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venerdì 28 settembre 2012

Un seno che sfida la forza di gravità


E’ ancora qui, Bubi.
Scusandosi per la lunga assenza dal web, assicura che ha ancora molto da vivere e narrare. Perché Bubi, tra realtà e racconto, è ovunque e comunque l’amante a lunga durata.
Forse c’è un po’ di Bubi in tutti gli uomini del mondo?
Comunque sia, ritorniamo al nostro appuntamento con le erotiche gesta del nostro Bubi e delle sue volontarie e orgogliose ancelle. E, sia detto per i fedelissimi lettori e per gli occasionali visitatori, c’è sempre posto per la più fervida immaginazione. Appostatevi quindi comodamente nel pied à terre virtuale di Bubi e sbirciate con euforica ironia o con scabrosa curiosità.
Leggiucchiate le puntate precedenti, riprendete il bandolo della matassa, riportate velocemente alla mente Pedro e Giulì…E, naturalmente, il rebus.
Perché questa, lo sapete, è la storia dei sensi.
E il sesso, tra le pagine roventi della verità, conduce là dove tutto si tocca e ci tocca. Non c’è posto per limiti, resistenze, filtri.
Giulì, in delicato equilibrio tra le sue indagini, la convulsa vita carnale di Bubi e l’ineffabile Pedro per il quale è tenuta a stilare con dovizia di dettagli ma con estrema immediatezza il resoconto del delirio emotivo di Bubi e delle sue donne, strappa attimi, fissa immagini, inchioda evidenze, dissotterra segreta, pungola esplosioni a catena.
D’altra parte per Bubi Giulì è un porto franco, una spalla, uno specchio, uno scrigno…
Ci sono ancora tutte, la ninfomane, la crocerossina, la manager e le altre. C’è pure Lucy, l’enigma. Tutte, ovviamente, in successione non cronologica, sovrapposte o alternate. E ci sono anche le loro proiezioni, le loro antagoniste, donne assolutamente differenti. Insomma l’universo femminile quasi al completo, per Bubi.
Adesso mi corre l’obbligo di presentarvi Cristina, di professione stilista di abiti maschili. Donna volitiva ma di parvenze molto armoniche. Fisico praticamente da urlo, scolpito centimetro su centimetro, parlantina esuberante, taglio di capelli corto e asimmetrico su un rosso acceso. Seno altezzoso, scherza Bubi.
E’ altezzoso perché sfida la forza di gravità?, chiede Giulì.
Di più!, spiega Bubi. E’ un seno sodo e pieno con i capezzoli rivolti al cielo…
CONTINUA

sabato 30 ottobre 2010

Quando non basta neanche la sensualità poetica

Francy è proprio sorprendente: Bubi devo ammettere che…ho voglia di te.

Francy? Francy che si arrende così a Bubi, Francy che rinuncia al pungolo pungente, Francy che lancia un amo romantico e sereno. E’ un bluff?

Bubi scarta l’idea di risponderle, di indagare, di giocare. Non risponde neanche a Monica, la ninfomane sempre più incalzante.

Semplicemente non ne ha voglia. Come non ha voglia di addentrarsi in uno dei travagliati rebus di Lucy: forse sono sbagliata, forse sono stupida…o pago per aver puntato l’indice contro l’aberrazione?

Fanno la loro comparsa via sms anche donne del passato, una domenica uggiosa che spinge tutte a cercare Bubi? Pure una stuzzicante ammiratrice anonima che si firma “bellissima” arriva a Bubi con un exploit di sensualità poetica: finalmente sono riuscita ad avere il tuo numero, uomo dei miei sogni, ti scaldi e ti ecciti…il cuore…il mio pensiero denso di passione.

Caspita!

Il messaggio della sconosciuta per Bubi è l’unico degno di un attimo di eccitazione. Ma dura solo un attimo, appunto. Non è giornata, ecco.

Chi sono davvero tutte quelle cagnette in calore? Non è molto elegante come pensiero ma è proprio quello che passa in un lampo nella testa di Bubi. Magari approfittano del sonnellino di mariti e figli davanti alla tv per scrivere a Bubi di domenica, magari sono semplicemente sole e irritate nel giorno di festa perché l’amante fa regolare presenza nella casa di famiglia, oppure sentono la noia del giorno nel quale mancano il lavoro e le corse da gonnelle in carriera. Qualcuna più che single sfigata, come si ritiene, è zitella causa fuga di tutti i potenziali compagni!

Il quadretto è desolante insomma, per Bubi è una di quelle atroci consapevolezze della lucidità che lo gettano nello sconforto. Lo squallore affoga nel campari shakerato, quando tutto si tinge un po’, si rallegra un po’, si confonde un po’…Ma lì, davanti alla crudezza della coscienza limpida, diventa una lama che si conficca nella carne.

Non è un tripudio dei sensi ma una gazzarra fastidiosa per intenderci. Tutte quelle avance sono avvilenti e stonate. Questioni di tempo, contesto, condizioni…Bubi in queste circostanze si sente una sorta di ultimo stadio, di ancora di salvataggio, di soluzione di riserva, di tappabuchi. O la sintesi estrema della miseria esistenziale perché in definitiva attrarre tutto quel carrozzone di anime disgraziate può significare anche non meritarsi niente di meglio o di più, accidenti…

Su questo riflette Bubi.

Ma non è la sua leggerezza sentimentale ad aver allontanato spiriti nobili, in verità. Bubi, per amor del vero, non ha conosciuto autentiche dame, donne da manuale dei desideri, femmine sublimi. E quel vezzo da galantuomo che lo spinge a non ammetterlo mai del tutto, lo invita sempre a incolparsi e gli suggerisce di credere o far finta di credere che sia solo fatale casualità è una piccola, grande farsa della sua storia di uomo, reale e letterario.

Perfino Pedro non riesce a scucirgli un giudizio tranciante sulle donne. Preferisce sorridere e tacere, Bubi. Tergiversare, talvolta. Indulgere sulla possibilità che la causa primitiva di ogni degenerazione femminile sia la pessima qualità del genere maschile.

Perché Bubi non vuole o non riesce a condannare le donne?

Giulì direbbe che è un po’ strategia, un po’ delicatezza, un po’ insicurezza, un po’ smarrimento. Credo che Giulì non sbagli. Bubi ha una tenace tendenza a sottovalutarsi, quasi a ritenersi indegno di felicità. Bubi ha un’educazione e un garbo che non gli consentono espressioni di biasimo pesante. Bubi ha un fortissimo rispetto per i percorsi psicologici, umani, culturali di tutti. E Bubi sa anche starsene nei panni del cicisbeo accomodante: basta succhiare il nettare e volare via…

Per godere di ciò che è bello e piacevole capita di doversi sorbire pure qualche boccone amaro e comunque saper voltare pagina quando si presentano le parti brutte e spiacevoli. Di questa necessità, quella di godere di emozioni, Bubi ha fatto virtù.

Quando gli piomba addosso la risacca torbida deve tenere duro, Bubi.

Quella giornata deve solo passare, finire.

Per fortuna c’è la serata con Giulì.

Giulì? Mentre lo rincuora la prospettiva è assalito da un moto misto di riso e di vago patema: e se Giulì volesse incastrarlo alla resa dei conti e degli eventi?

CONTINUA

venerdì 20 agosto 2010

Il sesso in una pagina bianca

Questa volta anche per Bubi, che non vaneggia mai in paragoni, scatta una piccola reazione di confronto: il sesso con Morena non ha la porca febbre di quello con Monica…Monica è una maschera di lussuria un po’ trash, arrapata e incalzante, Morena è una femmina raffinata, morbida e seducente. Monica è hard e a Bubi non è certamente dispiaciuta. Ma Morena ha una sensualità che sfida il tempo e i picchi di adrenalina, ecco.

Non ha svelato a Morena di aver già avuto un coinvolgente contatto sessuale con Monica, forse avrebbe dovuto farlo. Questo pensa Bubi quando ormai sta salutando Morena per rientrare a casa. Probabilmente ci penserà la ninfomane Monica a farglielo sapere, forse l’ha adescato proprio credendo di ferire lei. Bubi sa che il feeling con Morena non dovrebbe essere facilmente compromesso da un personaggio come Monica ma prova comunque un lieve senso di disagio…

Non tanto lieve, forse, se quando arriva a casa si risolve a mandare un messaggio a Morena: non ti ho detto che sono uscito con Monica. Non volevo turbare la nostra serata ma preferisco informarti prima che lo faccia lei. Ho l’impressione che sia una bestia grama, purtroppo. Un abbraccio forte.

Morena risponde: grazie, Bubi. L’avevo immaginato ma apprezzo la tua sincerità. Tranquillo, Monica non può farmi male…

Bubi si addormenta subito, vestito e con la tv accesa. Sono le 3 del mattino e il giorno che l’aspetta è ancora una pagina bianca.

Dovete approfittare dell’assenza di programmi, cari lettori. Prima che Bubi scriva sulla pagina bianca fermatevi e chiedetevi se desiderate una svolta, se vi aspettate una nuova avventura erotica, se sperate di saltare a piè pari fino al giovedì sera con l’amica Giulì.

Aspetto idealmente il responso, con pazienza. Intanto svolazzo tra le vostre elucubrazioni. Cerco di spruzzare un po’ di ardita fantasia, qualche bonaria valutazione, un velo di suspence.

Perché questo groviglio di corpi non può essere la storia di Bubi, la storia di uomini e donne, la storia della vita. Eppure è la realtà spiata dal buco della serratura. E’ come una frase estrapolata da un contesto più vasto e complesso. In ogni corpo c’è un’anima, accidenti.

Le giornate scandite dall’agenda delle occasioni sessuali, dagli sms, dal gioco degli ammiccamenti e delle conquiste possono farsi assurde, asfissianti o precarie. Un vuoto dietro l’altro. Ma qui i sensi sono sempre in allerta. Tintinnano, soffiano, toccano, bruciano, sussurrano. I piaceri rincorrono piaceri. E quelle sottili e splendide folate di vento che si chiamano emozioni spirano forti e piene tra Bubi e le sue donne…

E’ possibile fare l’amore senza amore?, chiese una volta una donna al nostro Pedro. Esiste un sesso che si consuma per rapida e animalesca combustione. Esiste un sesso che si respira nella sublime espressione del sentimento di coppia. E esiste, forse, un sesso della verità di un istante…Come compassione affettuosa per la solitudine, il desiderio, il sogno magari. O come bugia per ingannare il rigore culturale e interiore. O come guizzo filosofico che non ammette troppe spiegazioni.

Ricordatevi di Giulì: tu non sopporti la solitudine, Bubi…

Ma non lasciatevi condizionare troppo dalle convenzioni, per carità.

La sintesi di una pagina bianca o del fiume di inchiostro che la macchierà potrebbe rivelare che la natura di uomini e donne e il groviglio delle loro passioni è ancora lungamente da esplorare. Con generosa indulgenza. Con sguardo vispo e penetrante. Con speciale ironia. Perché la verità, pure quella invereconda, è il cielo sotto il quale dobbiamo stare.

Non ci sono vittime, qui. Non ci sono neanche carnefici. Sono tutti vinti e vincitori. Giocatori e lottatori nell’arena del precario equilibrio di un benessere indefinito e indefinibile…

Le donne di Bubi, che si muovano in ambulanza come Lella o in maserati come Monica, non sono sprovvedute e deboli. E Bubi, che si faccia allettare da curve colte e garbate come quelle di Fiorella o da uno struggente enigma come Lucy, non è spirito fatuo.

Tutto e niente sul palco di un teatro grottesco. Perché un po’ grottesco, sempre, è il nostro cammino. Dalle spine sulle quali vi siete accomodati per questo viaggio non pretenderete di atterrare su una poltroncina: il terreno è accidentato, il sedile continua a punzecchiare. Ed è questa la favolosa fortuna! Non potete addormentarvi, fare gli smidollati o agitarvi con troppa foga…

Ci vogliono ironia e pazienza, Pedro ci aveva avvisati.

CONTINUA

giovedì 12 agosto 2010

Lato B e scopicizia

Cosaaaaa? Pensi di poter ammirare impunemente il mio posteriore, vecchio satiro? Gilulì assesta un gancio nello stomaco a Bubi che incassa il colpo, simula un lancinante dolore, si piega e si lamenta fino a quando Giulì sta per convincersi di aver davvero esagerato: caspita Bubi, scusami, non volevo farti male….E come si avvicina viene stritolata nella solita morsa di solletico, quella che Bubi ha sempre in serbo per lei nelle amichevoli lotte.

Dopo risate e contorsioni, Giulì riprende le redini del discorso: beh, lo prendo per un bel complimento. Però adesso visto che sostieni che ho un lato B “espressivo” sbilanciati fino in fondo!

Bene, con vivo piacere, adorata amica Giulì! Innanzi tutto è ben fatto, sodo, in perfetta proporzione con il resto del corpo…Si muove con raffinatezza piuttosto eccitante. E’ in sintonia con il tuo portamento fiero ma morbido. Denota una personalità vivace e serena. Come le tue mani, Giulì. Magre ma non troppo, agili ma non nervose, piccole ma non infantili.

Bubi, mi sto gasando!

Come i tuoi occhi, Giulì. Intensi ma non invadenti, chiari e limpidi ma caldi, eloquenti, mobili.

Fermati Bubi altrimenti mi convinco sia tutto vero!!!

E lo è, Giulì.

Tu mi vedi con gli occhi dell’affetto…Scommetto che arriveresti ad attribuirmi un decolleté da maggiorata anche se sono quasi piatta come l’asse da stiro!

I tuoi seni sono decisamente invitanti, Giulì. A me non dispiacciono le tette maxi ma talvolta le mini possono rivelarsi assai stuzzicanti, cara…

Urca, ho fatto il pieno di apprezzamenti oggi. Grazie, Bubi! Anche tu non sei male, sai? Anzi…strizza l’occhio Giulì.

Che fai, mi prendi in giro? O stai abbracciando finalmente l’idea? Ride Bubi.

Quale idea?

Quella della scopicizia, l’amicizia che non esclude un po’ di conforto sessuale!

Brutto mandrillo, erotomane, sporcaccione…non cederò mai alle tue lusinghe.

Non sai cosa ti perdi, Giulì…

Ma smettila! E bevi, dice Giulì versando altra vodka.

Bevo per dimenticare, ghigna Bubi.

Allora, dai, riprendiamo le nostre riflessioni, esorta Giulì: tra Monica e Morena chi definiresti più sensuale?

Morena. Forse perché Monica è scontata. Forse perché Morena combina l’appeal erotico con la femminilità delle attenzioni, con la soddisfazione del palato, con le movenze misurate, con i profumi…

Credo che una molto sensuale sia Lucy o sbaglio?

Lucy è avvincente. Inquietante e attraente, qualcosa che prende più la testa che la pancia…

E Paoletta?

Paoletta stimola più i sensi frivoli, gli umori birichini...

E l’ultima, segreta fiamma?

Quale fiamma segreta, Giulì?

Quella dei graffi, Bubi!!!

CONTINUA

martedì 3 agosto 2010

Non sottovalutare il sesso

Morena conferma serata e invito a cena. Perfetto! E’ una tranquilla domenica pomeriggio e Bubi ha l’immediato futuro ben combinato: serata con l’amica Giulì, lunedì sera jazz e sesso enigmatico con Lucy, martedì cena ed erotismo con Morena.

Sono le 19 quando lascia il divano e si prepara per andare da Giulì.

La spaghettata è ottima e abbondante. La conversazione è corposa.

Le prime battute tra Bubi e Giulì sono sulla ninfomane Monica. Quello che Bubi riferisce è proprio quello che Giulì aveva già sentito dai racconti sulle avventure e sulle prodezze di Monica. Concordano che da buona ghiottona abbia messo gli occhi su uno svago piacente e prestante come Bubi ma che probabilmente non è questo l’unico motivo di tanto interesse…Il rapporto con Morena deve avere qualche connessione con le insistenti attenzioni che Monica ha manifestato a Bubi!

A questa curiosità troveranno forse risposta quando Bubi parlerà con Morena…

A Giulì fa ridere la ricostruzione delle acrobazie di Monica fatta da Bubi, riesce quasi a visualizzare le scene da kamasutra e le insidie di Bubi per scatenarne di più complicate e travolgenti. Si, Bubi deve essersi proprio divertito con quella jena affamata e senza vergogna!

Bubi, penso che potresti girare un film porno con questa star del sesso!

L’argomento comunque non è così stimolante, tutto sesso e squallore.

E’ tutto quasi scontato, mormora Giulì. Ero ansiosa di conoscere la dinamica di una relazione con una tizia così particolare come Monica ma adesso mi accorgo che non mi coinvolge…

Una notte con Monica è gradevolissima, sono felicemente disponibile alle repliche. Ma non merita grandi parole. Ho sfogato i miei istinti più bassi e turpi, come maschio è stato un bellissimo gioco però non ci sono misteri, spazi aperti, risvolti intriganti. Monica non è una viveur, è una libertina.

Una maiala, avrebbe detto l’amico Carlo.

Bubi, dopo una nottata così cosa ti resta in testa o nel cuore?

Emozioni, Giulì. Non sottovalutare il sesso. La pelle, gli umori, le voci, i respiri, gli sguardi, le pose, il tempo: c’è tutto questo nei corpi che si uniscono. D’accordo, so perché mi guardi con quell’aria perplessa e un po’ disgustata. Non sono profonde intese spirituali, non sono attimi sublimi di amore e dedizione, non sono raffinate e colte sintonie cerebrali. Ma sono caldi momenti di vita e verità, Giulì. Credimi.

Bubi sai che non fatico a credere che anche un’ora di sesso possa essere un’indimenticabile parentesi di forte intimità dell’anima ma è la moltiplicazione delle occasioni e dei corpi che ha tutte le note per suonare un rock da sballo piuttosto che una melodia per il nobile trionfo dei sensi! Dai…

Giulì capisco il tuo punto di vista. In fondo sei la mia incrollabile idealista sentimentale e integerrima! Però non puoi escludere che io viva un piano diverso, su altre lunghezze d’onda, immerso nella natura selvaggia.

Se lo escludessi non sarei qui con te, Bubi. Non dubitare mai del mio rispetto!

Grazie, Giulì, so che ammiri la mia sincerità e la mia coerenza alla totale bizzarria. Piuttosto, dovresti spiegarmi come mai, nonostante critiche e manfrine anche feroci, guadagno giudizi lusinghieri da molte donne…Quasi arrossisco!

Si, sbuffano, si arrabbiano, ti insultano. Ma si sciolgono al solo pensiero di te, pendono dalle tue labbra, ti conservano con cura nello scrigno della memoria, anelano a impalmarti, non fanno che parlare di te con lo sguardo che brilla come un cielo stellato!

Vale anche per Stefania?

CONTINUA

domenica 1 agosto 2010

Notte con la ninfomane

Bubi memorizza l’invito ma non risponde. Propone a Monica di raggiungerlo a casa sua per le 22 e alle 18 sprofonda nel sonno. Quando suona la sveglia, si alza e lentamente sistema sommariamente camera da letto e salotto, fa una doccia, si sbarba e divora quel che trova in frigorifero. Sono già passate le 21.30 quando accende lo stereo, si infila pantaloni e camicia bianchi, si siede sul divano con un libro.

Per documentare quello che accade dopo le 22 ci vorrebbe innanzi tutto una riproduzione audio. Poi non guasterebbe, ovviamente, una galleria fotografica o un video. La ninfomane Monica arriva puntualissima: seducente, provocante, evidentemente ansiosa di performance sessuali getta un’occhiata molto rapida alla casa, saluta Bubi con voce vellutata a invitante, non mostra alcun bisogno di convenevoli e preliminari di incoraggiamento. E’ sicura, intraprendente, spregiudicata…

L’audio consegnerebbe il linguaggio spinto, i versi di incitamento, le urla di piacere. Le foto guadagnerebbero un vero book da star: Monica mostra un corpo sodo, agile e bollente, movenze erotiche da pornodiva consumata e un’espressione del viso perennemente eloquente in termini di attesa e godimento…

Bubi è gradevolmente colpito dalla bellezza di Monica, non gli dispiace affatto la sua bravura a letto e la sua disponibilità fisica molto generosa ed eccitante. Ma non è il tipo da farsi travolgere da quello scenario hard. E’ esperto, avvezzo a tutto, capace di non perdere il controllo. Ed è proprio questo a decretare il suo successo. Monica aveva azzeccato! L’intuito le aveva fatto ribollire il sangue e gli ormoni per Bubi…Era ora, finalmente un compagno di merende con il quale volare alto! Non ne posso più di uomini molli, di eiaculazioni precoci, di blocchi dell’erezione…

Monica, davvero stai in mezzo a maschi in difficoltà? Non ci posso credere, i miei colleghi uomini sono così in crisi?!

Bubi sono stressati dal lavoro e dalla borsa, hanno paura della mia sessualità prorompente, si fanno prendere dai sensi di colpa verso la moglie e roba del genere…Alcuni poi senza cocaina sono proprie larve, Bubi! A parole mi offrono notti di fuoco ma il più delle volte raccolgo solo mucchietti di cenere, puah che schifo. Io voglio sesso duro Bubi.

Lieto di servirti, Monica!

Lieta anch’io di assaporare questo trionfo dei sensi, Bubi.

Se non sono indiscreto perché frequenti tipi così poco prestanti?

Quello è il mio ambiente, Bubi. Non voglio uscirne, sia chiaro. Adoro il potere, io. E il lusso. E la trasgressione. E tutta quella libertà di fare, essere, comprare, pretendere…Se devo sopportare qualche impotente, qualche omosessuale travestito da etero, qualche noioso castrato pazienza. Vorrà dire che sfogherò la mia passione con te, se vorrai…

E’ una brutta malattia, Monica. Comunque è affar tuo, quanto alle parentesi di lussuria con me mi dichiaro pronto, il mio letto ti accoglierà più che volentieri!

Sai immaginavo che nei tuoi giri ci fossero più viziosi e sessuomani che repressi…mi sorprendeva che tu mi cercassi.

Oh ci sono anche quelli. Ma vedi Bubi anche quelli pervertiti non sono sempre il massimo del gusto! Spesso sono vecchi, brutti o impasticcati, Bubi…E qualche volta sono insopportabili caproni grezzi!

Penso di capire, ride Bubi.

Dai Bubi, non perdiamo tempo…Meno male che il tuo tesoro funziona, caro Bubi. Io devo fare una scorpacciata di sesso con te.

Oltre la fantasia, si, la notte tra Monica e Bubi è andata oltre la fantasia.

Giacciono uno accanto all’altra quando Monica guardando Bubi stremato esclama: grande, sei stato grande! Alla prossima, ora scappo a casa, ho appuntamento con il mio fidanzato alle 9.

Monica, sono le 4, a occhio e croce non riuscirai a chiudere occhio che per qualche ora, accidenti!

Sono abituata caro, stai tranquillo recupero in fretta…

CONTINUA

mercoledì 28 luglio 2010

Insaziabile Monica

Lucy lascia Bubi a notte inoltrata, Bubi la invita a fermarsi fino al mattino ma lei preferisce rincasare. Il velo di commozione che Bubi legge negli occhi di Lucy quando si salutano è meno enigmatico…Ma, anche ora che si è svelata, non ha perso il suo fascino. Per Bubi è ancora un attraente miscuglio di fragilità, turbamento, veemenza. Lucy è tra realtà e fantasia, come uno spirito condannato a vagare nel tormento o dedito all’ostinata ricerca dell’isola dei sogni.

Non sa quanto credere alla storia dell’ex marito. Lucy può aver inventato tutto o aver visto e provato quello che non è mai stato…

Una cosa è certa: Bubi non teme più di poterla ferire o scombussolare. Lucy ha più anticorpi di lui e, contrariamente a qualsiasi apparenza e pur in modo sindacabile e a tratti bizzarro, si vuole bene. Ecco, la sua resistenza è proporzionale all’amore che nutre per se stessa. Non crolla Lucy, no, non crolla.

Bubi mette la sveglia, ha appuntamento con Giulì per la piscina.

Prima di addormentarsi ripensa alle ultime settimane, a Francy che non ha rivisto, a Morena che ha trascurato, a Paoletta che attende un altro incontro, a Lella con la quale non ha molta voglia di riprendere i contatti. Al topless che potrebbe ritrovarsi felicemente davanti in piscina. E a tutte le comparse che su scelta di Pedro ho omesso di citare.

Quando arriva Giulì non è ancora pronto.

Notte intensa eh Bubi?

Si, Giulì, molto intensa. Dai mi preparo in un baleno poi ci fermiamo al bar per un caffè doppio!

Ok, ti aspetto.

Con il caffè doppio Bubi racconta a Giulì la serata con Lucy.

Più che un commento quello di Giulì è un’esclamazione: ah ma allora la mia intuizione iniziale non era del tutto sbagliata, Bubi! Proprio un bomba questa Lucy…

Giulì non so se ha solo un ombelico ipertrofico, se è stata destabilizzata da un’esperienza di coppia delirante o se si barcamena tra l’una e l’altra cosa. Ma so che non devo preoccuparmi. E posso vivere alla grande il sesso con lei…anche a letto è una bomba e la cosa non può dispiacermi, Giulì!

Ci credo, Bubi. Ehi a proposito di sesso ma la ninfomane non si è più fatta viva?

Giulì, quella Monica è un fenomeno, non devo rimandare troppo, oggi o domani l’aggancio. Devo farti leggere qualche messaggio. Si atteggia, fa la squillo di lusso, poi scrive cose da prostituta di bassa lega.

Vuole divorarti, Bubi. E’ in fregola caro mio, all’appuntamento presentati in forma perché mi sa che reggere i suoi ritmi non è facile!

Hai saputo altro, Giulì?

Si, racconti sempre più indecenti. E’ insaziabile, Bubi.

Dovrebbe dirgli soprattutto che è sgualdrina “dentro”, come dice Pedro. Ma non lo fa, lo considera scontato. Una che mira ai quattrini, che salta in qualsiasi letto, che fa la smorfiosa d’alto bordo solo per acchiappare qualche simpatia e qualche accesso nei giri vip è sgualdrina “dentro” per Giulì. Bubi non ci pensa neanche su. Per ora lo diverte l’idea della ninfomane che lo tartassa di sms…neanche lui fosse qualche facoltoso signore al quale far perdere la testa!

Senti Bubi prima che si desti da qualche lettino il topless da calendario o qualche altra meraviglia per i tuoi sensi da maschietto predatore dimmi di Stefania…avete smesso di sentirvi? L’ho incontrata qualche giorno fa ma a lei non ho voluto chiedere, non abbiamo mai parlato della vostra frequentazione.

Davvero? Ma tu sai e lei sa che tu sai…

CONTINUA

domenica 18 luglio 2010

Godere è un po' gioire

Hai quasi sempre ragione, Giulì.

Quasi?! Si finge stizzita, Giulì. Poi sorride con la dolcezza dell’affetto per Bubi. Bubi, dovresti parlare a Lucy con la tua disarmante filosofia dell’inevitabilità sulle labbra…

Ho pensato di farlo, Giulì. Ma la vedo così ingarbugliata ancora. Così tesa, così triste. Giulì a volte mi sembra che Lucy voglia farsi travolgere dalla vita per perdere la partita e sprofondare. Capisci?

Se è così Bubi non puoi evitarlo, credimi. Ma, te lo ripeto, ti corre l’obbligo morale di provare a trasmetterle una rassegnazione superiore come la tua!

Superiore…Mi fa sempre ridere questa tua definizione. Mi riconosce una nobile elevazione di pensiero, qualcosa che rasenta il sublime mistero della leggerezza dell’essere.

Bubi non ti è dato di leggere il segreto del cosmo, di vivere nella virtù della conoscenza, di guardare con gli occhi della verità naturale. Ti sei allontanato dalla frenesia d’amore per rifugiarti nel mondo dei sensi. Un caleidoscopio: figure e colori che inseguono, formano, rompono un disegno. La vita è impietosa con te o tu lo sei con la vita ma sei lì a galla sulla tua zattera.

Credi a tutto e a nulla e questo distacco lieve e pacato è la tua forza. Magari è solo sopravvivenza. O è un’esistenza parallela a quella comune. Ma questa dimensione ti rende possibile sfiorare tutti gli aliti di desiderio, di piacere, di euforia, di tenerezza. Senza aspettative, senza frontiere, senza tragitto il dolore è meno devastante. Per Lucy godere è un po’ soffrire no? Ecco, per te godere è un po’ gioire…

Consegnale la chiave della serena accettazione della relatività, Bubi! Deve capire chi sei, è urgente ed essenziale per entrambi.

Io navigo a vista, è proprio così Giulì. Come posso insegnarlo a Lucy?

Bubi, devi solo spiegarle che lei può palpare nella tua passione la sua stessa disperazione ma che nella tua disperazione non può annegare o salvarsi. Tu sei la terza via, insomma. Hai scelto di giocartela a dadi, ogni giorno. Di non dominarla e di non farti dominare. Non vuoi combattere e non vuoi colmare il vuoto. Lasci che sia…

Pensi davvero che capirebbe?

Secondo me può capire, Bubi. Ma quello che conta è che tu lo faccia, se non capirà pazienza Bubi…

Restano in silenzio, Bubi e Giulì. Un silenzio che sembra durare troppo. Come se fosse una sospensione pesante, imbarazzata, malinconica. Invece è una pausa di elaborazione necessaria, uno spazio di assimilazione propizio. A spezzarlo è Bubi, effettivamente ricaricato e rasserenato, con una risata allegra: Giulì mi auguro che non perda appeal il sesso dopo l’impatto di Giulì con questa realtà…!

Stupido, rende bene a letto l’anima tormentata di Lucy eh?!

Rende molto bene, Giulì. Tutta quella adrenalina, tutta quella angoscia, tutta quella confusione sono energie che scatena nel brivido di amplessi vorticosi. Brucia, Lucy. Di smania e di godimento.

Bubi…dovremmo riprendere le nostre statistiche, ricordi? Quelle tendenzialmente passive e quelle attive, le castigate e quelle istintivamente oscene, le scafate e le imbranate, le represse e le svergognate….

Dimmi come fai sesso e ti dirò chi sei! Si, dobbiamo proprio ricominciare.

E poi Bubi dovrai finalmente raccontarmi di quella volta dell’assalto delle allupate!

Quasi quasi Bubi arrossisce un po’: dai, ho chiuso con il sesso di gruppo, non tirare in ballo quelle vecchie storie Giulì….

Bubi anche la tua carriera di gigolò è chiusa però…

Però se trovassi una che vuole ricoprirmi d’oro ci ripenso e riapro bottega all’istante, ride Bubi.

CONTINUA

mercoledì 2 giugno 2010

Bubi e le donne

Ci vogliono ironia e pazienza, mi sussurra Pedro prima di lasciarmi ad osservare gli eventi. Ma i toni bassi di Pedro sono come urla a denti stretti. Insomma più che sussurrare è parso ringhiasse. Normale. Pedro con la pazienza ha litigato e con l’ironia non ha dimestichezza, sbufferebbe come un treno a vapore tra lenzuola arruffate, sospiri, gelosie, orgasmi e dintorni. Ha scelto la fuga, come al solito lascia a me lo sporco lavoro. Questa volta però qualcosa mi dice che mi divertirò.

Signore e signori, si parte. Accomodatevi sulle spine.

Questa è la storia dei sensi. Del gioco appiccicoso delle illusioni, delle persuasioni, delle passioni fatali.

Altro che emozioni. Qualche volta la trama è densa di vizi, ossessioni e miserie. Ma questa è l’anima di quello che fate, dite e cercate chiamandolo amore. Terribile menzogna che solo il coraggio può smascherare.

Ci sono gli ormoni, i grovigli emotivi, le schiavitù mentali, le vanità d’orgoglio a mettere il bastone tra le ruote ai sentimenti. D’altra parte carne, testa e cuore sono anche affanni di piacere, giochi di seduzione, ansie di possesso. E ogni tanto balza pure sul palcoscenico qualche delirio. Di bellezza, di unicità, di affermazione esistenziale.

Accidenti, paura e orrore. Nonché sesso. E parole sapientemente combinate per irretire le inquietudini. Per appagare bisogni. Per raggiungere qualcosa.

Qualcosa?

Nei tempi avvolti dal buio per esempio si sarebbe detto che il maschio caccia la preda che vuole essere il suo trofeo. E per farlo muove il passo che la donna adora corrispondere, negare, mutare in un complicato balletto di pulsioni, carezze, staffilate. Potete provare a tradurlo con un linguaggio più moderno. Pure audace, magari. Sarebbe quasi un passatempo stilistico se non avesse qualche disgustoso risvolto.

Comunque, ripetiamolo, questa è la storia dei sensi. E non è detto che andrà come credete. Nulla è così ovvio come talvolta ci ostiniamo a pensare. E, datemi retta, non siete abbastanza lucidi per sfiorare la verità voi che vi sentite, a torto o a ragione, perfettamente calati nella parte.

La giostra parte con Bubi vittima forse della beffarda sorte che gli ha cucito addosso l’abito del carnefice. Splendida contraddizione dei termini che coglie l’essenza birichina della natura. Abbiamo dunque l’ombelico del mondo. E tutta quella questione più o meno torbida di brame, effusioni, finzioni che quando incrociano i sensi di colpa, i tabù e l’ardore della fierezza diventano una bomba.

Le donne, in coda, attendono trepidanti di fare un giro sulla giostra. Lo fanno, tremano, si divertono, piangono. Azionano anche la leva che la fa muovere. Qualche volta la fermano. Altre volte scappano lasciandola in moto perpetuo per tutte quelle che passano di lì.
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