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mercoledì 17 ottobre 2012

Il sesso dei libri



GIulì guarda che la letteratura trasuda sesso.
O chi sembra sciogliersi tra le pagine della narrativa lascia trapelare sensuale lascivia, Bubi?
Anche, forse.
Saranno gli occhialini da intellettuale, lo sguardo che vaga febbrile tra le righe, il volo delle citazioni con voce vellutata e intrisa di pathos?
Certo, Giulì, il fascino di certo lirismo è fortemente eccitante per me. Comunque non trascurare la potenza erotica delle parole e quindi della letteratura stessa.
Comunque confermi esattamente quello che ho detto, quella Mia ti ha stregato. Ma nella realtà non ha davvero il tuo stesso trasporto per la cultura letteraria, ecco tutto. Si atteggia, finge, sa di circuirti.
Giulì sembra che Mia ti infastidisca molto, anzi troppo!
No, Mia per me sarebbe innocua Bubi. Mi spiace solo che tu ne sia così coinvolto…
Tranquilla, Giulì. Come direbbe Pedro i nodi, se ve ne sono, vengono al pettine. Quindi prima o poi anche Mia, se è un bluff, crollerà. E si dissolverà, anche ai miei occhi.
E adesso, cosa le rispondi? Potresti raggiungerla, secondo me il suo letto è caldo e pronto per accoglierti.
La tengo un po’ sulle spine? Rimando con qualche altrettanto dotta citazione…
No, Bubi, prova a colpire dritto nel segno. Rispondi con un messaggio di bramosia infuocata. Vediamo a quale poetica reazione si aggrappa!
D’accordo, condivido la sfida.
Bubi digita velocemente un sms, tra ironia e desiderio: cosa ci fa Apollinaire nella tua camera di voluttà? Vediamoci subito e scriviamoli noi i versi della libidine…
Inviato, Giulì, non ci resta che attendere riscontro.
La risposta non tarda ad arrivare: finché ho un desiderio ho una ragione per vivere. La soddisfazione è la morte.
George Bernard Shaw?
Esatto, Giulì.
Bubi, serata mancata, mi spiace, l’erudita Mia ti ha inviato un bel due di picche. Devi ardere, ardere, ardere ancora. Ti lascia macerare nel bisogno, nella fantasia, nella cupidigia. Fino a quando anelerai al suo amore senza più difese caro Bubi.
Questa volta però uno brutto scherzetto voglio tirarglielo, Giulì. E’ troppo arrogante questo distacco, altro che gatta morta, rasenta il ridicolo…
Oh il nostro Bubi è ferito! Bene, bene. Cosa vuoi scriverle?
Roba brutale, accidenti, altro che aforismi di sapientoni: questa sera allora porterò la mia carne in un’altra alcova. Alla prossima, Mia.
Pensavo volessi adottare un linguaggio più forte, Bubi, comunque sei stato duro, bravo.
CONTINUA

sabato 13 ottobre 2012

Suoni d'orgasmo


Bubi, Sonia sgocciola dolce beatitudine mentre Cristina interpreta la scena dell’orgasmo al ristorante in Harry ti presento Sally?
Che film, accidenti, bella reminiscenza Giulì! Ecco, pensa che Cristina fa bene quella parte e poi, a clou raggiunto, si alza in un balzo, si riveste, si ricompone e torna ad adottare falcata, tono asciutto e vigoroso, espressione tirata. Sonia invece, dopo quello sgocciolamento di dolce beatitudine – altra magnifica espressione da suggerire alla tastiera vivente – giace pateticamente distesa, quasi in deliquio.
Quella di Cristina “dopo” è un’immagine da freezer, quella di Sonia è da orticaria, Bubi.
Dai, Giulì! Questo è il variegato mondo del mistero, il sesso e le sue umane rappresentazioni, non te l’ha ben spiegato Pedro?
Eccome, spiegato e rispiegato Bubi. Ma qui tra crocerossine, leopardi, enigmi, ninfomani e scopamiche questo mondo del mistero è perennemente in tempesta. Pedro mi ha affidato proprio uno sporco lavoro!
Non mentire, Giulì. Ti diverti, lo so. Vuoi vedere quanto ci ridi su?
Noooooooo, basta, il solletico non lo sopporto più. Bruto, fallo alle tue donne!
Quanto ti voglio bene Giulì, sei uno spettacolo di donna!
Ma il tuo cellulare questa sera tace, Bubi?
E’ semplicemente spento, Giulì. Ma se hai bisogno di altri input lo accendo subito!
Si, voglio morire di stimoli sessuali ah ah…
Bene, agli ordini, accendo.
Una scarica di trilli, una giungla di focosi sms, di avvisi di chiamate perse, di ami lanciati e potenzialmente da raccogliere.
C’è l’imbarazzo della scelta, come al solito, amico mio. Uhm, vediamo, analizziamone qualcuno di quelli chic. Sai, dobbiamo cimentarci anche in quella dimensione pseudo culturale, pseudo psicologica, pseudo filosofica, pseudo tutto di quelle tue spasimanti che celano le bramosie erotiche sotto la cortina delle affinità cerebrali. Roba noiosa ma ci tocca.
Perché è roba noiosa? Alcune sono davvero persone intelligenti, colte, di spessore.
Bubi, sai come la pensa Pedro. E non posso proprio dargli torto! Sono spesso assai più inconsistenti o velenose o odiose delle frivole, a volte peggio pure delle gatte morte…Ecco, tipo questa Mia, da quanto non ne avevamo notizie? Leggi, leggi:
Ti ho ritrovato “…nella camera di voluttà” con l’amato Apollinaire, un tuffo al cuore. Ricordandoti, Mia.
Una dotta citazione, Giulì. Mia! Erano davvero secoli che non si riaffacciava sulla scena…
Una dotta…eccitazione, vorrai dire, Bubi.
CONTINUA

giovedì 11 ottobre 2012

Sonia a sesso lento


Sonia è morbida, languida. Tutta moine, sussurri, sguardi caramellosi. Sai come sono le gatte morte, Giulì! Fingono sempre una vezzosa indifferenza, si muovono con sensuale indolenza. Sonia è una gatta morta. Punto.
Bubi, in una parola sola, svenevole.
Si, svenevole.
Ma questa Sonia o, insomma le gatte morte, sono molli anche sessualmente?
Non molli, Giulì, morbide. Indugiano, si strusciano zuccherose e apparentemente arrendevoli, ammiccano e alludono con smorfie e bisbigli, seducono con pose esplicite ma travestite da casualità.
D’accordo ma almeno al culmine del piacere si trasformano in animali vivi immagino, Bubi!
Da quando ti interessa così tanto il dettaglio tecnico, Giulì?
Da ora, Bubi. La gatta morta mi incuriosisce, mi infastidisce, mi avvilisce. Voglio saperne di più, ecco.
Vivono l’erotismo come forma di celebrazione della propria bellezza e del proprio fascino. Adorano sedurre, eccitare, confondere, rapire. Al godimento fisico antepongono il godimento cerebrale della conquista. Probabilmente vivono così la loro femminilità o la loro potenza femminile…
A te Bubi piace molto Sonia?
La trovo infinitamente sensuale, tutto qui. Mi allettano le sue pose, le sue labbra vagamente imbronciate, il tono vellutato della sua voce. Appena l’ho conosciuta ho fantasticato sul suo corpo abbandonato al mio! Mi fanno impazzire i suoi riccioli neri che cadono disordinati sul viso, il suo guardaroba sexy finto trasandato, le sue mani piccole e magre. E comunque, Giulì, Sonia ha anche lo charme dell’arguzia, ha buona cultura e grande sensibilità musicale.
Ma questa Sonia gatta morta è amica di Cristina il leopardo, che coppia Bubi!
Una strana combinazione, è vero Giulì. Ma se le vedi insieme sembrano danzatrici molto esperte e affiatate, giocano d’intesa. E sono inebrianti. Molto.
Suggeriscono una performance a tre?
Indubbiamente stimolano proprio quel genere di fantasia erotica, Giulì. Io preferisco non addentrarmi in quel tipo di esperienza ma teoricamente ammetto che sono stato attraversato da un po’ di fermento carnale e da una buona dose di tentazione! D’altra parte sono anche consapevoli che ho abbondantemente consumato con entrambe e direi che l’hanno presa con frizzante complicità. Credo che per loro sia una situazione intrigante e avvincente. Sono spiriti free, Giulì.
Molto free, Bubi. Punteggio, su, voglio un punteggio o una graduatoria: meglio il leopardo o la gatta morta?
Giulì stento a riconoscerti! Secondo me Pedro ti ha imposto di girare il coltello nella piaga.
Bubi…rispondi.
Per un solo incontro di sesso, Cristina. Se gli incontri si moltiplicano, meglio Sonia. E’ più impegnativa e lenta l’esplorazione, insomma si concede gradualmente e questo tiene alta la tensione. Con Cristina si brucia tutto subito.
CONTINUA

giovedì 4 ottobre 2012

Non è una gatta morta


Bubi sai che quando accenni a movenze feline puoi suscitare il dubbio di allusione alla classica “gatta morta”?
Cristina è un bel leopardo, Giulì. Se vuoi un esemplare di gatta morta quella è Sonia, la sua amica. Che fusa eccitanti!
Bubi sai che le gatte morte mi fanno venire l’orticaria però…questo confronto è allettante! Ma, ma…questo significa che sei in corrispondenza di amorosi sensi con entrambe contemporaneamente?
Adoro le storie parallele, lo sai amica mia.
Purtroppo lo so, Bubi. Lo sa anche Pedro.
Perché usi quel tono per specificare che lo sa anche Pedro? Dimmi, Giulì, questo è uno degli elementi di…?
Bubi sai benissimo che non devo parlartene, ti ho già lasciato intuire troppo, non farmi domande, racconta ciò che vuoi come vuoi. Sei nelle mani di Pedro e della sua tastiera vivente, come me del resto.
Tu però sei in rapporto di collaborazione, io invece sono la cavia da laboratorio che voi tre scrutate!
Non è proprio così, Bubi, suvvia, non cercare di impietosire i lettori…Avanti, presentami Cristina il leopardo e Sonia la gatta morta.
Visto che non posso tirarmi indietro…Cristina è un caterpillar, una tipa tosta e arrivista, senza languori umani e fronzoli romantici. Una donna che ha un cervello da robot, zeppo di dati ma senza anima. Le nostre tre conversazioni sembravano il grigio preludio di un convegno tra geni dell’economia o dell’industria.
Caspita, Bubi, bella premessa per fare sesso!
Eh Giulì, per un leopardo il salto dal tavolino del bar al letto di casa sua è stato rapido e facile. Fin dalla prima volta. E’ bastato un attimo di silenzio. Mi ha guardato dritto negli occhi, ha posato una mano sulle mie gambe in modo eloquente e mi ha detto semplicemente “andiamo a casa mia?”
Insomma le chiacchiere erano un proforma, le interessava andare alla meta.
Ma no, Giulì. Quando parla è Cristina, la stilista di successo, la donna in carriera, la tipa seriosa, razionale, cinica, volitiva. Quando le scatta il desiderio sessuale stacca temporaneamente la spina da tutto e indossa la pelle di leopardo.
A quel punto diventa più dolce o si scatena?
Dolce rock, Giulì. E’ avida, di baci e carezze. E in questa sorta di arrendevolezza alla mia bocca e alle mie mani fa tenerezza, il leopardo. Ma è anche furiosa nell’esplorazione del mio corpo, nella frenesia con cui si dimena, nella foga della sua lingua su di me. Così sinuosa, così vorace, così avvinta dal sesso Cristina sembra spogliarsi completamente della sua immagine pubblica…
Questo le restituisce un volto umano, Bubi.
Si, Giuli, ma dura il tempo dell’appagamento. Poi bruscamente torna ad essere la Cristina cruda e dura. Ma devo raccontarti qualche particolare spinto.
No, aspetta, Bubi prima dimmi qualcosa su Sonia, la gatta morta…
CONTINUA

sabato 29 settembre 2012

A letto ruggisce e si muove come un felino


Bubi mettiti in stand by. Fai l’osservatore esterno di te stesso e delle tue ancelle, aiutami a risolvere il rebus.
Uff, ma quali ancelle, Giulì? Sono regine, padrone, creature sul piedistallo.
E’ verissimo, Bubi. In verità mi diverte chiamarle tue ancelle ma sono ancelle dei sensi e di una cultura spettinata. Comunque ci siamo capiti, dai. Dobbiamo rimboccarci le maniche. Altro che Cristina e i suoi capezzoli stile laser che punta in su…
Cultura spettinata è un gioiello della tua oratoria, Giulì! Quanto al laser che punta in su direi che puoi concedermela come distrazione.
Bubi sei il solito adorabile manigoldo. Sembri smaniare come un bimbo davanti a un gioco nuovo!
E pensa che bel gioco, Giulì!
Porcellone…e anima candida, per i lettori sei proprio un rompicapo Bubi. Ha ragione Pedro, con te ci vuole sempre frusta e carota. E’ tempo che io compia da sola la missione, caro amico mio. Mentre tu trastulli qualche sporgenza in direzione cielo io mi metterò a lavorare su recondite ragioni, risvolti, evanescenze, deviazioni e traguardi.
Giulì non è possibile, lo sai. Ti serve anche Cristina, Pedro non perdonerebbe errori ed omissioni!
Sei un manigoldo, lo ripete, accidenti a te Bubi!
Sai che quando fingi di arrabbiarti sei splendida, Giulì?
Grrr…
Sei pronta? Ti racconto qualcosa della nostra stilista Cristina.
Basta che tu riesca ad andare oltre al seno, Bubi.
Guarda che tutto il corpo di Cristina è da calendario! Gambe lunghe e ben fatte, bocca piccola ma carnosa, sguardo libidinoso, lato B non da record ma sicuramente ammirabile.
Materia grigia, complicazioni sentimentali, qualità umane?
Giulì, la materia grigia è abbondante, le complicazioni sentimentali praticamente inavvertibili, le qualità umane decisamente scadenti.
Bubi vai a letto pure con una belva gelata?
A letto non è gelata, Giulì. Ruggisce e si muove come un felino.
CONTINUA 

lunedì 4 ottobre 2010

La trottola Bubi e il sesso delle donne

Caro Bubi non dirmi che il balletto intorno a te ti impedisce di fermare la corsa o dare una svolta al percorso?

Giulì, non sono le danzatrici a battere il tempo e a gestire la scena, io sono una trottola che vive di movimento proprio…

Carina questa, Bubi! Giri pure a velocità sostenuta eh?!

Giulì, dai, sai che a volte cerco di rallentare e di fare il bravo ma il richiamo è forte, fortissimo: forse il carattere del moto perpetuo à scritto nel mio dna!

Magari domenica proverò a smontare questa convinzione…Adesso il sonno vince su tutto.

Si Giulì, ti lascio, buona notte e complimenti ancora per la pizza, squisitamente squisita…!

La sensibilità, un dono e un macigno, pensa Giulì quando richiude la porta e si appresta a prepararsi per Morfeo. Peraltro è proprio la sensibilità a unirli, nello strazio e nello splendore. Hanno le antenne che percepiscono tutto, una forma acuta di ricezione amplificata di qualsiasi umano segnale, accidenti.

Quella di Bubi è la storia di un uomo che per non farsi travolgere da quello che coglie scompiglia il pensiero dandogli in pasto una quantità enorme di stimoli e fughe. E Giulì è la donna che sa e capisce perfettamente Bubi.

Non è un caso, lo avrete compreso, che Giulì sia in tale simbiosi con Bubi…

Solo attraverso Giulì, Pedro avrebbe potuto immortalare l’avventura esistenziale di Bubi! D’altra parte a Pedro piace fare il guru a distanza, dobbiamo dirlo. In queste righe di lui c’è moltissimo ma gode a starsene in una dimensione di sublime distacco. Nulla di superbo, ovviamente. E’ la posizione che merita, ve lo assicuro.

Bubi rincasa. Più o meno gli frulla in testa la stessa considerazione dolceamara di Giulì ma la sfratta subito, appunto…guai a fermarsi davanti a quella consapevolezza!

La sua vita sarebbe molto diversa senza quel tarlo dell’intelligenza, dell’intuizione, della delicatezza emotiva. Ma la mia vita è questa qua che un’altra dentro non ci sta, cantava un noto motivo…Il destino non si può cambiare. E Bubi preferisce non ingarbugliarsi troppo nel compatimento, per carità. E neanche potrebbe mai illudersi di aggirare quel che è scritto nel grande libro delle stelle per disegnarsi un altro percorso.

Qualcuno potrebbe parlare di rassegnazione. Forse lo è, se la saggezza ha qualcosa a che vedere con l’accettazione della natura!

Scorre ancora i messaggi, vorrebbe rispondere a quella sfrontata isterica e accalorata della ninfomane con un po’ di umorismo pecoreccio ma si stende a letto e si addormenta.

Dieci ore di sonno, urrà. Bubi si sveglia riposato e rilassato: la condizione ideale per una delle sue giornate pazzerelle. Non lavora quindi ha tempo a disposizione per girovagare per librerie e negozi, flirtare con qualche barista, trastullarsi via facebook. Decide per un rapido intervento di igiene casalingo, poi esce. Per pranzo un ottimo campari shakerato e un toast. Lì, al tavolino del bar, in posizione strategica per l’osservazione del passeggio femminile, Bubi elabora spesso le sue migliori performances di componimento sessuale… Insomma è lì che scrive e invia sms strategici, erotici, romantici.

Arriva il secondo campari e Bubi diventa un vero marpione!

Aggancia le sue fiamme con una bravura insuperabile. Mentre lancia e raccoglie gli sguardi delle passanti e delle avventrici la sua immaginazione aumenta di pari passo alla sua capacità di punzecchiare il punto giusto.

Grande, Bubi! Riesce a far sentire unica ogni sua donna. E questo, repetita iuvant, è quello che le fa imbambolare! Ed è proprio su questo che Pedro insiste: le sue donne…Già, quelle sono le donne di Bubi. Tutte diverse ma tutte appartenenti a un genere. Certe altre, ad esempio quelle come Giulì, non desiderano che l’amicizia di Bubi e mai e poi mai potrebbero gradire o sognare o credere altro. E’ un passaggio essenziale, questo. Rifletteteci bene, lettori.

Ovviamente lui sa calamitare quel tipo di donna, quello che è già suo per definizione, prima di ogni possesso concreto…

Ecco, entra una cliente che Bubi conosce: accomodati pure al mio tavolo, se vuoi!

La tizia è complicata. All’anagrafe fa Fernanda ma per tutti è Ferny.

Ferny non è Giulì ma non fa parte delle femmine di Bubi. Qualche volta è bello per Ferny scambiare due chiacchiere con quel casanova alternativo di Bubi, altre è un po’ una scheggia di tristezza. Per Ferny quel nulla che è l’assenza di amore è spaventoso. Solo quando l’umore è alto riesce a scovare il lato simpatico di quell’esuberanza sentimental-sessuale che fa di Bubi l’ombelico di mezzo mondo. Quella è una giornata così così, una di quelle in cui Ferny non ride e non piange, semplicemente sta, come se non fosse in terra ma non avesse neppure ali per volare in cielo.

Bubi tenta lo scioglimento del ghiacciaio con una conversazione non troppo futile e non troppo impegnativa: maestro di equilibrismo, Bubi!

Ci riesce e Ferny diventa quasi trattabile. Ma Bubi sa che sono solo attimi di compagnia…Con lei non tenterebbe mai altro. Mettete in nota questa parentesi, è importante per completare il puzzle Bubi. Dovete avere ben chiaro che Bubi porta grande rispetto a quel confine. Non è solo per non cacciarsi nella fatica della donna tortuosa ed esigente che Bubi sta al largo, è autentico rispetto, davvero. Una donna come Ferny potrebbe interessare molto Bubi ma proprio perché ne conosce la purezza non osa rischiare di ferirla.

D’accordo, qualcuno sulla purezza di Ferny avrebbe da obiettare. Ma noi stiamo narrando di Bubi, di Giulì, della loro sensazione dinnanzi alla donna Ferny, il punti di vista altrui non conta…

Quando Ferny lo saluta ed esce Bubi è al terzo campari, armato di cellulare. In pista! Sms mandato a dieci donzelle in rubrica: hai voglia di farmi sorridere un po’? Mi manchi…

Oggi faccio danni, dice al barista. E mentre attende le reazioni invia alla ninfomane Monica un testo delirante: vorrei vederti adesso, subito. Non devo spiegarti il motivo, vero?

Neanche Monica fosse proprio in attesa di leggere un suo sms…in un lampo digita la risposta: sarebbe carino se me lo dicessi, stallone, mi eccita sapere cosa ti fa scatenare tanto desiderio di me.

La maialina vuole giocare, ride Bubi mentre ragguaglia il barista sulle caratteristiche di Monica…Non si offre per un incontro, evita di rispondere e crede di tenermi in caldo con il sesso da cellulare.

Che fai, le rispondi?, chiede il barista.

No, sghignazza Bubi. La lascio ad arrovellarsi di eros e stizza!

Intanto piovono risposte dalle dieci donzelle. Più deliranti del messaggio di Bubi a Monica.

Una manda una fila di sorrisi. No comment, alza le spalle Bubi.

Un’altra tenta la solita filosofia del sentimentalismo oltranzista: forza Bubi, abbracciamo la vita e respiriamo le nostre emozioni…Ti manco davvero? Anche tu!

Questa è proprio in tilt, borbotta Bubi.

Un’altra ancora lo smaschera senza alcun fronzolo: se qualcuna non mi ha già battuta sul tempo eccomi! Casa libera, se vuoi ti accolgo in un sorriso aperto e sensuale.

Che briccona osè, non la ricordavo così spudorata, eh eh, ridacchia Bubi.

E un’altra ancora tenta la mossa languida: ne avrei tanto bisogno anch’io. Ci aiutiamo a vicenda? Forever…

Forever? Giammai, ulula Bubi scolando l’ultimo sorso di campari.

Uhm, chissà su facebook, dai vado a divertirmi on line: così Bubi saluta il barista.

Sono solo le quattro del pomeriggio, andrà da Paoletta per l’ora di cena. Facebook può ancora registrare qualche prodigioso exploit di Bubi!

CONTINUA

giovedì 2 settembre 2010

Profumo di alcova, carne e orgasmo

Non è sotto choc, Bubi.

Però si sente come un uovo strapazzato. Non c’è stato il sesso con la sua fisicità impegnativa ma c’è stato un amplesso voluttuoso, come se la testa si fosse fatta un giro in lavatrice insomma…

La serata con Dario, quel locale pieno zeppo di stimoli, l’alcool, la notte infiammata da cazzotti e carezze: una grandinata di aghi nell’anima, accidenti!

E poi c’è la routine, diciamolo. L’imperativo a stare sempre in pista, a tessere la trama dei contatti, a non scendere mai di tono, a restare in area bombardamenti…Perché Bubi ha bisogno di scale, di montagne russe, di imprese azzardate e di sollazzi ogni giorno. Minuto per minuto, come aria per i polmoni. Non può chiudere le porte e appartarsi. Deve annusare, messaggiare, parlare, baciare.

Deve vivere fuori dalle righe, deve avere la nuvoletta sulla quale arrampicarsi perché i piedi non facciano radice nella terra, deve concentrare gli ingranaggi del pensiero e del tempo su quell’universo di donne, mani, libido, gingilli.

Gli tocca riprendere urgentemente il timone, accendere il cellulare, leggere gli sms, mandare qualche segnale di vita a Monica o a Francy o a Fiorella, sentire Giulì per la serata. Una doccia e un caffè forte, molto forte…

Alle 14 è più o meno rientrato nei ranghi. Il cellulare porta raggi di sole piuttosto interessanti. Inviti, corteggiamenti, ariette spassose. Gode, Bubi. E di lì a poco è pronto a lanciarsi nell’arena. Risponde a tutti gli sms con metodo, dedizione, entusiasmo. La parte migliore la recita con la donzella della piscina, l’angioletto birichino che vuole arpionarlo…: carissima, non avrei mai osato sperare nel tuo interesse! Che adorabile creatura, ti sei data da fare per rintracciarmi, non posso e non voglio deludere il tuo impegno. Anzi…la verità è che non vedo l’ora di rivederti. Dimmi quando.

Quasi svenevole, Bubi!

E lei, evviva, risponde immediatamente: Bubi, pensavo che non mi avresti risposto! Sabato sera se vuoi potremmo uscire, magari a cena. Un bacio.

Perfetto, preparati per le 20 di sabato. Scrivimi il tuo indirizzo, passo a prenderti. Ti invio un bacio anch’io!

A quel punto telefona a Giulì: sta bene la mia amichetta del cuore?

Si, Bubi, ma sono indaffarata, ci vediamo questa sera a casa mia, no?

Certo!

Ok, a più tardi, ciao Bubi.

Rimane da organizzare il venerdì…

Questo è il genere di attività che ricorda la scelta di una ludoteca, la manovra di avvicinamento a un videogame, la trepidazione all’agenzia di viaggi dove si decide per quale crociera imbarcarsi. In tutto questo c’è eccitazione un po’ frivola ma anche umano ardore. D’altra parte Bubi nelle vie del sesso e del veglione dei sensi procede con la bussola della sua qualità migliore: l’equilibrismo. E allora l’esercizio acrobatico, l’altalena dei richiami e delle difficoltà, la nuotata tra le onde sono l’essenza della vitalità.

Per Bubi il fulcro è sempre la relatività. Potremmo chiederci se crede relativo anche l’amore. O se piuttosto ritiene relativa la sua disponibilità, la sua capacità, la sua volontà di amare. O ancora se non ripone alcuna fiducia nelle altrui predisposizioni all’amore…

Dentro il bailamme delle sue giornate Bubi è ferreo nella regola del moto perpetuo: di fiore in fiore e senza rompere troppi ponti. Tiene il piede in mille scarpe, Bubi. Non butta via le vecchie per il paio più recente. Adotta il criterio della coesistenza a puzzle o dell’alternanza. Questo ormai lo sapete bene.

E allora tra una serata con Dario, una che trascorrerà con Giulì e una pianificata con quella del bikini nero, la donzella della piscina per intenderci, al secolo Anna, ci starebbe perfettamente un intermezzo di sesso noto.

Come gli passa in mente così arriva l’offerta! E’ un sms di Paoletta: Bubi voglio vederti, ho bisogno di vederti.

Paoletta aggiunge qualcosa che non vi riporto per decenza, cari lettori. E’ un riferimento molto esplicito e piuttosto sconcio alla loro intimità, Pedro mi ha imposto di tralasciare i particolari troppo spinti e io obbedisco, pardon…

Quello che conta è che fa centro. Bubi sente l’impellenza sessuale, accidenti. Paoletta usa quel linguaggio forte e scottante che accende subito la memoria. E poi Paoletta è pelle di velluto e artigli laccati: un bel felino.

Sente profumo di alcova, carne e orgasmo, Bubi.

Risponde tempestivamente: sono libero domani sera, Paoletta. Spero tu possa, le premesse hanno già conquistato tutti i miei desideri….!

CONTINUA

giovedì 5 agosto 2010

Ma il sesso si può negare a qualcuna?

Che Bubi abbia conosciuto il piacere e i guai di qualche eccesso alcolico non è un segreto. E che l’amica di Stefania, nonché altra spasimante di Bubi, abbia ripetutamente e testardamente lavorato per dissuaderlo potrebbe anche non stupire. Ma dobbiamo riepilogare un po’ i tempi, i modi, le circostanze…La signorina in questione condivideva volentieri una bevuta con Bubi, così da allentare i freni inibitori e mostrarsi complice e altrettanto godereccia. Quando poi si trovava in stato di sobrietà mentre Bubi si dava allegramente al suo campari shakerato gli teneva saccenti lezioni di vita…

Con argomentazioni piuttosto evanescenti, la signorina tesseva le lodi dell’amore e dell’esistenza respirati con la lucidità di una gola asciutta o bagnata di sola acqua. Insinuava che Bubi si rifugiasse dietro il bicchiere per non ammettere la debolezza del suo sentimentalismo.

Mi è interdetto svelarvi con un’affermazione o una negazione quel che pensa Pedro su questa storia del sentimentalismo. Dovrete cavarvela da soli, cari lettori. Perché qui c’è un uomo che vuole farsi la sua vita e tante donne che vogliono entrarci credendo di acquisire poi qualche titolo per invertirne o modificarne la direzione. E c’è il fatto che possono avere, una o tutte, torto o ragione. Però questo non si traduce in diritto di interferire, di aspettarsi qualcosa, di influenzare Bubi…Forse non deve o non vuole essere salvato, accidenti! Che quello della salvezza, ovvero passaggio a giusta e bella e buona e autentica vita, è concetto relativo assai, credetemi…

L’amica di Stefania ha battuto Stefania stessa in termini di castelli in aria e filosofie di splendore dello spirito, non vi è dubbio.

Quella forza del piede che schiaccia sull’ottimismo come a farlo schizzare a velocità folle è pure una pregevole qualità, al primo impatto. Bisogna solo che non diventi ripetizione maniacale di un mantra, autoconvincimento sterile e un po’ cieco, presa per il naso cosmica…Insomma queste oltranziste dell’apparente pensiero positivo diventavano di fatto isteriche al primo problema, alla prima corrente contraria, alla prima sofferenza. E non solo! Quello che faceva crollare ogni spirito di ammirazione era scoprirle ombelico-centriche, completamente assorbite dal loro mondo, decisamente impermeabili ai drammi altrui….

Riassumendo, l’esortazione a non bere per essere, correre, volare, sognare, amare per puro trasporto interiore e incrollabile fiducia nella bellezza della vita era per Bubi una frottola un po’ fanciullesca un po’ banale un po’ urticante.

Potete farvi l’opinione che volete, chiaramente. Sappiate solo che su questo pure Pedro mostrava con evidente fastidio non poche riserve…

D’accordo, pure lui ci metteva lo zampino per condannare i bicchieri di troppo. Però non reggeva quella favola spicciola della vita uguale a un incantevole cielo stellato.

Equilibrio complicato…forse. Ma chissà che la matassa non si dipani un po’ alla volta, riflessione dopo riflessione. Perché Bubi non è candidato alla santità, non vi è dubbio, però non è uno stupido, uno sfigato, un’anima miserabile. E se di debolezza possiamo sicuramente parlare dobbiamo ricondurla a quella gloriosa essenza di sensibilità alla quale rendere omaggio e non insofferenza!

E se a Stefania possiamo tributare la stessa simpatia che le regala Giulì perché di fatto ha abbracciato Bubi con baldoria gioviale, verso la sua amica restiamo più freddi.

Giulì sta dalla parte mia e di Pedro: Bubi, quella volta hai scansato un burrone, davvero! Quella tipa era assurda.

Mi spiace solo che fosse un esemplare femminile della migliore fauna mediterranea, Giulì. A letto era piuttosto vivace…

Bubi non sapevo che la signorina avesse capitolato!

Certo, è balzata tra le mie braccia con scatto felino, Giulì. In pratica mi ha quasi teso un’imboscata.

Violenza carnale? ride Giulì.

Quasi…

Ma tu Bubi hai mai negato il sesso a qualcuna?

Domanda imbarazzante, Giulì. Ehm, perché negare!?

Non possono piacerti tutte le pretendenti, Bubi. Ti sarà capitata una donna orribile, odiosa, puzzolente, contro ogni tentazione…una con la quale l’idea di una penetrazione o di un bacio ti faceva ribrezzo!

Giulì, ogni donna è un universo da esplorare…E poi a mali estremi, estremi rimedi!

A cosa ti riferisci, Bubi…alle volte che ti hanno offerto soldi in cambio di prestazioni sessuali?

CONTINUA

lunedì 28 giugno 2010

Il rogo della carne, la sgualdrina e il romanticismo

Giulì, l’avevo lasciata “maledettamente pronta ad abbrustolire con me nel rogo della carne”, dice Bubi ripetendo a memoria l’sms di Lucy. Io l’ho messa in congelatore con il mio “prima o poi” che significava volere le redini in mano e comandare la corsa ma credevo non avrebbe pazientato in silenzio. Mi aspettavo qualche melodramma o un po’ di insidie porno-sentimentali.

Vedi Bubi, io sospettavo che il silenzio fosse proprio studiato. E’ diventato un tarlo per te e magari è proprio questo che Lucy voleva…Se invece hai ragione tu, faresti bene a farti sentire e a chiederle come sta, te lo ripeto.

Non mi sono ancora deciso proprio perché anch’io non riesco ad escludere del tutto che sia una tattica questa resistenza. Mah! Dai, andiamo sul pettegolezzo nostrano: cosa sai della ninfomane? Insomma è malata o è solo una che apprezza il volo di partner in partner?

Bubi, il mio collega dice che è una ninfomane e narra di prodezze erotiche a gogò messe a segno con altolocati personaggi.

Non so se questo derivi semplicemente dal fatto che tramite il fidanzato frequenti un giro di ricconi o se le disponibilità economiche dei partner sono motivo di eccitazione, Bubi! Non so se è proprio malata, se gradisce semplicemente l’attività sessuale o se abbraccia la lussuria per fare la bella vita con danarosi signorotti a caccia di evasioni…Quello che posso dirti è che lui la descrive come una sgualdrina e una megera velenosa. Mi sembra strano che abbia messo gli occhi su di te.

Giulì, Giulì… A tutte le donne, pure le arpie, qualche volta aggrada un uomo come me, sai? Uno senza quattrini, senza ansie d’amore, senza assilli sociali. Uno con il quale mangiare quattro emozioni e arrivare a un orgasmo spensierato.

Con te si illudono di essere libere, Bubi. O di circuirti facilmente!

Si, Giulì. Ma…non credi che mi trovino anche un tipo molto affascinante? Ridacchia Bubi con la mano protesa a minacciare il solletico.

Certo, questo è scontato amico mio! Ovviamente direi qualsiasi cosa pur di evitare il tuo attacco, Bubi…

Bubi simula un broncio da bimbo stizzito e Giulì elargisce una generosa manifestazione di benevolenza: scherzi a parte, caro buon vecchio amico mio, tu sei una calamita vivente!

Questa è adulazione, Giulì. Se non fossi sotto la minaccia del solletico passeresti per una delle donne che seduco e abbandono, scherza Bubi.

Abbandoni? Bubi ma tu hai mai abbandonato qualcuna delle tue donne?

Giulì, abbandonare è un verbo perfido. Posso lasciare che si intrufoli in un modo di dire ma in pratica è un esercizio al quale non mi dedico con grande facilità.

Lo so, Bubi. E’ il tuo lato romantico, in un certo senso. Ma è anche il tuo limite e tu capisci benissimo cosa intendo!

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