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lunedì 12 novembre 2012

Donne e libidine


Per noi sono molto più belle le spiagge della libidine senza attrezzi sado-maso, senza brutalità fisiche, lo so Bubi. Però anche in quelle si possono annidare tratti di violenza psicologica…
Giulì il problema è sempre intendersi sui limiti, insomma. Bisogna capire fino a dove si intende naturale il gioco delle seduzioni e del piacere, quali meccanismi sono normali nell’identità maschile e in quella femminile e da che punto in poi scattano invece sottili correnti di violenza…
Certo, non è facile e non ci sono criteri assoluti. Questione di costume e cultura. Ma anche di sensibilità individuale. Al di là poi di un cliché più o meno individuabile ci sono infinite sfumature. Roba ghiotta per gli studi di sociologia, la letteratura, il cinema.
E anche i cliché oggi sono in crisi ah ah!!!
Verissimo Bubi, sono in crisi pure i cliché. Le donne soprattutto li hanno massacrati, i cliché. Però una verità quasi intramontabile c’è!
Quale, Giulì?
La libido delle donne si scatena sempre e comunque per vanità incontenibile! O è bisogno ingovernabile di sedurre?
Desiderio e necessità, entrambi fortissimi Giulì. Le donne si eccitano ad eccitare. Per le donne è essenziale essere guardate e bramate. Alle donne deve arrivare l’esaltazione del maschio che le può toccare o possedere. Più del sesso alle donne interessa essere associate all’istinto del sesso.
Insomma Bubi se a una donna dici “mi fai sesso” quella gode!?!?
Esatto! Anche quella che finge di indignarsi perché è la brava ragazza che sogna l’amore o la donna intelligente che vuole essere rispettata per la testa o la signora tutta opere di bene che adora essere riconosciuta per il cuore…Tutte le donne vogliono piacere, ispirare smanie erotiche, accendere pulsioni sessuali.
Invece all’uomo piace l’attività sessuale in sé più del pensiero, vuole godere più che suscitare attenzione carnale…
Infatti. L’uomo si attizza davanti a un corpo o a una voglia e fila dritto al sesso con mente e corpo Giulì. Alla donna più della scopata garba l’idea che l’uomo non veda l’ora di scoparla, ecco.
E più l’uomo le sbava dietro più lei si bagna direbbe Pedro.
Ah ah ah, è così.
Per le donne però è importante che l’uomo oltre che attraenti le trovi anche sessualmente abili?
Non credo che ci siano molte donne così fragili da porsi troppo quest’ansia Giulì…Qui subentra la vanità, appunto. La maggior parte delle donne si sente un dono per il maschio!
Agli uomini invece preme eccome essere considerati super virili e sessualmente portentosi, vero Bubiiiiii!!!
Giulì dai…
Vedi Bubi tu che vorresti essere inseguito e ricordato per chissà cosa sei sempre inseguito e ricordato per le virtù amatorie che non ostenti e non incensi. Per questo amico mio, con affetto, ci scherzo su…Le donne sono terribili, proprio terribili!
E’ il corso ambiguo della vita, Giulì. D’altra parte ormai sto nella mia dimensione con discreta serenità. Colgo davvero l’attimo. E me lo godo, è proprio il caso di dirlo!
Ma…a proposito di libidine…
CONTINUA 

sabato 20 ottobre 2012

La vagina dei desideri


…Che poi è proprio strana quest’ossessione delle donne!
Quale, Giulì?
Tutte sanno di non essere uniche per te, Bubi, ma si comportano, parlano e scrivono come se lo fossero.
Mentono a se stesse, Giulì.
No, ha ragione Pedro. Mentono a te. Fingono di non saperlo altrimenti ti consegnerebbero su un piatto d’argento la possibilità di un pensiero poco lusinghiero su di loro, Bubi.
Ma si, d’accordo. Però con qualche eccezione.
Certo, Bubi. Adoro quelle donne che ti frequentano in disinibita libertà. E di quelle infatti non discutiamo, Bubi. Vorrei fossero tante! Anzi, vorrei ti innamorassi di una di loro Bubi.
…Che poi è proprio strano che quest’ossessione delle donne giri intorno al sesso, Giulì! Insomma la simulazione di unicità, esclusiva e roba del genere con uno con il quale intrattieni rapporti puramente sessuali non è come il naturale istinto dell’amore, è proprio una farsa grottesca. Eppure queste donne così impegnate a fingere una relazione eletta sembrare quasi prendersi sul serio.
Uff, ci abbiamo ragionato su milioni di volte. E Pedro ci ha largamente illuminato su questo, Bubi. La più puttana è quella che ripugna le puttane.
Si, si, è così Giulì, l’orrore non sta tanto in quelle che negano di esserlo, quanto su quelle che sputano veleno. Però è sempre un meccanismo che mi sfugge dalle mani. E’ questione culturale?
Chiamalo condizionamento culturale, catena sociale o come diavolo vuoi Bubi. Ma ricorda che c’è comunque anche la componente caratteriale. Diciamo che il background storico in alcune è amplificato a dismisura da un vanitoso ego molto stupido. Si parla di sindrome di “ce l’ho solo io”, la vagina dei desideri.
Ma in fondo quelle affette dalla ben nota sindrome non dovrebbero, proprio in virtù di tale sciagurata malattia dello spirito, fare le preziose, tenerla stretta, essere poco inclini a cederla a chi le mette nel mucchio?
Dobbiamo distinguere e spiegare, Bubi. La classica smorfiosa, illusa e presuntuosa con qualche lacciuolo morale o ambizione socio-economica o mira di gloria pianifica le sue concessioni, in tempi, modi e beneficiari. L’oca giuliva tronfia, nei vari modelli pseudointellettuale o gatta morta o il diavolo che le porti, se la gioca allegramente credendo che qualunque compare di merende e godimento cadrà irrimediabilmente, sicuramente, definitivamente nella sua malia.
Chi vaneggia di più, Giulì? Ah ah ah, forse ci dobbiamo bere qualcosa di forte per reggere questo quadretto allucinato. Stappo la bottiglia di vino bianco che hai in fresco, intanto pensa a cosa devi rispondermi: è più sopportabile la classica smorfiosa o l’oca giuliva?
Cin cin!
Alla sindrome di “ce l’ho solo io”, la vagina dei desideri!
CONTINUA 

domenica 28 novembre 2010

Libidine maschile e femminile

Bubi mi hai davvero convinta…E se Pedro e la sua tastiera vivente vogliono raccontare la tua storia dovranno mantenere il mistero che sta nei nostri puntini di sospensione!

Infatti. D’altra parte loro avendo in mano il bandolo della matassa sanno sicuramente che rispettare certi segreti, celare certe sfumature e lasciare incerto l’approdo è essenziale alla narrazione della realtà, capisci?

Si, capisco Bubi. In effetti lo scopo stesso del racconto, tra Bubi uomo e Bubi protagonista letterario, sta nella raffica di stimoli e indizi regalati al lettori affinché possano aprire certe finestre…

E’ un po’ quello che può accadere con le nostre stravaganti circumnavigazioni intorno alla libidine, Giulì: meditazione e immaginazione si incontrano, si scontrano, si abbracciano, si confondono, no?

In fondo, Bubi, è la verità stessa a non esistere se non nella percezione che vogliamo o possiamo averne!

Giulì questa grappa è buonissima ma è una bomba.

Ideale per scatenare le peggiori-migliori conversazioni sulla trama della libidine. L’eccitazione e il piacere sono un po’ come una sbronza, no?

Eh eh, ride Bubi, di questo passo finalmente arriveremo alle prove pratiche!

Bubi, maiale, sai che non ti concederò mai le mie grazie, non sei il mio tipo…dice Giulì con piglio birichino. Sii sincero qualche volta hai davvero pensato che tra noi potesse esserci una scopicizia?

Uffa Giulì, mi piaci tantissimo, non mi tirerei mai indietro ma non forzerei mai la mano. Insomma tu sei una donna desiderabile anche dal punto di vista sessuale, accidenti, non posso negarlo…Ma per me sei una sorta di anima intoccabile. Contenta?

Contentissima, splendida risposta amico mio! Bene…Vuoi sapere una cosa?

Dimmi, Giulì!

Trovo molto inebriante la nostra condizione di amici speciali…Mi fa godere!

Bellissimo Giulì, hai racchiuso in pochissime parole quello che provo anch’io…

Vedi, il piacere è un territorio vastissimo, complesso, zeppo di colori!

Infinito, direi. Infatti capisco benissimo la tua curiosità sulla trama della libidine. Tutte le possibilità, le leve, i risvolti, le sensazioni che possiamo conoscere attraverso i sensi e l’estasi sono fulmini, febbre, stupore, esaltazione…

Quello che tra noi non si compie è spazio fecondo per tenere saldi sogni e immaginazione, Bubi.

Verissimo, Giulì. A me piace da impazzire la nostra intimità non consumata nel sesso. Chissà se provano in molti questo privilegio fantastico!

Temo di no, Bubi. Dai brindiamo e torniamo a bomba nella trama della libidine…

Brindisi dopo brindisi, hic, andrò a casa storto Giulì. Comunque hai ragione, l’argomento fortunatamente può anche giovarsi di una lucidità che traballa eh eh.

Allora…

Allora…la fregola è un fatto naturale ma governato da una serie di strutture mentali, ambientali, culturali, caratteriali…e di geografia degli stati esistenziali, ecco. Si intreccia con schemi consunti di procedure e rapporti causa-effetto oppure con bizzarrie emotive e cerebrali. C’è un’alchimia degli incontri che mette in moto processi più o meno originali, più o meno complicati, più o meno entusiasmanti, più o meno deformanti.

E c’è quel chiodo fisso degli andazzi sociali, delle aspettative, delle costruzioni razionali opportunistiche.

Si, c’è quel chiodo fisso. E c’è pure qualcosa di più deleterio, Giulì.

Ah certo, le paranoie personali. Le solite montature mentali della presunzione, del controllo, dell’immaturità sentimentale.

Uhm, si. Anche se metterei l’immaturità sentimentale come categoria a parte di sovrastruttura intralciante.

Quella maschile è una libidine più impulsiva e serena?

In linea di massima si ma è arduo conservarne lo stampo, nelle combinazioni sessuali questi tratti vanno in tilt. Nel momento stesso in cui annusano la femmina devono limare, deviare, plasmare l’istinto…altrimenti l’incastro non riesce, logicamente!

D’altra parte la libidine femminile conquista anche perché è contorta, Bubi. Uffa, è come la storia dei sorrisi che si ripete fino alla nausea.

Già!

Ma tu, marpione, fingi benissimo di pendere da labbra sorridenti, Bubi! Alimenti in abbondanza l’ego straripante di certe tue amichette, no?!

Giulì, le assecondo, tutto qui. Tanto non faccio loro del male, credimi…

Ci credo, adesso, Bubi. Una volta no, tremavo all’idea che potessero finire sepolte dalle tue adulazioni poi tradite. Ma ho capito che fai benissimo, sono incrollabili, molto più corazzate di te.

Al loro confronto sono un agnellino solo e spaurito, Giulì.

Lo so, lo so. Tu, nonostante tutte le apparenze contrarie, conosci e pratiche un rispetto eccezionale. Sei un uomo di grande spiritualità, Bubi, un vero spreco di illuminazione per tante donzelle che ti ronzano intorno!

Però, Giulì, tu che sai cosa vorrei, non dovresti mai dimenticare che è meglio così…Per me restano carburante per tirare avanti alla giornata. Qualsiasi cosa credano a me poco cambia…

Eh si, nessuna è migliore di te.

Dai, Giulì, sai che questa espressione non mi và, accidenti.

Non ti và ma è quella che riassume egregiamente la verità, caro amico mio! Valgono così poco…che dovresti davvero piantarla di martoriarti di educazione, umanità, modestia. Bastaaaa! Soprattutto con quelle che credono di fingere meglio delle altre di aprirti il loro cuore invece delle loro gambe dovresti usare la bacchetta, Bubi. Anzi, no. Dovresti archiviarle dopo l’uso eh eh!

Ecco, ti sei corretta, brava. Perché in effetti non le archivio ma le bacchetto, eccome se le bacchetto. A modo mio, ovviamente…

Si, Bubi. Ma le tue bacchettate le fanno andare in calore ancora di più.

Si ostinano a persuadermi, a capirmi, ad adescarmi, ah ah ah. Bubi ride.

E fanno quelle che ti ammirano e ti stimano…a prescindere!

Fragorosa risata di entrambi.

Credo di essere molto invidiata, riesce a dire Giulì piangendo dalle risate…

Vero, vero, verissimo, si sbellica Bubi.

Facebook, facebook, dai butta un amo su facebook. Le fan dell’ombelico non hanno ancora compreso che facebook è la tua spiaggia di riserva obbligata, puoi pascolare ancora parecchio!!!

Ehi Giulì, tutto questo ci sta portando a svelare troppo, acqua in bocca con Pedro e la sua tastiera vivente mi raccomando…

Bubi adesso siamo a un passo da certi punti scottanti e dall’essenza autentica del Bubi reale, se devo dare il mio contributo al Bubi letterario lo farò solo stando sul filo di qualche altro gustoso flirt, promesso. Per questo voglio scherzarci su, anche sulla trama della libidine. Il disegno sublime del tuo spirito merita di rimanere nello scrigno. Dovrai solo farmi una promessa…solenne.

Promessa solenne?

CONTINUA

lunedì 1 novembre 2010

Eros, pathos, delirio...e una rotta sostenibile

I ricci rossi più scompigliati che mai incorniciano il viso più sbarazzino e furbo del reame: quello di Giulì! Apre la porta a Bubi, gli butta le braccia al collo e poi puntandogli l’indice a un millimetro dal naso lo accoglie con una minaccia scandita da una risata argentina: benvenuto, adesso potrai accomodarti anche tu sulle spine, mio caro!

Posso o devo?, chiede Bubi con un sorriso da bambino che cerca clemenza…

Bubi, amico mio, è un obbligo morale, eh eh ti piace questa soluzione salomonica?

Giulì, sapevo che con te non avrei avuto scampo. Ma, ti prego, usa tutta la tua bontà.

Le danze iniziano più o meno così. Quando i due prendono posto sul divano per un aperitivo prima della lauta cena preparata da Giulì il clima è già quello di una pista da ballo.

Sono in ferie, Bubi e Giulì. Non ci sono le scuse della vigilia del lunedì! Sarà una notte lunga, forse una notte a puntate. L’assedio di Giulì è più di un trastullo, l’avrete capito. La Giulì amica di Bubi ha anche un ruolo letterario, è il navigatore offerto in dotazione a chi ha deciso di intraprendere questo viaggio su Bubi. Pedro è stato generoso, ha messo a vostra disposizione il migliore degli ausili.

Ci vogliono pazienza e ironia, ricordate?

Ma adesso ci vuole anche quella che Giulì chiama ipotesi di rotta sostenibile.

Non è una meta, intendiamoci, solo un orizzonte. Bubi oppone resistenza perché teme i vicoli ciechi, non vuole arrivare, depositare il bagaglio, appendere al chiodo il vagabondaggio. L’antidoto è nel veleno…

Giulì deve rassicurarlo, convincerlo che non ci saranno approdi ma solo ammiccanti fari per la fantasia dei lettori.

Già, la psicologia di Bubi…

Meno labile di quanto si possa credere, meno coriacea di quanto talvolta possa apparire. Una coscienza raffinata qualche volta si mostra frivola. Perché la leggerezza è uno scudo per difendersi. Ma anche una distanza che si prende dagli altri per mettere a tacere quel tarlo continuo delle percezioni fastidiose e dolorose.

Và da sé che non è da tutti cogliere questo genere di tortuosità esistenziali ma è un passaggio essenziale per intrufolarsi nella sfera interiore di Bubi.

Altrettanto importante è sciogliere il nodo delle sofferenze sentimentali. Forse scappa come un impulso incontenibile pensare a un Bubi dilaniato e segnato da chissà quali delusioni amorose, insomma un Bubi che seppellisce un passato di ferite con una vita di allegre compagnie per scorribande erotiche a muscolo cardiaco disinnescato. Vero e falso, ecco. Bubi è ferito, impossibile negarlo. Ma la piaga più grande non è lo sconforto per ciò che è stato o non è stato ma l’acuto presagio di una felicità impossibile…

Iniziate a mettere insieme i pezzi?

A Bubi non importa e non serve rifilare la colpa a qualcuno o a qualcosa.

Quello che avverte và oltre ogni responsabilità. E’ quel miscuglio sibillino tra destino, vocazione, scelta. Come se tutti gli elementi in natura, tempo e circostanze si fossero composti e confusi in un inestricabile piano di vita!

Per questo, signori, vi abbiamo fatti accomodare sulle spine, Pedro e io. Le combinazioni sono un po’ magiche, un po’ astruse, un po’ malinconiche, un po’ irritanti, un po’ gioiose. Come si conviene a una fatalità che si incontra con le affinità e stringe alleanze con le opportunità…Come accade quando tra vizio e virtù si infila lo zampino del caso, dell’intelligenza, della passione.

Umori tremuli e tremori umorali, anche!

Allora Bubi cosa mi racconti di nuovo? Sei uscito con Anna ieri sera?

Ecco, Anna dovrebbe essere la novità…però non c’è molto da raccontare, Giulì. Eh eh pensa di tenermi con il fiato sospeso. Non ha concesso del tutto le sue grazie e crede così di vedermi sbavare, di farsi rincorrere.

Uhm, fa la preziosa?

Ma si, più o meno. Ce la vedi una maialina che fa la preziosa? Se riesci ad immaginarla hai conosciuto Anna!

Capisco, non è originale…Hai notizie di Lucy invece? Sai, ci pensavo in questi giorni…almeno lei è un po’ meno banale delle altre, non credi?

In verità lo credevo. Alla lunga ha stufato anche lei, Giulì, dai, sembra nutrirsi delle sue orge mentali!

Giulì ride: non posso darti torto, Bubi. Insomma non ci sono bellissime stelle nel tuo cielo eh!?

Tu mi rimproveri di giocare troppo con messaggi, fughe e avanzamenti, boutade…Ma almeno prolungo il piacere, godo di qualche risata, fisso un attimo di fuoco, colgo l’ebbrezza di una parola, creo tensioni emotive. Altrimenti sarebbe tutto piatto Giulì!!!

Lo so, lo so Bubi. Tolto il diletto sessuale non ti rimarrebbe molto se tu non lavorassi alacremente con la magia degli sms, degli appuntamenti, delle possibilità, degli adescamenti…

Infatti.

Certo questa Anna deve essere particolarmente sciocca, dopo l’abbordaggio ha deciso di fare la santarellina! Che noia, Bubi.

Non dirlo a me, ieri sera non vedevo l’ora di lasciarla!

Mangiamoci su, Bubi.

Ben detto, dalla tua cucina arrivano profumi irresistibili Giulì, considera che non ho neanche pranzato, ho una fame!!!

E poi Bubi…con il cibo entriamo meglio nei meandri dell’eros, del pathos, delle nostre elucubrazioni filosofiche!

Accidenti, mi hai proprio incastrato Giulì. Vediamo di bere parecchio allora…

CONTINUA

domenica 24 ottobre 2010

Vagina in fremente attesa

Non si può dire che non si fosse presentato ad Anna smagliante. Bubi si era riappacificato con le paturnie prima di tuffarsi nella serata, in queste virate è maestro. Non potrebbe essere diversamente…Vive così, Bubi. Di conciliazioni tra il suo spirito profondamente pregiato e l’estemporaneo godimento di superficialità seducenti. Sopravvivenza, l’ha definita una volta.

La verità è che le donne stanno a Bubi come l’ossigeno per i polmoni. Ma anche che per Bubi l’unica stella che brilla nel cielo opaco della miseria intellettuale che l’umano cosmo offre è quel guizzo di rapimento della foga passionale.

Torniamo alla relatività. Nell’assenza di valori autenticamente assoluti Bubi sceglie la relatività sopra tutto e tutti, almeno è onesta insomma.

Arrivano a lui la cagnetta in calore, la ragazzina in smania precoce, la signora tutta lustrini e frivolezze, la donna di casa annoiata e scalpitante, la femmina agguerrita e spregiudicata. Donne infedeli, donne squallide. Commedianti. Madri degeneri.

Questa è la natura. O almeno una fetta enorme di natura.

I riferimenti sublimi, come Fiorella e Giulì, vivono una dimensione molto defilata, da single più o meno rassegnate, da persone in piena e dolorosa consapevolezza del limite dell’esistenza e della nobiltà dell’umana essenza.

Ecco, Bubi nutre l’anima con tanti piccoli e grandi istanti di cultura, sintonia psicologia, somma filosofia. La lettura dei classici, l’arte, le armonie di pensiero e pelle con Giulì e Fiorella, i rapidi intrecci di opinioni e massime con Pedro. Qualche volta un’ottima seduta enogastronomica, un’escursione in piena natura o nei meandri della storia. E quel sottile, speciale spazio di introspezione a briglie sciolte.

Per il resto, nei lunghi giorni che compongono i mesi e gli anni della sua vita, c’è quel raggio di sole dei magnetismi sessuali. Non è il caso di scomodare Freud. Per Bubi l’eros e la sessualità sono istanti di bestiale magia. Con tutto il corollario di riti e sorprese, di approcci, litigi, messaggi e la parabola delle salite e delle discese, ogni confluenza di corpi, desideri, euforie è una parentesi ludica, suggestiva, intrigante.

La scappatoia alla ferocia della verità… L’unica soluzione umana valida in termini davvero vibranti e intensi contro la realtà degli uomini e delle donne. Perché a Bubi non piace la realtà degli uomini e delle donne, diciamolo…

Pedro si sollazza a distinguere le visuali di Bubi in posizioni orizzontali e verticali. Brutale ma perfetta la sintesi dei piani di osservazione e respiro!

Tornando ad Anna e a quelle che, per essere chiari, spandono borie e civetterie come se potessero così manovrare il mondo maschile, a Bubi fanno quasi il solletico. Ma non le molla, mai. Anzi. Quando è in vena di safari prende a lavorarle ai fianchi divertendosi molto, moltissimo. Lo farà anche con lei ma, per ora, la lascia a mollo nella sua brodaglia di etichette, capricci, pose, ossessioni.

Domenica, tranquilla domenica.

Bubi ha in testa solo il tragitto di analisi che intraprenderà con Giulì. Forse dovranno mettere qualche punto…

Pedro ha scelto Giulì per la carrozza di spine e attende da superlativo birbone che il diario di bordo sappia svelare vizi e virtù di un assurdo quanto favoloso universo di glorie e sciocchezze.

Serve davvero incontrare anche Marzia, Luisa, Liz, Alexia, Cinzia, Jessica?

Quali altri scenari regalerebbero alla storia Pamela, Eleonora, Annie?

Su questo si confronteranno Giulì e Bubi. Ma anche su quella martellante insistenza di capitoli a ripetizione come Monica, Lella, Lucy…

Perché proprio quella domenica, tranquilla domenica registra una quantità di sms sbalorditivi quanto paradossali.

Monica deve avere proprio la vagina in fremente attesa: Bubi, non raffreddarmi, il sesso è un piatto da mangiare caldo. Sei libero?

CONTINUA

domenica 1 agosto 2010

Notte con la ninfomane

Bubi memorizza l’invito ma non risponde. Propone a Monica di raggiungerlo a casa sua per le 22 e alle 18 sprofonda nel sonno. Quando suona la sveglia, si alza e lentamente sistema sommariamente camera da letto e salotto, fa una doccia, si sbarba e divora quel che trova in frigorifero. Sono già passate le 21.30 quando accende lo stereo, si infila pantaloni e camicia bianchi, si siede sul divano con un libro.

Per documentare quello che accade dopo le 22 ci vorrebbe innanzi tutto una riproduzione audio. Poi non guasterebbe, ovviamente, una galleria fotografica o un video. La ninfomane Monica arriva puntualissima: seducente, provocante, evidentemente ansiosa di performance sessuali getta un’occhiata molto rapida alla casa, saluta Bubi con voce vellutata a invitante, non mostra alcun bisogno di convenevoli e preliminari di incoraggiamento. E’ sicura, intraprendente, spregiudicata…

L’audio consegnerebbe il linguaggio spinto, i versi di incitamento, le urla di piacere. Le foto guadagnerebbero un vero book da star: Monica mostra un corpo sodo, agile e bollente, movenze erotiche da pornodiva consumata e un’espressione del viso perennemente eloquente in termini di attesa e godimento…

Bubi è gradevolmente colpito dalla bellezza di Monica, non gli dispiace affatto la sua bravura a letto e la sua disponibilità fisica molto generosa ed eccitante. Ma non è il tipo da farsi travolgere da quello scenario hard. E’ esperto, avvezzo a tutto, capace di non perdere il controllo. Ed è proprio questo a decretare il suo successo. Monica aveva azzeccato! L’intuito le aveva fatto ribollire il sangue e gli ormoni per Bubi…Era ora, finalmente un compagno di merende con il quale volare alto! Non ne posso più di uomini molli, di eiaculazioni precoci, di blocchi dell’erezione…

Monica, davvero stai in mezzo a maschi in difficoltà? Non ci posso credere, i miei colleghi uomini sono così in crisi?!

Bubi sono stressati dal lavoro e dalla borsa, hanno paura della mia sessualità prorompente, si fanno prendere dai sensi di colpa verso la moglie e roba del genere…Alcuni poi senza cocaina sono proprie larve, Bubi! A parole mi offrono notti di fuoco ma il più delle volte raccolgo solo mucchietti di cenere, puah che schifo. Io voglio sesso duro Bubi.

Lieto di servirti, Monica!

Lieta anch’io di assaporare questo trionfo dei sensi, Bubi.

Se non sono indiscreto perché frequenti tipi così poco prestanti?

Quello è il mio ambiente, Bubi. Non voglio uscirne, sia chiaro. Adoro il potere, io. E il lusso. E la trasgressione. E tutta quella libertà di fare, essere, comprare, pretendere…Se devo sopportare qualche impotente, qualche omosessuale travestito da etero, qualche noioso castrato pazienza. Vorrà dire che sfogherò la mia passione con te, se vorrai…

E’ una brutta malattia, Monica. Comunque è affar tuo, quanto alle parentesi di lussuria con me mi dichiaro pronto, il mio letto ti accoglierà più che volentieri!

Sai immaginavo che nei tuoi giri ci fossero più viziosi e sessuomani che repressi…mi sorprendeva che tu mi cercassi.

Oh ci sono anche quelli. Ma vedi Bubi anche quelli pervertiti non sono sempre il massimo del gusto! Spesso sono vecchi, brutti o impasticcati, Bubi…E qualche volta sono insopportabili caproni grezzi!

Penso di capire, ride Bubi.

Dai Bubi, non perdiamo tempo…Meno male che il tuo tesoro funziona, caro Bubi. Io devo fare una scorpacciata di sesso con te.

Oltre la fantasia, si, la notte tra Monica e Bubi è andata oltre la fantasia.

Giacciono uno accanto all’altra quando Monica guardando Bubi stremato esclama: grande, sei stato grande! Alla prossima, ora scappo a casa, ho appuntamento con il mio fidanzato alle 9.

Monica, sono le 4, a occhio e croce non riuscirai a chiudere occhio che per qualche ora, accidenti!

Sono abituata caro, stai tranquillo recupero in fretta…

CONTINUA

domenica 18 luglio 2010

Godere è un po' gioire

Hai quasi sempre ragione, Giulì.

Quasi?! Si finge stizzita, Giulì. Poi sorride con la dolcezza dell’affetto per Bubi. Bubi, dovresti parlare a Lucy con la tua disarmante filosofia dell’inevitabilità sulle labbra…

Ho pensato di farlo, Giulì. Ma la vedo così ingarbugliata ancora. Così tesa, così triste. Giulì a volte mi sembra che Lucy voglia farsi travolgere dalla vita per perdere la partita e sprofondare. Capisci?

Se è così Bubi non puoi evitarlo, credimi. Ma, te lo ripeto, ti corre l’obbligo morale di provare a trasmetterle una rassegnazione superiore come la tua!

Superiore…Mi fa sempre ridere questa tua definizione. Mi riconosce una nobile elevazione di pensiero, qualcosa che rasenta il sublime mistero della leggerezza dell’essere.

Bubi non ti è dato di leggere il segreto del cosmo, di vivere nella virtù della conoscenza, di guardare con gli occhi della verità naturale. Ti sei allontanato dalla frenesia d’amore per rifugiarti nel mondo dei sensi. Un caleidoscopio: figure e colori che inseguono, formano, rompono un disegno. La vita è impietosa con te o tu lo sei con la vita ma sei lì a galla sulla tua zattera.

Credi a tutto e a nulla e questo distacco lieve e pacato è la tua forza. Magari è solo sopravvivenza. O è un’esistenza parallela a quella comune. Ma questa dimensione ti rende possibile sfiorare tutti gli aliti di desiderio, di piacere, di euforia, di tenerezza. Senza aspettative, senza frontiere, senza tragitto il dolore è meno devastante. Per Lucy godere è un po’ soffrire no? Ecco, per te godere è un po’ gioire…

Consegnale la chiave della serena accettazione della relatività, Bubi! Deve capire chi sei, è urgente ed essenziale per entrambi.

Io navigo a vista, è proprio così Giulì. Come posso insegnarlo a Lucy?

Bubi, devi solo spiegarle che lei può palpare nella tua passione la sua stessa disperazione ma che nella tua disperazione non può annegare o salvarsi. Tu sei la terza via, insomma. Hai scelto di giocartela a dadi, ogni giorno. Di non dominarla e di non farti dominare. Non vuoi combattere e non vuoi colmare il vuoto. Lasci che sia…

Pensi davvero che capirebbe?

Secondo me può capire, Bubi. Ma quello che conta è che tu lo faccia, se non capirà pazienza Bubi…

Restano in silenzio, Bubi e Giulì. Un silenzio che sembra durare troppo. Come se fosse una sospensione pesante, imbarazzata, malinconica. Invece è una pausa di elaborazione necessaria, uno spazio di assimilazione propizio. A spezzarlo è Bubi, effettivamente ricaricato e rasserenato, con una risata allegra: Giulì mi auguro che non perda appeal il sesso dopo l’impatto di Giulì con questa realtà…!

Stupido, rende bene a letto l’anima tormentata di Lucy eh?!

Rende molto bene, Giulì. Tutta quella adrenalina, tutta quella angoscia, tutta quella confusione sono energie che scatena nel brivido di amplessi vorticosi. Brucia, Lucy. Di smania e di godimento.

Bubi…dovremmo riprendere le nostre statistiche, ricordi? Quelle tendenzialmente passive e quelle attive, le castigate e quelle istintivamente oscene, le scafate e le imbranate, le represse e le svergognate….

Dimmi come fai sesso e ti dirò chi sei! Si, dobbiamo proprio ricominciare.

E poi Bubi dovrai finalmente raccontarmi di quella volta dell’assalto delle allupate!

Quasi quasi Bubi arrossisce un po’: dai, ho chiuso con il sesso di gruppo, non tirare in ballo quelle vecchie storie Giulì….

Bubi anche la tua carriera di gigolò è chiusa però…

Però se trovassi una che vuole ricoprirmi d’oro ci ripenso e riapro bottega all’istante, ride Bubi.

CONTINUA

giovedì 1 luglio 2010

Godere è un po' soffrire

Il pranzo con i colleghi è copiosamente bagnato da birra bionda Moretti alla spina, ideale per rinfrescare un po’ i pensieri bollenti di Bubi. Poi c’è la riunione ed è meglio non arrivarci mesti e rassegnati, un po’ di brio non guasta in quella compagnia già piuttosto grigia.

In effetti fila via liscia, oltre ogni più rosea previsione. E’ più snella e rapida del solito così Bubi riesce ad ultimare le incombenze della giornata in tempo record. Si avvicina l’ora dell’uscita quando Bubi torna a concentrarsi sulle sue faccende private: Fransy non ha risposto all’invito, magari è un altro dei suoi tiri mancini e questo, non chiedetemi perché, stuzzica molto Bubi…

Le bastonate ricevute da Fransy, nonostante il fastidio contingente, hanno sempre divertito Bubi. Insomma Bubi nutre parecchia stima e affetto per Fransy, la considera una tipa fuori da ogni schema e questo l’ha sempre indotto a soccombere con un certo piacere. Meglio perdere brutalmente con i forti che essere sconfitti dolcemente dai mediocri, forse.

Che poi, sia chiaro, è solo un modo per spiegare la sua considerazione di Fransy. Perché in realtà Bubi non ha mai perso o vinto e neanche Fransy. Tra loro la partita è sempre stata aperta, ecco.

La chiama capolavoro, lui. Fisico eccellente e personalità spumeggiante. Un’ottima amante, per di più. E tutta quella fantasia, anche la più discola, ha sempre tenuta testa a Bubi con eccezionale vigore.

Archiviata dopo i primi contatti la possibilità di trovare in Bubi un compagno Fransy ha vestito un po’ i panni della castigatrice ma, credetemi, senza livore. Anzi, con la vaporosa simpatia di una giovane sbarazzina. E questo, sono certa che ora lo intendete perfettamente, è stato un tonico per Bubi!

Comunque decide di soprassedere, presume che tornerà alla carica lei.

L’istinto, come gli suggerisce questo così lo invoglia a rispondere a Lucy.

L’enigma Lucy…

Le scrive un messaggio appena fuori dall’ufficio: Rinunciamo? Intanto prova ad accettare l’invito per un aperitivo seguito da una buonissima pizza in quel posticino che conosci tu…

Una grande performance di equilibrismo, quella di Bubi.

Però dopo l’invio un brivido freddo gli corre lungo la schiena. Accidenti, ha quasi timore ad incontrare l’enigma Lucy. E’ attratto da quella che adesso gli viene da definire oscena follia e nello stesso tempo ne ha paura. Lucy sconvolta, Lucy delirante, Lucy fragile, Lucy aggressiva…Un vulcano e uno stagno, Lucy. A volte ha pensato di poterla rompere e altre di poter essere travolto.

Pochi minuti e Lucy risponde: Bubi sono oscenamente decisa a prendere al volo l’invito.

Oscenamente decisa…Bubi non raccoglie l’evidente ammiccamento e comunica sinteticamente: allora alle 20 al nostro bar.

Se la conosce almeno un po’ quella che ha in mente Lucy è una serata hard, pensa Bubi. E hard per Lucy è una fanatica mescolanza di sesso, lirismo, tensione emotiva. Dal riso sfrenato alle lacrime, dalle carezze agli artigli più o meno. Godere è un po’ soffrire, per Lucy.

CONTINUA