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mercoledì 14 novembre 2012

Libidinosa Marie


Ricordi Marie, libidinosa Marie?
E come potrei dimenticarla, Giulì? La morbida, dolce, lussuriosa Marie!!! Ho sue notizie, è tornata in Francia, convive innamorata con Jean Paul e…aspetta un bimbo.
Che felicità, Bubi!
Si, da quel che leggo su facebook è proprio felice.
Bellissima Marie…fascinosa, simpatica, generosa.
Era così anche a letto, Giulì. Solare, seducente, burrosa e tenera. Una grazia soave.Pelle vellutata, corpo fluido, movenze sensuali, sguardo di miele. Così eccitante…
Una delle tue donne “migliori”, Bubi!
Sicuramente, Giulì. Con Marie era piacere puro e totale. Lei era schietta, disinibita, affettuosa, vivace, curiosa, deliziosa. Era femmina e amico.
Amico???? Ah già dicevi sempre che avevate un rapporto cameratesco!
Eppure di sesso ne abbiamo fatto davvero tanto! Ma fuori dal letto era come un amico: limpida, semplice, diretta. Sempre scherzosa, tranquilla, disponibile. Uno spettacolo di donna, Marie!
Ma non te ne sei innamorato!
No, fin dal principio abbiamo intuito che non c’era quel tipo di sentimento, noi eravamo splendidi amanti e splendidi amici. In scioltezza, con serenità. Potevamo passare una sera al bar davanti a una birra o una notte di passione bruciante. E tutto era armonioso.
Lei con il sesso aveva un atteggiamento molto aperto, vero?
Mooooolto aperto, Giulì. Per lei il piacere era uno spazio da vivere, con tutta l’intensità possibile. Si abbandonava al godimento, ecco. E con lei mi abbandonavo completamente anch’io…Mai una tensione, una pressione, una nota stonata. C’erano grande attrazione e grande carnalità. Amplessi densi, profondi, ricchi.
Sono Marie, libidinosa. Questa presentazione fu uno spasso!
Ah ah si…Marie impudica, calda e infoiata, con le curve sinuose e lo spirito godereccio restava una dama leggiadra e sublime!
Godo, godo, godo…
Esattamente! Davanti ai bignè trillava: godo, godo, godo. E quando mi sussurrava “voglio fare amore” con quell’accento francese sembrava in preda a estasi da crema pasticcera! Che personaggio, Marie. Bella dentro e fuori. Quando ci siamo visti l’ultima volta, dopo tanto sesso, mi ha detto: mon cheri vivi sempre bene!
Quasi una favola, Bubi…
CONTINUA 

mercoledì 24 ottobre 2012

La foga porno di Mia


A Mia il messaggio di Bubi è arrivato come uno schiaffo. Lei che adora tenerlo sulla corda, farlo sbavare di desiderio e irretirlo con le sue spudoratezze cultural-chic si è sentita rispondere che lui sarebbe andato a spassarsela in qualche altra alcova. Freme e si infuria, Mia. Tanto da dimenticare la letteratura e sparare un sms da porca navigata: “povero Bubi, mi spiace farti mortificare la tua carne in qualche squallido letto. Qui, solo qui, trovi la vera alcova del piacere. D’accordo, morirò di godimento nello schizzo del tuo sperma”.
Caspita, ha chinato il capo la mia Mia, Giulì! E’ caldissima…
Più che chinare il capo ha spalancato le cosce, Bubi. Ecco l’erotomane intellettuale che sbrodola appetito sessuale!
Giulì a questo punto possiamo rimandare a domani le nostre peregrinazioni tra donne affette dalla sindrome “ce l’ho solo io”, non vorrai che dia davvero buca a Mia?!
Per carità, vai pure a compiere la tua missione di uomo del sesso Bubi. Mia mi fa accapponare la pelle ma è materiale che Pedro non vuole perdere quindi devo raccogliere ogni dettaglio. Domani mi racconterai tutto.
Certo, Giulì.
“Mia attizzi i più licenziosi pensieri…Tra dieci minuti sono da te”.
Mia aspetta Bubi impaziente, con una voglia indecente, con un’urgenza incalzante. E’ scatenata e fantastica di scene erotiche decisamente hard. Quella sera vuole succhiarlo, stupirlo, consumarlo, farlo sciogliere dentro di se fino allo sfinimento. Vuole sentirlo gridare. Si, gridare. Di voluttà, di estasi, di sconcezza. Soprattutto di sconcezza. Pensa che Bubi abbia sempre esplorato e penetrato il suo corpo con una goduria troppo contegnosa. E invece questa sera vuole che lui perda il controllo, che la possegga quasi con violenza.
Altro che eros intellettuale!
Bubi sa che Mia è un’abile amante ma di certo non è preparato a un approccio così “pornografico”.
Si profila una serata piuttosto interessante.
CONTINUA

venerdì 28 settembre 2012

Un seno che sfida la forza di gravità


E’ ancora qui, Bubi.
Scusandosi per la lunga assenza dal web, assicura che ha ancora molto da vivere e narrare. Perché Bubi, tra realtà e racconto, è ovunque e comunque l’amante a lunga durata.
Forse c’è un po’ di Bubi in tutti gli uomini del mondo?
Comunque sia, ritorniamo al nostro appuntamento con le erotiche gesta del nostro Bubi e delle sue volontarie e orgogliose ancelle. E, sia detto per i fedelissimi lettori e per gli occasionali visitatori, c’è sempre posto per la più fervida immaginazione. Appostatevi quindi comodamente nel pied à terre virtuale di Bubi e sbirciate con euforica ironia o con scabrosa curiosità.
Leggiucchiate le puntate precedenti, riprendete il bandolo della matassa, riportate velocemente alla mente Pedro e Giulì…E, naturalmente, il rebus.
Perché questa, lo sapete, è la storia dei sensi.
E il sesso, tra le pagine roventi della verità, conduce là dove tutto si tocca e ci tocca. Non c’è posto per limiti, resistenze, filtri.
Giulì, in delicato equilibrio tra le sue indagini, la convulsa vita carnale di Bubi e l’ineffabile Pedro per il quale è tenuta a stilare con dovizia di dettagli ma con estrema immediatezza il resoconto del delirio emotivo di Bubi e delle sue donne, strappa attimi, fissa immagini, inchioda evidenze, dissotterra segreta, pungola esplosioni a catena.
D’altra parte per Bubi Giulì è un porto franco, una spalla, uno specchio, uno scrigno…
Ci sono ancora tutte, la ninfomane, la crocerossina, la manager e le altre. C’è pure Lucy, l’enigma. Tutte, ovviamente, in successione non cronologica, sovrapposte o alternate. E ci sono anche le loro proiezioni, le loro antagoniste, donne assolutamente differenti. Insomma l’universo femminile quasi al completo, per Bubi.
Adesso mi corre l’obbligo di presentarvi Cristina, di professione stilista di abiti maschili. Donna volitiva ma di parvenze molto armoniche. Fisico praticamente da urlo, scolpito centimetro su centimetro, parlantina esuberante, taglio di capelli corto e asimmetrico su un rosso acceso. Seno altezzoso, scherza Bubi.
E’ altezzoso perché sfida la forza di gravità?, chiede Giulì.
Di più!, spiega Bubi. E’ un seno sodo e pieno con i capezzoli rivolti al cielo…
CONTINUA

sabato 30 ottobre 2010

Quando non basta neanche la sensualità poetica

Francy è proprio sorprendente: Bubi devo ammettere che…ho voglia di te.

Francy? Francy che si arrende così a Bubi, Francy che rinuncia al pungolo pungente, Francy che lancia un amo romantico e sereno. E’ un bluff?

Bubi scarta l’idea di risponderle, di indagare, di giocare. Non risponde neanche a Monica, la ninfomane sempre più incalzante.

Semplicemente non ne ha voglia. Come non ha voglia di addentrarsi in uno dei travagliati rebus di Lucy: forse sono sbagliata, forse sono stupida…o pago per aver puntato l’indice contro l’aberrazione?

Fanno la loro comparsa via sms anche donne del passato, una domenica uggiosa che spinge tutte a cercare Bubi? Pure una stuzzicante ammiratrice anonima che si firma “bellissima” arriva a Bubi con un exploit di sensualità poetica: finalmente sono riuscita ad avere il tuo numero, uomo dei miei sogni, ti scaldi e ti ecciti…il cuore…il mio pensiero denso di passione.

Caspita!

Il messaggio della sconosciuta per Bubi è l’unico degno di un attimo di eccitazione. Ma dura solo un attimo, appunto. Non è giornata, ecco.

Chi sono davvero tutte quelle cagnette in calore? Non è molto elegante come pensiero ma è proprio quello che passa in un lampo nella testa di Bubi. Magari approfittano del sonnellino di mariti e figli davanti alla tv per scrivere a Bubi di domenica, magari sono semplicemente sole e irritate nel giorno di festa perché l’amante fa regolare presenza nella casa di famiglia, oppure sentono la noia del giorno nel quale mancano il lavoro e le corse da gonnelle in carriera. Qualcuna più che single sfigata, come si ritiene, è zitella causa fuga di tutti i potenziali compagni!

Il quadretto è desolante insomma, per Bubi è una di quelle atroci consapevolezze della lucidità che lo gettano nello sconforto. Lo squallore affoga nel campari shakerato, quando tutto si tinge un po’, si rallegra un po’, si confonde un po’…Ma lì, davanti alla crudezza della coscienza limpida, diventa una lama che si conficca nella carne.

Non è un tripudio dei sensi ma una gazzarra fastidiosa per intenderci. Tutte quelle avance sono avvilenti e stonate. Questioni di tempo, contesto, condizioni…Bubi in queste circostanze si sente una sorta di ultimo stadio, di ancora di salvataggio, di soluzione di riserva, di tappabuchi. O la sintesi estrema della miseria esistenziale perché in definitiva attrarre tutto quel carrozzone di anime disgraziate può significare anche non meritarsi niente di meglio o di più, accidenti…

Su questo riflette Bubi.

Ma non è la sua leggerezza sentimentale ad aver allontanato spiriti nobili, in verità. Bubi, per amor del vero, non ha conosciuto autentiche dame, donne da manuale dei desideri, femmine sublimi. E quel vezzo da galantuomo che lo spinge a non ammetterlo mai del tutto, lo invita sempre a incolparsi e gli suggerisce di credere o far finta di credere che sia solo fatale casualità è una piccola, grande farsa della sua storia di uomo, reale e letterario.

Perfino Pedro non riesce a scucirgli un giudizio tranciante sulle donne. Preferisce sorridere e tacere, Bubi. Tergiversare, talvolta. Indulgere sulla possibilità che la causa primitiva di ogni degenerazione femminile sia la pessima qualità del genere maschile.

Perché Bubi non vuole o non riesce a condannare le donne?

Giulì direbbe che è un po’ strategia, un po’ delicatezza, un po’ insicurezza, un po’ smarrimento. Credo che Giulì non sbagli. Bubi ha una tenace tendenza a sottovalutarsi, quasi a ritenersi indegno di felicità. Bubi ha un’educazione e un garbo che non gli consentono espressioni di biasimo pesante. Bubi ha un fortissimo rispetto per i percorsi psicologici, umani, culturali di tutti. E Bubi sa anche starsene nei panni del cicisbeo accomodante: basta succhiare il nettare e volare via…

Per godere di ciò che è bello e piacevole capita di doversi sorbire pure qualche boccone amaro e comunque saper voltare pagina quando si presentano le parti brutte e spiacevoli. Di questa necessità, quella di godere di emozioni, Bubi ha fatto virtù.

Quando gli piomba addosso la risacca torbida deve tenere duro, Bubi.

Quella giornata deve solo passare, finire.

Per fortuna c’è la serata con Giulì.

Giulì? Mentre lo rincuora la prospettiva è assalito da un moto misto di riso e di vago patema: e se Giulì volesse incastrarlo alla resa dei conti e degli eventi?

CONTINUA

domenica 10 ottobre 2010

Di sesso e pensieri: la terra è l'albergo dei viandanti

Ma è tardi, deve fare una doccia, radersi e vestirsi. E’ la serata di Paoletta. Paoletta un po’ stufa dei panni da amante ma non abbastanza da spogliarsi e cercarsi un abito nuovo. D’altra parte quell’uomo l’ha voluto così, per soldi, potere, ambizione o frivolezza. Non vorrebbe mai stargli accanto mentre invecchia in pantofole e mutande. E non vorrebbe neanche amore da uno spiantato stravagante come Bubi, per intenderci.

Paoletta è la pagina delle donne irrisolte e perennemente scontente o inquiete…E Paoletta è ancora la migliore nella sua categoria, pensa Bubi, ha il dono dell’umorismo e della favella arguta.

Almeno non è prevedibile in ogni gesto e in ogni parola, Paoletta. Bubi ha conosciuto donne squallide nel tormento della loro monotonia…invece con Paoletta ci sono guizzi di pensiero e baldorie cameratesche piuttosto soddisfacenti. Si, una serata con Paoletta è comunque una manciata di ore allegre e saltellanti…si può fare, come dice Bubi.

Paoletta lo accoglie con qualche effetto speciale: come una pantera in vena di accoppiamento furioso. Sesso ad oltranza. Non che Paoletta non si fosse già distinta per charme e savoir faire da erotomane navigata ma la versione così audace e intrigante è un bel colpo d’ala! Tenuta e trucco molto sexy su un corpo e un viso che già allo stato naturale emanano profumo di libidine e Paoletta sembra voler introdurre, più o meno letteralmente!, Bubi nei fatati anfratti delle espressioni femminili più spinte…

Felice di riabbracciarti, Paoletta!

Bubi, sono felice anch’io.

Questo è l’unico preambolo a un corpo a corpo che li impegna con sensi e spasmi per due ore…L’unico preambolo ai versi del desiderio e dell’appagamento.

Lingue e mani lavorano alacremente fino alla penetrazione. E quando insieme esplodono Paoletta divertita narra proprio così le loro gesta: bestia, che sudata Bubi! Ma siamo grandi artisti delle discipline sessuali no?!

Si, si monella, ci scapperebbe la battuta del pennello ma tralasciamo!

Mmmh, adesso possiamo mangiare!

Ho fame anch’io Paoletta, mi hai fatto bruciare le calorie di due giorni di pappa abbondante…

La cena è gustosa, Paoletta è ciarliera e Bubi sta bene in quella cornice calda e scoppiettante. Indaga con leggerezza: Paoletta, tutto bene? Avevo avvertito un po’ di tensione nei tuoi messaggi, monella volevi farmi preoccupare…

No, Bubi, in effetti ogni tanto l’ansia mi stringe proprio la gola, divento intrattabile, scalpito, mi sta tutto stretto. E lui…in estrema sintesi lui sa che trovo in te un momento di salutare distrazione.

Hai capito, sono un farmaco eh! E lui dovrebbe pagarmi e ringraziarmi, ride Bubi.

C’è poco da scherzare, Bubi, forse lo farebbe sai?! A lui basta tenere a bada le mie intemperanze capisci?

Non lo dipingi come un santo e neanche come un galantuomo, Paoletta. E’ orribile quello che dici, siete a questo punto?

Lo siamo sempre stati, Bubi. Sono io che dopo tanto tempo sento un po’ di frustrazione, ecco. Lui…non è un santo. Ma non lo sono neppure io, me l’avevi detto anche tu rammenti?

Certo, glissa Bubi lasciando cadere l’argomento: questa sera sei più tentatrice del solito, Paoletta, stuzzica l’appetito in tutte le forme…

Si trattengono ancora a lungo Paoletta e Bubi, chiacchierando davanti a un film e poi ancora nell’accogliente alcova. Bubi rincasa alle tre del mattino, decisamente spompato ma soddisfatto.

Però…

Qualcosa bussa al cuore e alla testa di Bubi.

Tutte quelle figure, tutti quei corpi, tutte quelle voci, tutti quegli incontri sono sempre e solo gocce. In un oceano che le inghiotte, le confonde, le disperde. In un oceano che ha miliardi di altre gocce.

Gocce di piacere, di inchiostro, di saliva. Gocce di qualcosa che vagamente assomiglia alla speranza. Quella disperata, di affanno o di inquietudine. Scorrono…

Forse la terra è l’albergo dei viandanti. Nessun equilibrio, nessuna meta. Un peregrinare incerto e forsennato tra il tentativo di capire e fermare l’attimo che fugge e la scomposta brama di provare emozioni.

Accidenti, le emozioni. Ancora loro, ancora lì. Come spine nel fianco, sentinelle, fari. Una spruzzata di ottimismo nel cielo cupo. Una fesseria per placare il broncio. Una carezza di pietà sulle piaghe del dolore. Un fuoco d’artificio per strillare di meraviglia.

Bubi si guarda allo specchio e sfodera uno dei suoi sorrisi alzando le spalle. Non c’è altro da fare, bisogna scacciare l’apprensione.

Come fanno le sue donne, riflette Bubi. Quelle che annegano in lui. Donne che fanno le gocce nell’oceano…

Sarà questo l’unico destino possibile?

Si lava i denti, si spoglia e si butta sul letto.

Pensa a come andrà la serata con Anna, a come è stata travolgente Paoletta, ai pruriti vestiti di leziose lusinghe di Lella la crocerossina, agli ultimi messaggi di Lucy. Pensa a quel diario di nomi, orari, avventure. Agli odori, agli umori. Vivo di essenze, è il motto di Bubi. Ma lì, ora, quando sfumano le sensazioni, quando il silenzio e il buio fanno domande e aspettano risposte le facce, gli sguardi, le parole si mescolano. Le tempie pulsano. E le mani stringono qualcosa che non c’è.

Ci vuole un buon libro e tutto passa…

Poi…arriverà domenica, domenica con Giulì, domenica di riassunti e previsioni. Dovrà davvero abbozzare qualche direzione per i viaggiatori accomodati sulle spine?

CONTINUA

martedì 10 agosto 2010

Il dilemma del pene e della vagina

Giulì, sei l’unica persona dalla quale accetto prediche però oggi non è giornata, risparmiami le coltellate per favore!

Mi stupiva non l’avessi ancora detto, Bubi, ride Giulì. E’ la tua gentile scappatoia preferita per non mandarmi a quel paese! Ma si, ho già detto abbastanza, non infierisco oltre caro amico mio…

Parliamo di cose serie, incalza ironicamente Bubi, martedì vedo Morena: dopo le sue arti culinarie sfodererà il suo miglior repertorio di tecniche di seduzione, io mi farò trattare da re, apprezzerò con garbo le sue doti di intrattenimento, rilasserò accanto a lei le stanche membra dopo le fatiche alimentari e sessuali…e poi carpirò qualche informazione su Monica.

Pensi che Monica possa interessarsi tanto a te per fare dispetto a Morena?

E’ un’ipotesi.

Considerando la fama di Monica non stenterei a crederci, Bubi. Ma qual è il legame tra loro? Insomma da quello che mi hai raccontato Morena amica di Monica non ce la vedo!

Credo sia solo questione di mariti, fidanzati, giri d’affari, frequentazioni mondane…Il marito di Morena è un imprenditore che bazzica gli stessi ambienti di Monica. Morena, come sai, ha con lui solo un rapporto fraterno ormai. Ma si rispettano molto, fanno insieme presenza nella buona società, sono in grande sintonia intellettuale e hanno molte passioni in comune. Lui è ricco e a Morena fa fare la signora…Lei con me è molto caliente ma anche molto amichevole, capisci? Spesso è sola a casa ed è felice di cucinare per me, di accudirmi quasi…E’ orgogliosa della forte personalità del marito ma nel contempo ne esce un po’ intimorita, un po’ castrata, un po’ svuotata.

Di lei mi hai narrato aspetti molto belli, Bubi. Se non ricordo male ha una casa zeppa di piante, ama ricamare, fa volontariato. Una persona tenera e attiva!

Si, Giulì. Suona anche il pianoforte e segue corsi di lingue. Con il marito poi, pratica sport e fa escursionismo alpino.

Beh, non ha il tempo di annoiarsi!

No, direi proprio di no…E’ una grande donna, Morena. Forse io colmo l’unica carenza che c’è nella sua esistenza piena. Con me non sente di ferire il marito perché non metto in discussione nulla. E si regala qualche coriandolo vezzoso!

Uhm, direi che sarà una serata sublime, Bubi…

Certamente, Giulì.

Ma tu neanche con una persona come Morena hai pensato di andare oltre?

Oltre?

Hai capito, non fare lo gnorri!

Basta, Giulì, non ho alcuna intenzione di andare oltre. Sto bene nei miei confini, ridacchia Bubi.

Con te Morena è sessualmente appagata, Bubi?

Che domande, Giulì. Se così non fosse avrebbe già trovato un sostituto, non credi? Peraltro non farebbe fatica a trovarlo: è bella, simpatica, intelligente e lieta di un ruolo da amante!

Bubi è un “dettaglio” che stona in Morena, accidenti.

Perché? Non lascerebbe mai il marito…questo ti scandalizza?

Mi deprime, Bubi…..E’ una razionale rinuncia all’amore questa!

Giulì, Giulì…è come l’eterno dilemma del pene e della vagina, di come devono essere per assicurare il successo, per trovare fan, per far godere tutti e tutti fino a toccar le stelle. Uffa!

Bubi, si sbellica di risate Giulì, qual è il dilemma del pene e della vagina? Te lo sei inventato adesso?!

I soliti orientamenti su misure e istruzioni per l’uso, Giulì, sono secoli che uomini e donne declamano ricette di sesso e amore per unioni perfette. Dalle posizioni canoniche al “famolo strano”, dalle scoperte sulle zone erogene alle farneticazioni varie sulle stimolazioni alternative. La dimensione del pene, i complicati meandri della vagina: non sarà un male parlarne ma è assai meglio, credimi, seguire l’istinto, provare, lasciarsi stupire. E non cedere mai agli schemi. E invece tutti credono di avere la formula giusta in tasca e con quella di criticare, celebrare, condannare, deridere, ammirare.

Cosa diavolo tiri fuori, Bubi? Stavo parlando di amore.

Bene, Morena conosce e prova verso il marito una forma d’amore. Non sarà quella che tutti si aspettano ma non è per questo meno importante, meno nobile, meno autentica Giulì.

Bubi non dubito voglia bene al marito e sia profondamente legata a lui. Ma potrebbe un giorno innamorarsi di qualcuno…e allora non vorrebbe fare l’amante, Bubi! Se al contrario si è imposta di non lasciarlo accadere beh ha perso parecchi punti per me, ecco, tutto qui. E non farei paragoni con le disquisizioni sul sesso e dintorni…Lì l’idea di avere punti di riferimento quasi indiscutibili mi fa ridere o piangere ma sull’amore, per carità, teniamo alti certi valori Bubi!

Guarda che Morena è più candida e coerente di molte, moltissime donne Giulì…

CONTINUA

sabato 10 luglio 2010

L'amante è triste

Paoletta, dai non esagerare. Forse sei troppo severa con te stessa. E comunque dovresti fermarti e pensare a quello che vuoi, puoi cambiare pagina se così stai male…

Bubi non vuole giudicare, ha conosciuto tutto e una storia come quella non ha nulla di originale ed esclusivo. Anzi. Le frequentazioni di Bubi offrono un campionario di situazioni ben più intricate, squallide, orripilanti. Madri che parcheggiano i bambini alla vicina di casa per qualche ora di amore con Bubi, donne avanti con gli anni che sono disposte a pagarlo per una serata di brividi, ragazze che festeggiano nel suo letto l’addio al nubilato. E ancora, ancora, ancora. Bubi potrebbe scrivere un libro, soprattutto sulle donne che si presentano virtuose, dice Pedro.

Tresche, amicizie tradite, oscenità, nefandezze. Bubi ne vede e ne vive ogni giorno. Non riesce a biasimare Paoletta ma non può darle un conforto che vada oltre quelle parole di circostanza. Bubi ama le donne perché attraverso loro riesce a trasformare la vita in un’avventura. Talvolta sono l’unico appiglio per sopportarla. O almeno per lasciare che vada avanti.

Questa è una nota drammatica, lo capite. E’ quel malessere silente che strugge anche Lucy: consumarsi per consumare il tempo, farsi dosi di euforia per affrontare il cammino, inebriare i sensi perché non possano percepire troppo il dolore e lo smarrimento.

Ma Bubi non le ama con l’amore delle parole assolute, delle promesse incrollabili. Le ama a spizzichi e bocconi, le ama per quello che di entusiasmante sanno regalargli. Tutto è relativo per Bubi, ricordate? Bubi non vuole le prospettive infinite, non crede a quello che non sente attimo per attimo, passo per passo. Per Bubi esiste il presente, il futuro è affare che lascia volentieri al destino.

Bubi pensa che Paoletta non sia mai stata innamorata di quell’uomo. Ma che senso avrebbe dirglielo? Lei è già consapevole di amare la trappola della sua ambizione. Perché umiliarla ancora? Bubi non è il moralizzatore dei costumi delle sue donne! E, francamente, neanche la spalla salda che offre sostegno e comprensione.

Bubi quando sono uscita con te la prima volta volevo punirlo. E provare che potevo ancora godere accanto a un altro uomo. E sentire che potevo piacere, essere desiderata e corteggiata. Volevo che lui sospettasse qualcosa, che fosse geloso, che reagisse con veemenza.

Secondo te non ha capito che eri con un uomo quella sera?

Si, Bubi. Il giorno dopo mi ha chiamato e mi ha detto: ti sei divertita abbastanza, tesoro? Tutto bene adesso?

Hai capito, Bubi? Mi ha lasciato la libertà di un capriccio. Non mi ama e non teme di perdermi. Mi disprezza, Bubi.

Paoletta, dice Bubi con un tono dolce che pare voler smorzare la durezza della risposta: se sei l’amante di qualcuno non puoi pensare che non ti tratti da amante…

Paoletta sa che non può indignarsi, ribattere, spiegare…E’ tutto chiarissimo. Abbassa lo sguardo e resta assorta nei suoi pensieri.

Magari avrebbe desiderato che Bubi le dicesse di riprendere in mano la sua vita, che poteva aspirare alla felicità e al rispetto, che non ce la vedeva nei panni dell’amante fino al resto dei suoi giorni. Ma in fondo è anche troppo intelligente per non aver capito che Bubi non avrebbe mentito per compiacerle e che a lei comunque non sarebbe servita neanche la più appassionata bugia.

Bubi non sa se ammirare la dignità di quelle amanti ferite che si erano gettate tra le sue braccia in silenzio, senza narrare la loro pena, senza infangare alcuno, senza pretendere amore o considerazione. O apprezzare il coraggio di Paoletta che si era mostrata a lui con le sue macchie e la sua essenza sconcia…

O forse lo sa ma non lo esprime. Non ne ha voglia, non ne ha ragione ecco.

Paoletta: ci rivedremo Bubi?

CONTINUA

giovedì 8 luglio 2010

L'amante di.......

Bubi e Paoletta stanno insieme fino alle 2 del mattino. Dopo l’aperitivo e una pizza veloce trascorrono qualche ora a casa di Bubi. Disinibita e allegra, Paoletta travolge Bubi in un’intimità spinta e impetuosa. Poi è la volta della verità. Verità che Bubi non deve carpire e intuire. Sembra quasi che Paoletta colga quell’opportunità come una liberazione. E’ audace e franca.

Ricorderete la bellissima casa di Paoletta, le sue strane allusioni, quel cellulare che di tanto in tanto andava a controllare, l’alone ambiguo e misterioso del quale avevano poi parlato Giulì e Bubi…

Paoletta è l’amante di un ricchissimo personaggio, quella casa è il suo prezioso dono a Paoletta a condizione, ovviamente, che sia anche il loro nido di incontri. Il personaggio in questione è anche il datore di lavoro di Paoletta e il legame tra i due dura da tre anni. Tre anni di gioia e rabbia, tre anni di lusso e solitudine. Una gabbia dorata, per Paoletta.

Paoletta racconta a Bubi l’amore, il sogno, la dedizione. Poi la scoperta di un vuoto orribile, di un silenzio assordante, di una frustrazione avvilente. E anche la tremenda presa di coscienza della sua frivolezza. Lo ama e lo odia, ora. Esattamente quanto ama e odia se stessa. Si è resa conto di quanto abbia inseguito lo sfarzo e il potere. Disprezzare lui significa anche disprezzarsi, ecco. Lei ha accettato quel ruolo, quella situazione, quel rapporto tenuto nascosto come un delitto e una colpa. Lei è stata complice e compagna di arrivismo e cinismo. Ha goduto del denaro, della libertà di ogni sfizio, del benessere di una vacanza principesca. Forse ha solo creduto di amarlo perché le consentiva tutto quello che la eccitava.

Per Paoletta nulla era più proibito. Bastava chiedere, lanciare un’esclamazione di gradimento davanti a una vetrina, confidare un desiderio. Lui era come la bacchetta magica! E Paoletta per molto tempo non aveva avvertito il disagio, la mortificazione, l’isolamento. C’era il jet privato che li portava a Parigi per una cena, c’era la crociera sullo yacht con pochi amici fidati, c’erano i mazzi di 36 rose rosse o la borsa di Prada o l’anello di brillanti a placare qualche attimo di tristezza e di ribellione. E c’era pure un lavoro di scarso impegno e molto prestigio con un bel gruzzolo immeritato a fine mese. Paoletta si ritrovava un conto in banca che non avrebbe mai potuto neanche immaginare, una splendida auto sportiva, l’appuntamento settimanale dalla parrucchiera, dall’estetista, dalla massaggiatrice.

Meglio di un terno al lotto…

Lui è anche un uomo affascinante, colto, gentile, sembrava riempirmi di attenzioni. Dice Paoletta a Bubi. Prima di incontrare te non l’ho mai tradito.

Paoletta speravi che prima o poi avreste vissuto tutto questo alla luce del sole e quando hai capito che non era così sei crollata?

Non lo so Bubi. Davvero, non lo so. Non posso dirti che lui mi abbia preso in trappola, è sempre stato chiaro che non avesse alcuna intenzione di mettere in discussione la sua realtà con una come me…

Una come te? Cosa vuoi dire Paoletta?

Bubi non sono propriamente una signora. Non sono come sua moglie e tutte le donne ufficiali del suo ambiente. Non ho la loro educazione, le loro radici, la loro misura. Non sono una stupida cresciuta a bon ton, malizia e falsi sorrisi. Non sono una della buona società. Sono una che ha messo il cervello nel cellophane per fare il salto nella bella vita…che idiota. E tutto questo lui lo sa. Lo sa da sempre. E’ così astuto, così esperto, così acuto…Ha i collaboratori giusti, i domestici giusti, i conoscenti giusti, i soci giusti. E pure l’amante giusta, no? Una che ha fatto la bambolina senza mai intralciarlo. Una che si è dimostrata più sciocca di quelle oche del suo mondo…

Beh non ha considerato che il tuo cervello poteva rompere il cellophane prima o poi, non è infallibile neanche lui Paoletta!

Bubi non riesco a cancellarlo con un colpo di spugna.

Non capisco se provo un sentimento autentico per lui nonostante lo squallore, se sono ancora infatuata dalla sua prestanza, dal suo calore, dalla sua abilità. Se rimango con lui covando rancore e voglia di vendetta, Bubi. O se non riesco a rinunciare a tutto quello che ho…

Bubi, zitto, resta a fissarla.

Ti faccio schifo, Bubi?

CONTINUA

giovedì 1 luglio 2010

Godere è un po' soffrire

Il pranzo con i colleghi è copiosamente bagnato da birra bionda Moretti alla spina, ideale per rinfrescare un po’ i pensieri bollenti di Bubi. Poi c’è la riunione ed è meglio non arrivarci mesti e rassegnati, un po’ di brio non guasta in quella compagnia già piuttosto grigia.

In effetti fila via liscia, oltre ogni più rosea previsione. E’ più snella e rapida del solito così Bubi riesce ad ultimare le incombenze della giornata in tempo record. Si avvicina l’ora dell’uscita quando Bubi torna a concentrarsi sulle sue faccende private: Fransy non ha risposto all’invito, magari è un altro dei suoi tiri mancini e questo, non chiedetemi perché, stuzzica molto Bubi…

Le bastonate ricevute da Fransy, nonostante il fastidio contingente, hanno sempre divertito Bubi. Insomma Bubi nutre parecchia stima e affetto per Fransy, la considera una tipa fuori da ogni schema e questo l’ha sempre indotto a soccombere con un certo piacere. Meglio perdere brutalmente con i forti che essere sconfitti dolcemente dai mediocri, forse.

Che poi, sia chiaro, è solo un modo per spiegare la sua considerazione di Fransy. Perché in realtà Bubi non ha mai perso o vinto e neanche Fransy. Tra loro la partita è sempre stata aperta, ecco.

La chiama capolavoro, lui. Fisico eccellente e personalità spumeggiante. Un’ottima amante, per di più. E tutta quella fantasia, anche la più discola, ha sempre tenuta testa a Bubi con eccezionale vigore.

Archiviata dopo i primi contatti la possibilità di trovare in Bubi un compagno Fransy ha vestito un po’ i panni della castigatrice ma, credetemi, senza livore. Anzi, con la vaporosa simpatia di una giovane sbarazzina. E questo, sono certa che ora lo intendete perfettamente, è stato un tonico per Bubi!

Comunque decide di soprassedere, presume che tornerà alla carica lei.

L’istinto, come gli suggerisce questo così lo invoglia a rispondere a Lucy.

L’enigma Lucy…

Le scrive un messaggio appena fuori dall’ufficio: Rinunciamo? Intanto prova ad accettare l’invito per un aperitivo seguito da una buonissima pizza in quel posticino che conosci tu…

Una grande performance di equilibrismo, quella di Bubi.

Però dopo l’invio un brivido freddo gli corre lungo la schiena. Accidenti, ha quasi timore ad incontrare l’enigma Lucy. E’ attratto da quella che adesso gli viene da definire oscena follia e nello stesso tempo ne ha paura. Lucy sconvolta, Lucy delirante, Lucy fragile, Lucy aggressiva…Un vulcano e uno stagno, Lucy. A volte ha pensato di poterla rompere e altre di poter essere travolto.

Pochi minuti e Lucy risponde: Bubi sono oscenamente decisa a prendere al volo l’invito.

Oscenamente decisa…Bubi non raccoglie l’evidente ammiccamento e comunica sinteticamente: allora alle 20 al nostro bar.

Se la conosce almeno un po’ quella che ha in mente Lucy è una serata hard, pensa Bubi. E hard per Lucy è una fanatica mescolanza di sesso, lirismo, tensione emotiva. Dal riso sfrenato alle lacrime, dalle carezze agli artigli più o meno. Godere è un po’ soffrire, per Lucy.

CONTINUA