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sabato 27 ottobre 2012

Orgia


Orgia verbale con lirico sadomasochismo in chiave triviale.
Ohhh Bubi, che ouverture! Rimanda all’Orgia di pasoliniana memoria in versione pop osè.
Esatto….Nessuna dotta macerazione intellettuale alla Pasolini, ma abbondante ricorso all’immaginario sconcio, alla depravazione, alla perversione, alla ferocia convulsa dell’accoppiamento, al bestiale obnubilamento dell’eccitazione. La frenesia verbale è istigazione, tentazione, autoerotismo, lussuria, sfogo di bruti istinti sessuali.
Un sottile, penetrante, incalzante, focoso gioco psicologico di esasperazione e provocazione, un torbido sconvolgimento dei sensi. Per alcune donne è indispensabile pungolo al sesso. Per altre un ottimo condimento elettrizzante. Per altre ancora bisogno assoluto di oscenità.
Ricordo certi racconti, Bubi. Tipo quello della famosa Melania che mancava solo ti chiedesse di usare la frusta…
Uhm, si, Melania è un classico esemplare di donna prona al sesso verbale. Quanto alla frusta, no, lì scivoliamo in un’altra categoria. Prima o poi parleremo anche di quelle, Giulì!
Certamente, Bubi. Si, hai ragione, Melania non era da frusta. Lei voleva essere “insultata”, adorava il linguaggio sporco e piccante, era lei che ti chiamava uccellone vero?
Già!!! Uccellone…ecco qui l’uccellone bello con la sua puttana diceva, per non menzionare espressioni ancora più colorite.
Un sesso senza parole per queste donne è quasi impossibile, Bubi?
In un certo senso è proprio così, Giulì. Vivono la sfera sessuale come una dimensione puramente libidinosa, denudata dalle dolcezze e dalle grazie dei gesti, delle forme, delle premure e delle cautele dei rapporti umani strutturati. E poi ci sono tra loro tante sfumature.
Alcune distinguono così fare l’amore e farsi una chiavata, giusto?
Infatti, Giulì. Magari con il marito sono amorevoli compagne di silenziosi amplessi e con gli amanti, come me, scatenano le loro voglie licenziose.
Per altre donne invece le ragioni e i meccanismi sono molto più complessi e delicati.
Terry, la ragazzona ciccia e brufoli che faceva del sesso verbale la sua forza di attrazione!!! Alludevi a lei Bubi, credo.
A Terry certamente. E poi a quelle che hanno terrificanti problemi di relazione con la figura maschile o gravi condizioni di disistima di se stesse.
Uhm…esempi concreti?
Delia. Fuori dal letto e dall’orgia del turpiloquio carnale è un pulcino bagnato.
Un’anima fragilissima, Delia, sempre sull’orlo della disfatta Bubi.
Purtroppo penso che andrà sempre a infilarsi in storie brutte e lì, temo, anche di maltrattamento pesante…
Bubi, ma ci sono anche quelle semplicemente disinibite, insomma che passano dal sesso verbale per pura e sciolta libertà passionale?
Arriviamo anche a loro.
CONTINUA

sabato 13 ottobre 2012

Suoni d'orgasmo


Bubi, Sonia sgocciola dolce beatitudine mentre Cristina interpreta la scena dell’orgasmo al ristorante in Harry ti presento Sally?
Che film, accidenti, bella reminiscenza Giulì! Ecco, pensa che Cristina fa bene quella parte e poi, a clou raggiunto, si alza in un balzo, si riveste, si ricompone e torna ad adottare falcata, tono asciutto e vigoroso, espressione tirata. Sonia invece, dopo quello sgocciolamento di dolce beatitudine – altra magnifica espressione da suggerire alla tastiera vivente – giace pateticamente distesa, quasi in deliquio.
Quella di Cristina “dopo” è un’immagine da freezer, quella di Sonia è da orticaria, Bubi.
Dai, Giulì! Questo è il variegato mondo del mistero, il sesso e le sue umane rappresentazioni, non te l’ha ben spiegato Pedro?
Eccome, spiegato e rispiegato Bubi. Ma qui tra crocerossine, leopardi, enigmi, ninfomani e scopamiche questo mondo del mistero è perennemente in tempesta. Pedro mi ha affidato proprio uno sporco lavoro!
Non mentire, Giulì. Ti diverti, lo so. Vuoi vedere quanto ci ridi su?
Noooooooo, basta, il solletico non lo sopporto più. Bruto, fallo alle tue donne!
Quanto ti voglio bene Giulì, sei uno spettacolo di donna!
Ma il tuo cellulare questa sera tace, Bubi?
E’ semplicemente spento, Giulì. Ma se hai bisogno di altri input lo accendo subito!
Si, voglio morire di stimoli sessuali ah ah…
Bene, agli ordini, accendo.
Una scarica di trilli, una giungla di focosi sms, di avvisi di chiamate perse, di ami lanciati e potenzialmente da raccogliere.
C’è l’imbarazzo della scelta, come al solito, amico mio. Uhm, vediamo, analizziamone qualcuno di quelli chic. Sai, dobbiamo cimentarci anche in quella dimensione pseudo culturale, pseudo psicologica, pseudo filosofica, pseudo tutto di quelle tue spasimanti che celano le bramosie erotiche sotto la cortina delle affinità cerebrali. Roba noiosa ma ci tocca.
Perché è roba noiosa? Alcune sono davvero persone intelligenti, colte, di spessore.
Bubi, sai come la pensa Pedro. E non posso proprio dargli torto! Sono spesso assai più inconsistenti o velenose o odiose delle frivole, a volte peggio pure delle gatte morte…Ecco, tipo questa Mia, da quanto non ne avevamo notizie? Leggi, leggi:
Ti ho ritrovato “…nella camera di voluttà” con l’amato Apollinaire, un tuffo al cuore. Ricordandoti, Mia.
Una dotta citazione, Giulì. Mia! Erano davvero secoli che non si riaffacciava sulla scena…
Una dotta…eccitazione, vorrai dire, Bubi.
CONTINUA

giovedì 11 ottobre 2012

Sonia a sesso lento


Sonia è morbida, languida. Tutta moine, sussurri, sguardi caramellosi. Sai come sono le gatte morte, Giulì! Fingono sempre una vezzosa indifferenza, si muovono con sensuale indolenza. Sonia è una gatta morta. Punto.
Bubi, in una parola sola, svenevole.
Si, svenevole.
Ma questa Sonia o, insomma le gatte morte, sono molli anche sessualmente?
Non molli, Giulì, morbide. Indugiano, si strusciano zuccherose e apparentemente arrendevoli, ammiccano e alludono con smorfie e bisbigli, seducono con pose esplicite ma travestite da casualità.
D’accordo ma almeno al culmine del piacere si trasformano in animali vivi immagino, Bubi!
Da quando ti interessa così tanto il dettaglio tecnico, Giulì?
Da ora, Bubi. La gatta morta mi incuriosisce, mi infastidisce, mi avvilisce. Voglio saperne di più, ecco.
Vivono l’erotismo come forma di celebrazione della propria bellezza e del proprio fascino. Adorano sedurre, eccitare, confondere, rapire. Al godimento fisico antepongono il godimento cerebrale della conquista. Probabilmente vivono così la loro femminilità o la loro potenza femminile…
A te Bubi piace molto Sonia?
La trovo infinitamente sensuale, tutto qui. Mi allettano le sue pose, le sue labbra vagamente imbronciate, il tono vellutato della sua voce. Appena l’ho conosciuta ho fantasticato sul suo corpo abbandonato al mio! Mi fanno impazzire i suoi riccioli neri che cadono disordinati sul viso, il suo guardaroba sexy finto trasandato, le sue mani piccole e magre. E comunque, Giulì, Sonia ha anche lo charme dell’arguzia, ha buona cultura e grande sensibilità musicale.
Ma questa Sonia gatta morta è amica di Cristina il leopardo, che coppia Bubi!
Una strana combinazione, è vero Giulì. Ma se le vedi insieme sembrano danzatrici molto esperte e affiatate, giocano d’intesa. E sono inebrianti. Molto.
Suggeriscono una performance a tre?
Indubbiamente stimolano proprio quel genere di fantasia erotica, Giulì. Io preferisco non addentrarmi in quel tipo di esperienza ma teoricamente ammetto che sono stato attraversato da un po’ di fermento carnale e da una buona dose di tentazione! D’altra parte sono anche consapevoli che ho abbondantemente consumato con entrambe e direi che l’hanno presa con frizzante complicità. Credo che per loro sia una situazione intrigante e avvincente. Sono spiriti free, Giulì.
Molto free, Bubi. Punteggio, su, voglio un punteggio o una graduatoria: meglio il leopardo o la gatta morta?
Giulì stento a riconoscerti! Secondo me Pedro ti ha imposto di girare il coltello nella piaga.
Bubi…rispondi.
Per un solo incontro di sesso, Cristina. Se gli incontri si moltiplicano, meglio Sonia. E’ più impegnativa e lenta l’esplorazione, insomma si concede gradualmente e questo tiene alta la tensione. Con Cristina si brucia tutto subito.
CONTINUA

sabato 25 dicembre 2010

Letti sfatti e orgasmi sbilenchi

L’ enorme equivoco di grinta e grazia.

Devo rotolare via, Pedro non tollera ulteriori indugi. Devo lasciarvi soli con Bubi e le sue donne, cari lettori. Perché questa è una storia senza fine, perché qui la bontà è troppo buona e la cattiveria troppo cattiva, perché la sorte di Bubi e delle farfalle che volano nel suo cielo è scritta in una pergamena chiusa in bottiglia e trasportata dalle onde di un oceano molto lontano.

Ricordate la partenza?

Questa è la storia dei sensi. Del gioco appiccicoso delle illusioni, delle persuasioni, delle passioni fatali.

Accomodati sulle spine avete intrapreso il viaggio in un vortice di colori, eccitazioni, noie. Avete amato e odiato Bubi…Avete soprattutto creduto di capirlo, Bubi. Lo avete riempito di etichette, lo so!

La pelle di Bubi è refrattaria alla colla, sappiate dunque che le etichette sono scivolate via. Ma i vostri sforzi di interpretazione e giudizio sono gelosamente custoditi nel suo scrigno delle scorte di buonumore…

Proprio così. Quello che piace moltissimo a Bubi è tutta la generosità di tempo e pensiero che gli avete dedicato! Perché Bubi è abituato alle farfalle che non smettono mai di volare nel suo cielo. Quelle che sognano di ritrovarsi prima o poi tra le sue braccia, quelle che sognano lui non desideri altro che ritrovarsi prima o poi tra le loro braccia, quelle che sognano di volare più e meglio delle altre compagne di sventurato volo…Immaginare che lettori e lettrici abbiano calorosamente seguito le sue avventure è una conferma eccitante per Bubi.

Non posso e non voglio svelarvi altro.

All’inizio, lo ammetto, cercavo di svicolare dalle limitazioni di Pedro per servirvi utili ragguagli, spiegare, mettervi in guardia, offrirvi confort di viaggio, poi ho compreso che sarebbe stato sciocco o inutile. Il rebus dovete risolverlo senza il mio aiuto. Vi basterà essere meno supponenti di tante farfalle, cari lettori!

Bubi, il responso della Sibilla è chiaro…dice Giulì.

E perentorio, ahimè. Ride, Bubi, come ride quando l’alcool ha cancellato tutti i fantasmi.

Sfoghiamoci un po’ con le farfalle più ostinate, Bubi. Tanto quelle abboccano sempre…Messaggi circolari e grandi complimenti ai sorrisi, alla passionalità, alle attitudini psicologiche: funzionano alla grande!

Ah ah ah, è vero, abboccano sempre Giulì. Però è talmente irritante la loro stupida ostinazione che adesso non ho neanche tanta voglia di leggere le risposte, accidenti. Sgridate, coccole, smancerie di bassa filosofia: è fastidioso già solo immaginare tutte quelle sfrontate energie sprecate…

E’ da una vita che ripetiamo queste cose, Bubi, dai! Tanto proprio tu non puoi bacchettarle. Ne sprechi più o meno quanto loro nel delirio di tirare a campare. Continua a punirti e vedrai che ti ridurrai peggio delle tue farfalle, Bubi.

Non è che mi punisco…

Si, ti punisci ad ogni sorso che mandi giù per sopportarle, Bubi! Ad ogni sorso che mandi giù per difenderle, per giustificarle. Ad ogni sorso che mandi giù per tollerare la loro ignoranza, la loro banalità, la loro frivolezza, la loro ottusa fierezza Bubi! Ad ogni sorso che mandi giù per incensarle di belle parole, per tenere desta la memoria, per inumidire la loro intimità. Ad ogni sorso che butti giù per far credere ad ogni farfalla di essere diversa dalle altre Bubi! Si, ti punisci Bubi. E il tuo cervello non ringrazia. Ruggisce di disgusto, tristezza, smarrimento.

Ma io mi comporto male con loro, Giulì…

Ovviamente…

Sembrerà un racconto di sesso, disagio, squallore quello di Pedro e della tastiera vivente. Di un uomo irrisolto, di donne fameliche o puerili o superbe, di letti sfatti, di lacrime trattenute, di orgasmi sbilenchi strappati a una lussuria che si agghinda di una orripilante maschera di romanticismo. Una storia di solitudini che sfuggono alla verità in un coito bestiale. Che allegria, Giulì!

Perché, Bubi, pensi sia allegra la competizione delle farfalle?

No ma almeno quella a me fa divertire…

Ma smettila, Bubi! Purtroppo la realtà non contempla ancora una donna per te, ecco.

Eh?!? Una donna per me? Questo incasina il rebus, taci, magari Pedro ci ascolta, ride Bubi.

Messaggio circolare, su, scrivi: mi manca tanto il tuo sorriso…unico!

Vuoi prendere il toro per le corna?

No, voglio tarpare le ali alle farfalle cieche.

Però così…risponderanno, felici, infoiate, trepidanti!!! E, insomma, andranno a schiantarsi irrimediabilmente!

Esatto. Purtroppo non conosco altro modo per arrestare il loro assurdo volo, Bubi.

Ma che missione è? Cosa te ne importa di loro?

E’ affar mio, Bubi. E comunque….non tollero la faccia che indossi con loro. La tua vita si sta consumando con loro e così quella faccia finirà per prendere il posto della tua.

CONTINUA O NON CONTINUA

sabato 30 ottobre 2010

Quando non basta neanche la sensualità poetica

Francy è proprio sorprendente: Bubi devo ammettere che…ho voglia di te.

Francy? Francy che si arrende così a Bubi, Francy che rinuncia al pungolo pungente, Francy che lancia un amo romantico e sereno. E’ un bluff?

Bubi scarta l’idea di risponderle, di indagare, di giocare. Non risponde neanche a Monica, la ninfomane sempre più incalzante.

Semplicemente non ne ha voglia. Come non ha voglia di addentrarsi in uno dei travagliati rebus di Lucy: forse sono sbagliata, forse sono stupida…o pago per aver puntato l’indice contro l’aberrazione?

Fanno la loro comparsa via sms anche donne del passato, una domenica uggiosa che spinge tutte a cercare Bubi? Pure una stuzzicante ammiratrice anonima che si firma “bellissima” arriva a Bubi con un exploit di sensualità poetica: finalmente sono riuscita ad avere il tuo numero, uomo dei miei sogni, ti scaldi e ti ecciti…il cuore…il mio pensiero denso di passione.

Caspita!

Il messaggio della sconosciuta per Bubi è l’unico degno di un attimo di eccitazione. Ma dura solo un attimo, appunto. Non è giornata, ecco.

Chi sono davvero tutte quelle cagnette in calore? Non è molto elegante come pensiero ma è proprio quello che passa in un lampo nella testa di Bubi. Magari approfittano del sonnellino di mariti e figli davanti alla tv per scrivere a Bubi di domenica, magari sono semplicemente sole e irritate nel giorno di festa perché l’amante fa regolare presenza nella casa di famiglia, oppure sentono la noia del giorno nel quale mancano il lavoro e le corse da gonnelle in carriera. Qualcuna più che single sfigata, come si ritiene, è zitella causa fuga di tutti i potenziali compagni!

Il quadretto è desolante insomma, per Bubi è una di quelle atroci consapevolezze della lucidità che lo gettano nello sconforto. Lo squallore affoga nel campari shakerato, quando tutto si tinge un po’, si rallegra un po’, si confonde un po’…Ma lì, davanti alla crudezza della coscienza limpida, diventa una lama che si conficca nella carne.

Non è un tripudio dei sensi ma una gazzarra fastidiosa per intenderci. Tutte quelle avance sono avvilenti e stonate. Questioni di tempo, contesto, condizioni…Bubi in queste circostanze si sente una sorta di ultimo stadio, di ancora di salvataggio, di soluzione di riserva, di tappabuchi. O la sintesi estrema della miseria esistenziale perché in definitiva attrarre tutto quel carrozzone di anime disgraziate può significare anche non meritarsi niente di meglio o di più, accidenti…

Su questo riflette Bubi.

Ma non è la sua leggerezza sentimentale ad aver allontanato spiriti nobili, in verità. Bubi, per amor del vero, non ha conosciuto autentiche dame, donne da manuale dei desideri, femmine sublimi. E quel vezzo da galantuomo che lo spinge a non ammetterlo mai del tutto, lo invita sempre a incolparsi e gli suggerisce di credere o far finta di credere che sia solo fatale casualità è una piccola, grande farsa della sua storia di uomo, reale e letterario.

Perfino Pedro non riesce a scucirgli un giudizio tranciante sulle donne. Preferisce sorridere e tacere, Bubi. Tergiversare, talvolta. Indulgere sulla possibilità che la causa primitiva di ogni degenerazione femminile sia la pessima qualità del genere maschile.

Perché Bubi non vuole o non riesce a condannare le donne?

Giulì direbbe che è un po’ strategia, un po’ delicatezza, un po’ insicurezza, un po’ smarrimento. Credo che Giulì non sbagli. Bubi ha una tenace tendenza a sottovalutarsi, quasi a ritenersi indegno di felicità. Bubi ha un’educazione e un garbo che non gli consentono espressioni di biasimo pesante. Bubi ha un fortissimo rispetto per i percorsi psicologici, umani, culturali di tutti. E Bubi sa anche starsene nei panni del cicisbeo accomodante: basta succhiare il nettare e volare via…

Per godere di ciò che è bello e piacevole capita di doversi sorbire pure qualche boccone amaro e comunque saper voltare pagina quando si presentano le parti brutte e spiacevoli. Di questa necessità, quella di godere di emozioni, Bubi ha fatto virtù.

Quando gli piomba addosso la risacca torbida deve tenere duro, Bubi.

Quella giornata deve solo passare, finire.

Per fortuna c’è la serata con Giulì.

Giulì? Mentre lo rincuora la prospettiva è assalito da un moto misto di riso e di vago patema: e se Giulì volesse incastrarlo alla resa dei conti e degli eventi?

CONTINUA

mercoledì 18 agosto 2010

Capezzoli e umide passioni

Bubi si sveglia con un pensiero: il campari shakerato.

Certe volte è esattamente quello che ci vuole, per Bubi. Non è un colpo di spugna. E’ il suo infallibile metodo per levarsi il fiato dal collo, rilassare i muscoli, rasserenare i pensieri. E per togliersi dalle orecchie qualche ronzio di troppo…In fondo Bubi non aveva reali motivi di turbamento in quel momento, era solo affaticato dalla pressione ansiogena di Lucy. D’altra parte era pure ormai chiaro che non dovesse temere per lei, quelli erano suoi momenti inevitabili e aveva sufficiente vigore per stare in piedi da sola.

Insomma doveva solo diventare presentabile e andare a godersi il campari shakerato nel suo bar. Caffè e doccia. Poi finalmente la maestria del barman e il gradevole drink in mano…

Sono le 17, riaccende il cellulare e con un sorriso legge: ciao Bubi, sei sopravvissuto? Dai, almeno con me non ti annoi Bubi. Io sto bene, incredibile ma vero…A presto, spero. E’ Lucy, l’enigma Lucy.

Con il secondo campari shakerato Bubi mette a fuoco che ha davanti un’altra serata abbastanza intensa. Alle 20 ha appuntamento con Morena: dovrà affrontare una ricca cena, sicuramente, poi affettuose attenzioni e conversazioni e dulcis in fundo un congiungimento carnale.

Bubi sa che Morena segue un profumato e morbido rituale di accoglienza e seduzione: lento, denso e accurato.

Legge gli altri messaggi senza troppa curiosità. Si ferma solo su quello di Giulì: vista l’ora presumo che tu non ci raggiunga in piscina, la notte è stata troppo pesante eh? L’sms era delle 16. Bubi le risponde: Giulì mi sono alzato circa un’ora fa, sono al bar al secondo campari shakerato e medito di gustare anche il terzo. Ci aggiorniamo per giovedì, bacio.

La meditazione è brevissima: ordina subito il terzo. Morena è abituata anche alle sue gioiose alterazioni alcoliche, non è un problema!

Tutto sommato non ha mai messo in seria defaillance la sua virilità quindi un terzo bicchiere ci sta egregiamente, pensa Bubi ormai disteso, sveglio e ciarliero…

E quella con Morena è infatti una serata di grande sintonia e trasporto. Sembrano proprio godersela entrambi con frizzante partecipazione. Dalla cena squisita alle chiacchiere con effusioni e risate fino alle ottime intese erotiche Bubi e Morena trascorrono ore da amanti, complici e amici. Bubi trova Morena particolarmente vellutata e affascinante, Morena incontra l’incandescenza di Bubi con slancio e piacere. E’ tutto un po’ più osé del solito: qualche fantasia più indecente, qualche confidenza più spinta, qualche divagazione più chiassosa. Un tono alto, ecco. Ma sempre con il garbo di Morena…E questo per Bubi è un diletto sessuale molto intrigante.

Intanto Bubi acquisisce informazioni sconcertanti…Non narra tutto a Morena ma le svela che Monica è molto interessata a lui. A quel punto Morena gli accenna una bizzarra combinazione di episodi: lei ha ricevuto imbarazzanti advances dal compagno di Monica e Monica ha tentato piuttosto spudoratamente l’approccio con suo marito.

E tuo marito?

Bubi è stato lui a raccontarmi tutto, addirittura mi ha fatto leggere alcuni sconci sms di Monica. Non ho ragione di dubitare del suo rifiuto, è il tipo di donna che mio marito detesta e poi non farebbe mai qualcosa che stravolgerebbe i suoi rapporti con il compagno di Monica. Insomma Bubi escludo che tra loro possa esserci una relazione…

A Bubi è tutto chiaro ma con Morena tace. Glissa con una battuta: a Monica piace il sesso, come darle torto?! Molto elegantemente Morena, anche se a Bubi è evidente che deve conoscerla tanto bene da sapere tutto sulla sua fama di ninfomane, evita i giudizi espliciti su Monica: eh si, Bubi…

Poi le mani e la lingua di Morena prendono il volo con abile dolcezza e Bubi si lascia dominare da quella passione raffinata. Quando la possiede e ha ancora tutto l’umido calore addosso trova Morena eccitata e fremente.

I capezzoli succhiati dall’avida bocca di Bubi restano tesi e bagnati, prove di un’emozione dei sensi guidata da un desiderio energico…

CONTINUA

mercoledì 4 agosto 2010

Amori, odori e campari shakerato

Bubi ti ho già detto che Stefania non sta proprio nel mucchio, dai.

Giulì sei ostinata, eh! Stefania è una cara persona, lo so. Ma non crederai davvero che si era innamorata di me!

Non ho detto questo, Bubi. Ho detto invece che è innamorata dell’amore…Insomma sognava che attrazione e piacere potessero preludere a un dolce sentimento e a un’unione più che fisica. E’ di quelle un po’ ostinate, sai, con la storia romantica dei brividi che sono segnali d’amore forse.

Forse…è anche un po’ condizionata, è vero, se è questo che pensi Bubi.

Si, penso abbia necessità di aggrapparsi a sogni di passione infinita per sentirsi libera di godere qualcosa di semplicemente umano, molto umano. Magari ha pure temuto che frequentare me la esponesse al rischio di giudizi collettivi poco lusinghieri…Rifugiarsi in un impetuoso slancio sentimentale non corrisposto è un escamotage femminile assai comune, Giulì.

Certo, Bubi, su questo non posso darti torto! Le donne nascondono le loro naturalissime pulsioni o trasgressioni dietro la favola dell’amore, raccontano che sono state deluse o ingannate o respinte e così credono di sottrarsi al malevolo pettegolezzo di chi sta loro intorno. Guarda è davvero una condanna culturale questa, accidenti! Siamo ancora messi così nel nostro modello sociale: se sei uomo e fai collezione di flirt sei fico, se sei donna e fai strage di maschietti sei una di facili costumi per dirla con eleganza, no?!

Ma si, un po’ è vero, ammettiamolo. Però la tempesta ve la tirate anche addosso da sole, non dobbiamo tacerlo. Siete le prime a malignare, a sputare giudizi, a relegare la vostra essenza nell’ombra.

E’ un gatto che si morde la coda, Bubi. Effettivamente è la solita sciocca guerriglia che sfibra tutto e tutti…Stefania indubbiamente è una che sbandiera con vigore la sua ferrea moralità, i suoi valori e le sue certezze sulla purezza di cuore, l’idea dell’amore assoluto. Ha provato un moto per te in un momento di instabilità emotiva, di crisi femminile, di rabbia della mente e di febbre del corpo. Ha capito che eri l’uomo giusto per aprire e chiudere la parentesi. Si è lasciata andare e poi ha improvvisato la strategia dell’innamoramento. Oppure ha percorso esattamente il sentiero che aveva studiato per uscire indenne dallo scossone.

Allora convieni con me, Giulì?

Si, Bubi. Eppure credo che Stefania in qualche modo abbia messo in gioco qualcosa di più. Non so se sei stato bravo tu, se si è fatta prendere la mano, se tra voi sia scoccata qualche scintilla quasi ustionante. Ho avuto l’impressione di cogliere un’eccitazione speciale nei suoi occhi, più di una volta. E’ quel lampo che passa dentro le donne che riconoscono l’odore del loro uomo, Bubi. Capisci cosa intendo?

Capisco. Ma Stefania per queste cose è una maestra! E’ questione di carattere, Giulì. E’ quel temperamento sempre caricato oltre misura, come un elastico tirato fino quasi al punto di rottura…Risate chiassose, sorrisi larghi, fiumi di parole, abbracci a mo’ di morsa, baci con il sonoro incorporato. Questo è il suo modo di esserci, più che di essere…

Quasi a imprimere l’orma del suo passaggio?

Esatto, Giulì. E’ in quella vena di perenne esaltazione di ogni filo d’aria che magari hai letto tanto fermento per me…

Può darsi, Bubi. Cosi si comprenderebbe molto bene anche la sua ammirazione per te. C’è un buon grado di egocentrismo, no?

Certo, Giulì. Per giustificare la sua passione per me devo essere un uomo almeno di buon livello!

Parlando di Stefania sai chi mi viene in mente, Bubi?

Chi, la sua amica, la cavallona?

No, no…Quella del campari shakerato. O meglio quella che ti faceva le prediche appena portavi alla bocca il primo bicchiere…

Orrore! L’avevo rimossa, Giulì. Mi stava addosso neanche fossi un alcolizzato all’ultimo stadio. Con quello slancio che vestiva d’affetto c’era l’arroganza di chi pretendeva di conoscermi, di sapere cosa volevo dalla vita e cosa avrei dovuto fare per sfiorare la felicità.

Beh all’inizio quasi ti piaceva tutto quel fervore!

Purtroppo ci sono quasi cascato, Giulì. Sai quella foga era…erotica. Ma quando ho intuito che sotto si celava una donna troppo ingombrante ho preso distanze di massima sicurezza.

Bubi, ride Giulì, cosa pensi di me quando ti esorto a bere meno?

Che sei l’unica rompiscatole che io possa sopportare!, ride di rimando Bubi.

CONTINUA

sabato 3 luglio 2010

Essenza sensuale e nevrotica.....

Sono quasi le 19 quando Bubi rientra a casa, giusto il tempo di rinfrescarsi e cambiarsi. Nel frattempo non è arrivata alcuna notizia di Francy ma un pistolotto da Monica. E’ una iena: Bubi sei un imbecille, credi di avere a che fare con qualche cagnetta da quattro soldi come le tue amichette?

Bella amica che si ritrova Morena, pensa Bubi. Per lui è uno spasso la collera di una dama ninfomane e arrampicatrice però è quasi schifato da tutta quella perfidia. Le mosse di questo carro armato del sesso isterico confermano comunque le informazioni di Giulì.

Bubi non medita neanche per un attimo di degnarla di un cenno, ci prende gusto a lasciarla bollire nel suo brodo. Ma quando sarà in giornata giusta la frusterà a dovere…e non solo simbolicamente, ghigna silenzioso Bubi con un lampo di famelico sadismo negli occhi.

Cerca di presentarsi all’appuntamento delle 20 con l’aria gioconda e ammaliatrice del miglior Bubi. La strada che vuole tentare è quella del cabaret godereccio. Insomma Bubi vuole impostare il gioco prima di non raccapezzarsi più nel viluppo di eros e pathos adorato da Lucy. D’altra parte sa che è un seduttore eccellente nella parte del mordace disinvolto: un po’ brillante, un po’ casual, un po’ piccante, un po’ fanciullesco.

Moine da seduttore in esibizione da istrione navigato? Questo e ancora di più, signore e signori. Bubi è un buffone eccellente, un sofisticato oratore, un disarmante incantatore. Se è in forma può ammansire pure l’enigma Lucy…

Ma accade, in letteratura e in realtà, che le forze della natura concepiscano disegni bizzarri, che le anime incontrandosi compongano sinfonie imprevedibili. Così gli intenti di Bubi e le vogliose ansie di Lucy danno vita a una serata di esilarante e pittoresca eccezionalità.

A partire dall’aperitivo l’enigma Lucy e Bubi sembrano duellare di fioretto con spiritosa e afrodisiaca foga. Non c’è l’atmosfera di tragedia incombente stile Lucy e neanche la rilassatezza godereccia di Bubi. Ma una spirale di punzecchiature, corteggiamenti, affondi, smancerie, afflati e dribbling.

Pure il campari shakerato fa la sua parte. E così quella birra Cannabis che bagna la birra. Ma che maestria, Bubi e Lucy! Erotismo e satira alle stelle, davvero uno spettacolo di rara fusione di istinto carnale e raziocinio…

Una sfida, forse.

O una splendida performance della loro essenza sensuale e nevrotica insieme. Tesi all’accoppiamento e alla lotta cerebrale, commenta con finezza Pedro.

La cena prelude al letto. E’ quello che si intuisce tra gli ultimi bocconi, nell’ultimo sorso di caffè, in quell’urgenza alla cassa. Si sono bombardati di stimoli evocando risvolti osè. Mai sboccati e sempre intensi. Al di là del corpo, oltre l’eccitazione. Come se dovessero finalmente arrivare all’oasi e abbandonarsi a un piacere virtuoso…

Bubi cinge la vita di Lucy appena fuori dalla pizzeria. La stringe un po’, poi scende con la mano lungo la curva delle anche…Lucy si volta appena con il capo, si alza in punta di piedi e accosta la sua bocca avida di baci a quella di Bubi. Una scossa elettrica e poi una corsa. Via, a casa di Bubi!

CONTINUA