verso la sua amica restiamo più freddi.

Giulì sta dalla parte mia e di Pedro: Bubi, quella volta hai scansato un burrone, davvero! Quella tipa era assurda.

Mi spiace solo che fosse un esemplare femminile della migliore fauna mediterranea, Giulì. A letto era piuttosto vivace…

Bubi non sapevo che la signorina avesse capitolato!

Certo, è balzata tra le mie braccia con scatto felino, Giulì. In pratica mi ha quasi teso un’imboscata.

Violenza carnale? ride Giulì.

Quasi…

Ma tu Bubi hai mai negato il sesso a qualcuna?

Domanda imbarazzante, Giulì. Ehm, perché negare!?

Non possono piacerti tutte le pretendenti, Bubi. Ti sarà capitata una donna orribile, odiosa, puzzolente, contro ogni tentazione…una con la quale l’idea di una penetrazione o di un bacio ti faceva ribrezzo!

Giulì, ogni donna è un universo da esplorare…E poi a mali estremi, estremi rimedi!

A cosa ti riferisci, Bubi…alle volte che ti hanno offerto soldi in cambio di prestazioni sessuali?

CONTINUA

mercoledì 4 agosto 2010

Amori, odori e campari shakerato

Bubi ti ho già detto che Stefania non sta proprio nel mucchio, dai.

Giulì sei ostinata, eh! Stefania è una cara persona, lo so. Ma non crederai davvero che si era innamorata di me!

Non ho detto questo, Bubi. Ho detto invece che è innamorata dell’amore…Insomma sognava che attrazione e piacere potessero preludere a un dolce sentimento e a un’unione più che fisica. E’ di quelle un po’ ostinate, sai, con la storia romantica dei brividi che sono segnali d’amore forse.

Forse…è anche un po’ condizionata, è vero, se è questo che pensi Bubi.

Si, penso abbia necessità di aggrapparsi a sogni di passione infinita per sentirsi libera di godere qualcosa di semplicemente umano, molto umano. Magari ha pure temuto che frequentare me la esponesse al rischio di giudizi collettivi poco lusinghieri…Rifugiarsi in un impetuoso slancio sentimentale non corrisposto è un escamotage femminile assai comune, Giulì.

Certo, Bubi, su questo non posso darti torto! Le donne nascondono le loro naturalissime pulsioni o trasgressioni dietro la favola dell’amore, raccontano che sono state deluse o ingannate o respinte e così credono di sottrarsi al malevolo pettegolezzo di chi sta loro intorno. Guarda è davvero una condanna culturale questa, accidenti! Siamo ancora messi così nel nostro modello sociale: se sei uomo e fai collezione di flirt sei fico, se sei donna e fai strage di maschietti sei una di facili costumi per dirla con eleganza, no?!

Ma si, un po’ è vero, ammettiamolo. Però la tempesta ve la tirate anche addosso da sole, non dobbiamo tacerlo. Siete le prime a malignare, a sputare giudizi, a relegare la vostra essenza nell’ombra.

E’ un gatto che si morde la coda, Bubi. Effettivamente è la solita sciocca guerriglia che sfibra tutto e tutti…Stefania indubbiamente è una che sbandiera con vigore la sua ferrea moralità, i suoi valori e le sue certezze sulla purezza di cuore, l’idea dell’amore assoluto. Ha provato un moto per te in un momento di instabilità emotiva, di crisi femminile, di rabbia della mente e di febbre del corpo. Ha capito che eri l’uomo giusto per aprire e chiudere la parentesi. Si è lasciata andare e poi ha improvvisato la strategia dell’innamoramento. Oppure ha percorso esattamente il sentiero che aveva studiato per uscire indenne dallo scossone.

Allora convieni con me, Giulì?

Si, Bubi. Eppure credo che Stefania in qualche modo abbia messo in gioco qualcosa di più. Non so se sei stato bravo tu, se si è fatta prendere la mano, se tra voi sia scoccata qualche scintilla quasi ustionante. Ho avuto l’impressione di cogliere un’eccitazione speciale nei suoi occhi, più di una volta. E’ quel lampo che passa dentro le donne che riconoscono l’odore del loro uomo, Bubi. Capisci cosa intendo?

Capisco. Ma Stefania per queste cose è una maestra! E’ questione di carattere, Giulì. E’ quel temperamento sempre caricato oltre misura, come un elastico tirato fino quasi al punto di rottura…Risate chiassose, sorrisi larghi, fiumi di parole, abbracci a mo’ di morsa, baci con il sonoro incorporato. Questo è il suo modo di esserci, più che di essere…

Quasi a imprimere l’orma del suo passaggio?

Esatto, Giulì. E’ in quella vena di perenne esaltazione di ogni filo d’aria che magari hai letto tanto fermento per me…

Può darsi, Bubi. Cosi si comprenderebbe molto bene anche la sua ammirazione per te. C’è un buon grado di egocentrismo, no?

Certo, Giulì. Per giustificare la sua passione per me devo essere un uomo almeno di buon livello!

Parlando di Stefania sai chi mi viene in mente, Bubi?

Chi, la sua amica, la cavallona?

No, no…Quella del campari shakerato. O meglio quella che ti faceva le prediche appena portavi alla bocca il primo bicchiere…

Orrore! L’avevo rimossa, Giulì. Mi stava addosso neanche fossi un alcolizzato all’ultimo stadio. Con quello slancio che vestiva d’affetto c’era l’arroganza di chi pretendeva di conoscermi, di sapere cosa volevo dalla vita e cosa avrei dovuto fare per sfiorare la felicità.

Beh all’inizio quasi ti piaceva tutto quel fervore!

Purtroppo ci sono quasi cascato, Giulì. Sai quella foga era…erotica. Ma quando ho intuito che sotto si celava una donna troppo ingombrante ho preso distanze di massima sicurezza.

Bubi, ride Giulì, cosa pensi di me quando ti esorto a bere meno?

Che sei l’unica rompiscatole che io possa sopportare!, ride di rimando Bubi.

CONTINUA

mercoledì 7 luglio 2010

Passione

Al terzo campari shakerato tutto può essere piuma o piombo, è facilmente comprensibile. Ma al quarto, mentre la lingua si attorciglia, gli occhi di Bubi ridono. E’ sempre una grande difesa: non prendere troppo sul serio gli insulti e non farsi irretire dalle carezze. La storia della lucidità alcolica è complessa, Pedro e io la racconteremo poco per volta. Ora basta evocare la relatività…

Ecco, sintetizziamo: per Bubi tutto è relativo. E noi sappiamo che spesso è difficile dargli torto!

La gestione degli sms può richiedere una discreta applicazione e Bubi al momento è intenzionato solo a godersi l’attesa di Paoletta. Quella sosta al bar è utilissima per prendere le distanze mentali dalle seccature lavorative e non vuole cacciarsi nel ginepraio dei sospiri e dei rimproveri femminili: sa che se risponde a quei messaggi accende la miccia e rischia un ping pong lungo e asfissiante. Li lascia in archivio, ci penserà domani. E appena arriverà Paoletta spegnerà il cellulare. Lo fa sempre, Bubi.

Sono le 19.40. Paoletta non è ancora arrivata e squilla ancora la suoneria dei messaggi. Bubi estrae il cellulare dalla tasca. E’ Lucy. Bubi non se l’aspettava, è evidente che legge con trepidazione: Bubi come stai? E’ stato molto bello, troppo bello forse. Sono scappata via perché i fantasmi sbucano fuori nei momenti migliori, è lo scabroso tranello del destino. Ho ancora il tuo odore addosso…Bubi hai pensato alla tua passione?

Istintivamente spegne il cellulare, Bubi. Tempismo perfetto: entra Paoletta.

Un bacio caldo e brioso sulla guancia e poche parole all’orecchio: perdonami, corro in toilet, qualche minuto e sono da te Bubi! Intanto per cortesia ordina un campari shakerato anche per me, grazie…

Bubi è contento, Paoletta sembra ancora più avvenente e briosa. Però appena si allontana è inevitabile che Bubi rifletta sulle parole dell’enigma Lucy.

Bubi hai pensato alla tua passione? Bubi sa benissimo cosa intende Lucy. E ci ha pensato, infatti. Perché il trasporto sessuale è una questione complicata, di fisicità, di sintonia. E non solo. Poi con Lucy c’è qualcosa di primitivo, intimo e recondito che genera scintille e timori, slanci e fughe. Una lacerazione comune. Qualcosa che per gli altri è impalpabile o assurdo e che per loro invece è croce e delizia. Una sorta di deragliamento spirituale che è spina nel fianco tanto di Lucy quanto di Bubi.

Ha ragione Giulì: in qualche maniera funzionano come specchi, uno per l’altra. Talvolta è estasi, altre è follia, altre ancora è disagio.

Forse Lucy è la ferita di Bubi. Forse Bubi è la ferita di Lucy.

Non si amano, no, non potrebbero mai, credetemi.

Avete presente quando c’è qualcosa che ci perseguita o ci disgusta o ci terrorizza? Vogliamo volgere altrove lo sguardo ma nello stesso tempo sentiamo l’impulso sfrenato a fissarla o a sbirciare, almeno…

E’ quel delicato rapporto tra i nostri mille frammenti, magari.

O una verità che preferiamo non ammettere.

Potrebbe anche essere solo disperazione. Che cerchiamo di ignorare, di elaborare o di affrontare.

Paoletta è in forma smagliante. Eccomi, Bubi!

CONTINUA