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venerdì 28 settembre 2012

Un seno che sfida la forza di gravità


E’ ancora qui, Bubi.
Scusandosi per la lunga assenza dal web, assicura che ha ancora molto da vivere e narrare. Perché Bubi, tra realtà e racconto, è ovunque e comunque l’amante a lunga durata.
Forse c’è un po’ di Bubi in tutti gli uomini del mondo?
Comunque sia, ritorniamo al nostro appuntamento con le erotiche gesta del nostro Bubi e delle sue volontarie e orgogliose ancelle. E, sia detto per i fedelissimi lettori e per gli occasionali visitatori, c’è sempre posto per la più fervida immaginazione. Appostatevi quindi comodamente nel pied à terre virtuale di Bubi e sbirciate con euforica ironia o con scabrosa curiosità.
Leggiucchiate le puntate precedenti, riprendete il bandolo della matassa, riportate velocemente alla mente Pedro e Giulì…E, naturalmente, il rebus.
Perché questa, lo sapete, è la storia dei sensi.
E il sesso, tra le pagine roventi della verità, conduce là dove tutto si tocca e ci tocca. Non c’è posto per limiti, resistenze, filtri.
Giulì, in delicato equilibrio tra le sue indagini, la convulsa vita carnale di Bubi e l’ineffabile Pedro per il quale è tenuta a stilare con dovizia di dettagli ma con estrema immediatezza il resoconto del delirio emotivo di Bubi e delle sue donne, strappa attimi, fissa immagini, inchioda evidenze, dissotterra segreta, pungola esplosioni a catena.
D’altra parte per Bubi Giulì è un porto franco, una spalla, uno specchio, uno scrigno…
Ci sono ancora tutte, la ninfomane, la crocerossina, la manager e le altre. C’è pure Lucy, l’enigma. Tutte, ovviamente, in successione non cronologica, sovrapposte o alternate. E ci sono anche le loro proiezioni, le loro antagoniste, donne assolutamente differenti. Insomma l’universo femminile quasi al completo, per Bubi.
Adesso mi corre l’obbligo di presentarvi Cristina, di professione stilista di abiti maschili. Donna volitiva ma di parvenze molto armoniche. Fisico praticamente da urlo, scolpito centimetro su centimetro, parlantina esuberante, taglio di capelli corto e asimmetrico su un rosso acceso. Seno altezzoso, scherza Bubi.
E’ altezzoso perché sfida la forza di gravità?, chiede Giulì.
Di più!, spiega Bubi. E’ un seno sodo e pieno con i capezzoli rivolti al cielo…
CONTINUA

lunedì 1 novembre 2010

Eros, pathos, delirio...e una rotta sostenibile

I ricci rossi più scompigliati che mai incorniciano il viso più sbarazzino e furbo del reame: quello di Giulì! Apre la porta a Bubi, gli butta le braccia al collo e poi puntandogli l’indice a un millimetro dal naso lo accoglie con una minaccia scandita da una risata argentina: benvenuto, adesso potrai accomodarti anche tu sulle spine, mio caro!

Posso o devo?, chiede Bubi con un sorriso da bambino che cerca clemenza…

Bubi, amico mio, è un obbligo morale, eh eh ti piace questa soluzione salomonica?

Giulì, sapevo che con te non avrei avuto scampo. Ma, ti prego, usa tutta la tua bontà.

Le danze iniziano più o meno così. Quando i due prendono posto sul divano per un aperitivo prima della lauta cena preparata da Giulì il clima è già quello di una pista da ballo.

Sono in ferie, Bubi e Giulì. Non ci sono le scuse della vigilia del lunedì! Sarà una notte lunga, forse una notte a puntate. L’assedio di Giulì è più di un trastullo, l’avrete capito. La Giulì amica di Bubi ha anche un ruolo letterario, è il navigatore offerto in dotazione a chi ha deciso di intraprendere questo viaggio su Bubi. Pedro è stato generoso, ha messo a vostra disposizione il migliore degli ausili.

Ci vogliono pazienza e ironia, ricordate?

Ma adesso ci vuole anche quella che Giulì chiama ipotesi di rotta sostenibile.

Non è una meta, intendiamoci, solo un orizzonte. Bubi oppone resistenza perché teme i vicoli ciechi, non vuole arrivare, depositare il bagaglio, appendere al chiodo il vagabondaggio. L’antidoto è nel veleno…

Giulì deve rassicurarlo, convincerlo che non ci saranno approdi ma solo ammiccanti fari per la fantasia dei lettori.

Già, la psicologia di Bubi…

Meno labile di quanto si possa credere, meno coriacea di quanto talvolta possa apparire. Una coscienza raffinata qualche volta si mostra frivola. Perché la leggerezza è uno scudo per difendersi. Ma anche una distanza che si prende dagli altri per mettere a tacere quel tarlo continuo delle percezioni fastidiose e dolorose.

Và da sé che non è da tutti cogliere questo genere di tortuosità esistenziali ma è un passaggio essenziale per intrufolarsi nella sfera interiore di Bubi.

Altrettanto importante è sciogliere il nodo delle sofferenze sentimentali. Forse scappa come un impulso incontenibile pensare a un Bubi dilaniato e segnato da chissà quali delusioni amorose, insomma un Bubi che seppellisce un passato di ferite con una vita di allegre compagnie per scorribande erotiche a muscolo cardiaco disinnescato. Vero e falso, ecco. Bubi è ferito, impossibile negarlo. Ma la piaga più grande non è lo sconforto per ciò che è stato o non è stato ma l’acuto presagio di una felicità impossibile…

Iniziate a mettere insieme i pezzi?

A Bubi non importa e non serve rifilare la colpa a qualcuno o a qualcosa.

Quello che avverte và oltre ogni responsabilità. E’ quel miscuglio sibillino tra destino, vocazione, scelta. Come se tutti gli elementi in natura, tempo e circostanze si fossero composti e confusi in un inestricabile piano di vita!

Per questo, signori, vi abbiamo fatti accomodare sulle spine, Pedro e io. Le combinazioni sono un po’ magiche, un po’ astruse, un po’ malinconiche, un po’ irritanti, un po’ gioiose. Come si conviene a una fatalità che si incontra con le affinità e stringe alleanze con le opportunità…Come accade quando tra vizio e virtù si infila lo zampino del caso, dell’intelligenza, della passione.

Umori tremuli e tremori umorali, anche!

Allora Bubi cosa mi racconti di nuovo? Sei uscito con Anna ieri sera?

Ecco, Anna dovrebbe essere la novità…però non c’è molto da raccontare, Giulì. Eh eh pensa di tenermi con il fiato sospeso. Non ha concesso del tutto le sue grazie e crede così di vedermi sbavare, di farsi rincorrere.

Uhm, fa la preziosa?

Ma si, più o meno. Ce la vedi una maialina che fa la preziosa? Se riesci ad immaginarla hai conosciuto Anna!

Capisco, non è originale…Hai notizie di Lucy invece? Sai, ci pensavo in questi giorni…almeno lei è un po’ meno banale delle altre, non credi?

In verità lo credevo. Alla lunga ha stufato anche lei, Giulì, dai, sembra nutrirsi delle sue orge mentali!

Giulì ride: non posso darti torto, Bubi. Insomma non ci sono bellissime stelle nel tuo cielo eh!?

Tu mi rimproveri di giocare troppo con messaggi, fughe e avanzamenti, boutade…Ma almeno prolungo il piacere, godo di qualche risata, fisso un attimo di fuoco, colgo l’ebbrezza di una parola, creo tensioni emotive. Altrimenti sarebbe tutto piatto Giulì!!!

Lo so, lo so Bubi. Tolto il diletto sessuale non ti rimarrebbe molto se tu non lavorassi alacremente con la magia degli sms, degli appuntamenti, delle possibilità, degli adescamenti…

Infatti.

Certo questa Anna deve essere particolarmente sciocca, dopo l’abbordaggio ha deciso di fare la santarellina! Che noia, Bubi.

Non dirlo a me, ieri sera non vedevo l’ora di lasciarla!

Mangiamoci su, Bubi.

Ben detto, dalla tua cucina arrivano profumi irresistibili Giulì, considera che non ho neanche pranzato, ho una fame!!!

E poi Bubi…con il cibo entriamo meglio nei meandri dell’eros, del pathos, delle nostre elucubrazioni filosofiche!

Accidenti, mi hai proprio incastrato Giulì. Vediamo di bere parecchio allora…

CONTINUA

martedì 3 agosto 2010

Non sottovalutare il sesso

Morena conferma serata e invito a cena. Perfetto! E’ una tranquilla domenica pomeriggio e Bubi ha l’immediato futuro ben combinato: serata con l’amica Giulì, lunedì sera jazz e sesso enigmatico con Lucy, martedì cena ed erotismo con Morena.

Sono le 19 quando lascia il divano e si prepara per andare da Giulì.

La spaghettata è ottima e abbondante. La conversazione è corposa.

Le prime battute tra Bubi e Giulì sono sulla ninfomane Monica. Quello che Bubi riferisce è proprio quello che Giulì aveva già sentito dai racconti sulle avventure e sulle prodezze di Monica. Concordano che da buona ghiottona abbia messo gli occhi su uno svago piacente e prestante come Bubi ma che probabilmente non è questo l’unico motivo di tanto interesse…Il rapporto con Morena deve avere qualche connessione con le insistenti attenzioni che Monica ha manifestato a Bubi!

A questa curiosità troveranno forse risposta quando Bubi parlerà con Morena…

A Giulì fa ridere la ricostruzione delle acrobazie di Monica fatta da Bubi, riesce quasi a visualizzare le scene da kamasutra e le insidie di Bubi per scatenarne di più complicate e travolgenti. Si, Bubi deve essersi proprio divertito con quella jena affamata e senza vergogna!

Bubi, penso che potresti girare un film porno con questa star del sesso!

L’argomento comunque non è così stimolante, tutto sesso e squallore.

E’ tutto quasi scontato, mormora Giulì. Ero ansiosa di conoscere la dinamica di una relazione con una tizia così particolare come Monica ma adesso mi accorgo che non mi coinvolge…

Una notte con Monica è gradevolissima, sono felicemente disponibile alle repliche. Ma non merita grandi parole. Ho sfogato i miei istinti più bassi e turpi, come maschio è stato un bellissimo gioco però non ci sono misteri, spazi aperti, risvolti intriganti. Monica non è una viveur, è una libertina.

Una maiala, avrebbe detto l’amico Carlo.

Bubi, dopo una nottata così cosa ti resta in testa o nel cuore?

Emozioni, Giulì. Non sottovalutare il sesso. La pelle, gli umori, le voci, i respiri, gli sguardi, le pose, il tempo: c’è tutto questo nei corpi che si uniscono. D’accordo, so perché mi guardi con quell’aria perplessa e un po’ disgustata. Non sono profonde intese spirituali, non sono attimi sublimi di amore e dedizione, non sono raffinate e colte sintonie cerebrali. Ma sono caldi momenti di vita e verità, Giulì. Credimi.

Bubi sai che non fatico a credere che anche un’ora di sesso possa essere un’indimenticabile parentesi di forte intimità dell’anima ma è la moltiplicazione delle occasioni e dei corpi che ha tutte le note per suonare un rock da sballo piuttosto che una melodia per il nobile trionfo dei sensi! Dai…

Giulì capisco il tuo punto di vista. In fondo sei la mia incrollabile idealista sentimentale e integerrima! Però non puoi escludere che io viva un piano diverso, su altre lunghezze d’onda, immerso nella natura selvaggia.

Se lo escludessi non sarei qui con te, Bubi. Non dubitare mai del mio rispetto!

Grazie, Giulì, so che ammiri la mia sincerità e la mia coerenza alla totale bizzarria. Piuttosto, dovresti spiegarmi come mai, nonostante critiche e manfrine anche feroci, guadagno giudizi lusinghieri da molte donne…Quasi arrossisco!

Si, sbuffano, si arrabbiano, ti insultano. Ma si sciolgono al solo pensiero di te, pendono dalle tue labbra, ti conservano con cura nello scrigno della memoria, anelano a impalmarti, non fanno che parlare di te con lo sguardo che brilla come un cielo stellato!

Vale anche per Stefania?

CONTINUA

mercoledì 2 giugno 2010

Bubi e le donne

Ci vogliono ironia e pazienza, mi sussurra Pedro prima di lasciarmi ad osservare gli eventi. Ma i toni bassi di Pedro sono come urla a denti stretti. Insomma più che sussurrare è parso ringhiasse. Normale. Pedro con la pazienza ha litigato e con l’ironia non ha dimestichezza, sbufferebbe come un treno a vapore tra lenzuola arruffate, sospiri, gelosie, orgasmi e dintorni. Ha scelto la fuga, come al solito lascia a me lo sporco lavoro. Questa volta però qualcosa mi dice che mi divertirò.

Signore e signori, si parte. Accomodatevi sulle spine.

Questa è la storia dei sensi. Del gioco appiccicoso delle illusioni, delle persuasioni, delle passioni fatali.

Altro che emozioni. Qualche volta la trama è densa di vizi, ossessioni e miserie. Ma questa è l’anima di quello che fate, dite e cercate chiamandolo amore. Terribile menzogna che solo il coraggio può smascherare.

Ci sono gli ormoni, i grovigli emotivi, le schiavitù mentali, le vanità d’orgoglio a mettere il bastone tra le ruote ai sentimenti. D’altra parte carne, testa e cuore sono anche affanni di piacere, giochi di seduzione, ansie di possesso. E ogni tanto balza pure sul palcoscenico qualche delirio. Di bellezza, di unicità, di affermazione esistenziale.

Accidenti, paura e orrore. Nonché sesso. E parole sapientemente combinate per irretire le inquietudini. Per appagare bisogni. Per raggiungere qualcosa.

Qualcosa?

Nei tempi avvolti dal buio per esempio si sarebbe detto che il maschio caccia la preda che vuole essere il suo trofeo. E per farlo muove il passo che la donna adora corrispondere, negare, mutare in un complicato balletto di pulsioni, carezze, staffilate. Potete provare a tradurlo con un linguaggio più moderno. Pure audace, magari. Sarebbe quasi un passatempo stilistico se non avesse qualche disgustoso risvolto.

Comunque, ripetiamolo, questa è la storia dei sensi. E non è detto che andrà come credete. Nulla è così ovvio come talvolta ci ostiniamo a pensare. E, datemi retta, non siete abbastanza lucidi per sfiorare la verità voi che vi sentite, a torto o a ragione, perfettamente calati nella parte.

La giostra parte con Bubi vittima forse della beffarda sorte che gli ha cucito addosso l’abito del carnefice. Splendida contraddizione dei termini che coglie l’essenza birichina della natura. Abbiamo dunque l’ombelico del mondo. E tutta quella questione più o meno torbida di brame, effusioni, finzioni che quando incrociano i sensi di colpa, i tabù e l’ardore della fierezza diventano una bomba.

Le donne, in coda, attendono trepidanti di fare un giro sulla giostra. Lo fanno, tremano, si divertono, piangono. Azionano anche la leva che la fa muovere. Qualche volta la fermano. Altre volte scappano lasciandola in moto perpetuo per tutte quelle che passano di lì.
CONTINUA