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mercoledì 31 ottobre 2012

Donne e vibratore


Uno dei messaggi è di Mia (e vibra davvero!): Questa sera sarò del vibratore. Voglio proprio scosse dentro di me.
Bubiiii, Mia ha tolto definitivamente la maschera, da erotomane intellettuale è passata a erotomane punto.
E vuole pure farmi pensare che un vibratore è più piacevole di me?! O è solo un altro richiamo?
Temo sia solo l’acida vendetta per la tua scarsa predisposizione al possesso, Bubi.
Eh si, crede di ferirmi. In realtà quella ferita è lei.
Sei sicuro Bubi di non essere un po’ dispiaciuto? Secondo me è stata una brutta sorpresa per te quella che ti ha riservato ieri sera. E ti pesa…
E’ vero, non fatico ad ammetterlo. In qualche modo Mia era terra che curavo con garbo, ho pensato davvero che le sue peregrinazioni intellettuali fossero sincere, belle, entusiasmanti. Ieri sera ho visto una Mia sporca e la sensazione è stata molto, molto sgradevole. Questa follia del possesso è una persecuzione.
D’altra parte credo che questa volta sei stato tu a farti in testa un film sbagliato, Bubi. Mia era grossolana nelle sue erudite interpretazioni ma tu ti rifiutavi di coglierlo… Cosa le rispondi ora?
Non rispondo, Giulì. Lascio che si convinca di aver consumato la sua vendetta poi si vedrà.
Allora avanti, leggi gli altri messaggi.
Ma che è, Giulì?!?! La congiura dei vibratori! Sembra si siano messe d’accordo…
Anche Eva se la spassa con il vibratore: tutto sommato l’alternativa del vibratore mi ha fatto buona compagnia…comunque quando vuoi la tua dotazione sessuale è ben accetta!
Carina anzi elegante, direi!
Elegante?
Sto scherzando, Bubi. Qui discorriamo di differenze di temperamento e di sfumature di relazione ma la sostanza è che le tue amiche sono tutte un po’ ninfomani nei fatti e nel linguaggio, accidenti. “Dotazione sessuale” è il tocco di grazia, no?!
Cara Giulì, sono donne ah ah ah. Il gentil sesso!
Grr, che rabbia, che sconforto, Bubi. Le donne…non le capisco.
Oh, non dirmi che anche tu hai bisogno delle lezioni di Pedro?????!!!!!!!!!
Qualche volta penso che davvero lui e la tastiera vivente mi abbiano ingaggiata proprio perché anch’io, come te, sono cavia, spugna, allieva. Magari riusciranno a educarci e istruirci a dovere.
Uhm, ho paura che soffriremo molto Giulì. Stappiamo un’altra bottiglia, a bocca uscita e cervello sobrio il viaggio è troppo duro.
D’accordo. Vibra ancora, Bubi. Prima scoliamoci questo calice poi affrontiamo il messaggio!
Bubiiiiiiii, domani sono libera, senza marito e senza orari, dimmi che ci vediamo!!!
Chi è questa… Signora?
Cinzia. Imperdibile occasione, Giulì. Fammi confermare subito disponibilità, dopo ti racconto di lei. Bubi digita in un lampo: non perderei l’occasione per niente al mondo! Appuntamento da te alle 18. Un bacio carico di promesse.
Tenero, quasi banale per te questo messaggio, Bubi.
Cinzia è semplice, Giulì. Non c’è alcun rituale di parole, alcun codice da decifrare, alcun problema di forme. Tutto scorre via liscio e naturale…
C’è solo un marito di mezzo ma è un dettaglio di poco conto, lo so Bubi.
Un marito cornuto come tanti, Giulì.
Eh già! Dai, parlami di Cinzia!

giovedì 25 ottobre 2012

Sesso orale...no, verbale


Mia quella sera è decisamente diversa dal solito. Bubi lo percepisce appena la vede. Lo accoglie quasi nuda, senza fronzoli ciarlieri, con gli occhi quasi assatanati, la sigaretta aspirata nervosamente, il bicchiere vicino a una bottiglia di vino appena stappata e già a metà. Lo stringe muovendosi con esasperata malizia emettendo sussurri infuocati.
Bubi, Bubi, prendimi…
Lo spoglia con le mani che tremano e fremono e poi, con voce stridula, lo assale: Bubi fammi sentire che mi vuoi, dimmi cose sporche, voglio essere la tua schiava.
In effetti quella trasformazione di Mia ha irrigidito Bubi. E’ eccitato anzi è quasi sul punto di esplodere ma la versione aggressiva e spudorata di Mia lo spiazza e lo blocca un po’. Cerca di lasciarsi andare, di assecondare Mia. E’ sedotto dalla sua fame di sesso e risponde con una prestazione da maschio di razza. Ma non riesce a pronunciare che poche parole, quasi a denti stretti, senza il calore della violenza infoiata che Mia agogna. E Mia strilla, si sbatte, lo lecca ovunque, ripete fammi male, Bubi…
Ne esce una serata confusa, un’edizione mal riuscita di un film porno con un’attrice che interpreta bene la parte e un attore del tutto a rimorchio, che tiene testa alle scene ma sembra sul set per costrizione.
Amoreggiano fino all’orgasmo. E ancora. E ancora. Ma i brividi di Mia scemano in un turbamento rabbioso e il disagio di Bubi lievita come una torta nel forno.
Non resistono accanto nel letto quando il sesso lascia il posto al declino. Ed è proprio Mia a rompere gli indugi: vado a farmi una doccia, ciao Bubi, buona notte. Praticamente è libero, può andarsene, chiudere la porta alle sue spalle e lasciare Mia alla sua notte di pensieri e tormenti. Ciao Mia, replica Bubi con lo stesso tono da automa usato da lei.
Perché?
Perché, si chiede Bubi tornando a casa. A cosa è dovuta quella trasformazione di Mia?
Si addormenta a un sonno agitato, Bubi. Per fortuna non c’è la sveglia, non lo aspetta una giornata di lavoro. Si sveglia tardi e svogliatamente per alcune ore provvede alle incombenze che si era programmato quasi cercando di sfuggire al ricordo di Mia.
Sono quasi le 19 quando squilla il cellulare, è Giulì.
Bubi, sei vivo? Ho fatto un ottimo pesto, vieni a cena da me?
Molto volentieri, Giulì, amica mia. Un’ora e sono lì.
Bubi, che voce…cosa è successo con Mia?
Ma Bubi ha già chiuso la comunicazione.
Questo pesto è davvero squisito, ogni volta migliori Giulì! Ci voleva un sano godimento!
Bubi sei sconvolto.
Altro che poesia erotica, GiuLì, avevi ragione. Ieri sera Mia ha vestito i panni della sgualdrina famelica, era irriconoscibile. Sembrava volesse indurmi a impazzire di lei e per lei. Era così volgare da farmi quasi ammosciare tutto, Giulì. Come può esserle scattata questa bramosia di sesso orale?
Oh Bubi non pensavo proprio che il sesso orale fosse un problema per te! Da quando?
Giulì non “quel” sesso orale, figurati! Intendo il sesso verbale, ecco. Voleva luride parole, insulti impudichi, grida di lascivia. Era tesa all’orgia dell’indecenza verbale insomma. Si aspettava che io smaniassi di commenti piccanti, che la inseguissi con veemenza sboccata. Perché? Perché, Giulì? A un certo punto mi ha detto: non stiamo facendo l’amore Bubi, stiamo scopando capisci?!? Stizzita e insieme depravata.
A me non stupisce, Bubi. Mia ha sempre indossato quell’odiosa maschera intellettuale per circuirti ma non è niente più e niente meno di una erotomane frustrata. Se fossi in te ci metterei una bella pietra tombale sopra. E, visto che abbiamo aperto la parentesi, passiamo a quelle del sesso orale, le tue amichette inclini all’amor di bocca insomma.
CONTINUA

lunedì 15 ottobre 2012

Mia, erotomane intellettuale


Eros culturale, Giulì.
Definiscilo come vuoi, Bubi. Quello di Mia resta un travestimento. Ha bisogno di mascherare gli impulsi sessuali con la manfrina dell’afflato poetico, della sintonia mentale elevata, della corrispondenza di dotti sensi. Circuire fino al letto con le parole le sembra più raffinato e virtuoso. Preferisco le squillo genuine.
E’ una malia sottilissima, Giulì. E tu, forse, sei troppo impietosa con Mia.
Oh, Mia non è una cattiva persona, Bubi, non è contro lei personalmente che mi scaglio. Ma appartiene a quel genere di donna, lo sappiamo entrambi Bubi…
E’ vero. So che una genuina squillo è tutto piacere garantito e nessuna falsità però…
Però Mia è riuscita goccia dopo goccia a scavare il solco in quella semplice certezza dei tuoi accoppiamenti autentici. Con lei sei sempre scivolato nel tunnel delle parole. Quella moralità apparente dei confronti eruditi ti ha soggiogato.
Giulì, magari è solo un omaggio alla mia testa. In fondo desidero stordirmi anche del mio amore per quella cultura che lei agita come arma di seduzione.
Temo non sia proprio così, Bubi. Se fosse solo nutrimento, ne godrei per te. La realtà è diversa: Mia ha usato le parole per stringerti un cappio intorno al collo. Secondo me quando ti avrà vinto sarai un giocattolo molto meno attraente. Fino a quando ti inseguirà insieme a mille altre donne sarà complice intellettuale delle tue passioni letterarie, quando non dovessi guardare che lei sarà la più crudele delle possibili carnefici.
Ma non devo capitolare, Giulì. Parli come se stessi per impalmarla.
No, non potresti impalmarla davvero, non lo vorrebbe capisci!? Vuole vincere la sua battaglia, “ridurti” a uomo innamorato. Di lei, ovviamente.
Giulì, stai esagerando e non è da te! Qui c’è l’evidente sollecitazione di Pedro.
Può darsi ma…non reagisci, non neghi fermamente, non escludi categoricamente Bubi!
E’ così ridicolo…
Non è vero, esci allo scoperto Bubi. Stai vacillando. Mia che ritorna, Mia che riesce a distrarti da tutte, Mia che ti riconcilia con la possibilità di un sesso d’amore.
Giulì come spieghi che non l’ho più cercata? Lei si è fatta viva questa sera con un sms, è stata lei a scrivermi dopo mesi, se fossi vittima della sua seduzione non avrei potuto starle lontano!
Non mentire, Bubi. Tu ti sei tenuto a distanza solo perché lei aveva scelto, o finto di scegliere, quella che chiamò la strada della tenera passione ricordi? Si è messa con quel tizio occhialuto tutto libri e musica classica e ti ha messo alla porta, Bubi. Secondo me è stata una farsa ma, comunque sia, tu hai smesso di starle intorno solo perché lei te lo ha chiesto.
Me lo ha chiesto dopo una notte interminabile di baci e carezze che non hanno consumato tutto l’ardore dei nostri corpi…
Esatto, ne ho perfetta memoria! Lei non si è concessa del tutto, non ha lasciato che tu la penetrassi, ha voluto farti montare il desiderio perché ti rimanesse addosso, doveva indurti a credere che andava moralmente a cercare sesso con amore Bubi.
E intanto tutto il suo corpo e il suo bisogno di sesso si spalmavano su di me!
E anche dentro di te, Bubi.
CONTINUA

domenica 10 ottobre 2010

Di sesso e pensieri: la terra è l'albergo dei viandanti

Ma è tardi, deve fare una doccia, radersi e vestirsi. E’ la serata di Paoletta. Paoletta un po’ stufa dei panni da amante ma non abbastanza da spogliarsi e cercarsi un abito nuovo. D’altra parte quell’uomo l’ha voluto così, per soldi, potere, ambizione o frivolezza. Non vorrebbe mai stargli accanto mentre invecchia in pantofole e mutande. E non vorrebbe neanche amore da uno spiantato stravagante come Bubi, per intenderci.

Paoletta è la pagina delle donne irrisolte e perennemente scontente o inquiete…E Paoletta è ancora la migliore nella sua categoria, pensa Bubi, ha il dono dell’umorismo e della favella arguta.

Almeno non è prevedibile in ogni gesto e in ogni parola, Paoletta. Bubi ha conosciuto donne squallide nel tormento della loro monotonia…invece con Paoletta ci sono guizzi di pensiero e baldorie cameratesche piuttosto soddisfacenti. Si, una serata con Paoletta è comunque una manciata di ore allegre e saltellanti…si può fare, come dice Bubi.

Paoletta lo accoglie con qualche effetto speciale: come una pantera in vena di accoppiamento furioso. Sesso ad oltranza. Non che Paoletta non si fosse già distinta per charme e savoir faire da erotomane navigata ma la versione così audace e intrigante è un bel colpo d’ala! Tenuta e trucco molto sexy su un corpo e un viso che già allo stato naturale emanano profumo di libidine e Paoletta sembra voler introdurre, più o meno letteralmente!, Bubi nei fatati anfratti delle espressioni femminili più spinte…

Felice di riabbracciarti, Paoletta!

Bubi, sono felice anch’io.

Questo è l’unico preambolo a un corpo a corpo che li impegna con sensi e spasmi per due ore…L’unico preambolo ai versi del desiderio e dell’appagamento.

Lingue e mani lavorano alacremente fino alla penetrazione. E quando insieme esplodono Paoletta divertita narra proprio così le loro gesta: bestia, che sudata Bubi! Ma siamo grandi artisti delle discipline sessuali no?!

Si, si monella, ci scapperebbe la battuta del pennello ma tralasciamo!

Mmmh, adesso possiamo mangiare!

Ho fame anch’io Paoletta, mi hai fatto bruciare le calorie di due giorni di pappa abbondante…

La cena è gustosa, Paoletta è ciarliera e Bubi sta bene in quella cornice calda e scoppiettante. Indaga con leggerezza: Paoletta, tutto bene? Avevo avvertito un po’ di tensione nei tuoi messaggi, monella volevi farmi preoccupare…

No, Bubi, in effetti ogni tanto l’ansia mi stringe proprio la gola, divento intrattabile, scalpito, mi sta tutto stretto. E lui…in estrema sintesi lui sa che trovo in te un momento di salutare distrazione.

Hai capito, sono un farmaco eh! E lui dovrebbe pagarmi e ringraziarmi, ride Bubi.

C’è poco da scherzare, Bubi, forse lo farebbe sai?! A lui basta tenere a bada le mie intemperanze capisci?

Non lo dipingi come un santo e neanche come un galantuomo, Paoletta. E’ orribile quello che dici, siete a questo punto?

Lo siamo sempre stati, Bubi. Sono io che dopo tanto tempo sento un po’ di frustrazione, ecco. Lui…non è un santo. Ma non lo sono neppure io, me l’avevi detto anche tu rammenti?

Certo, glissa Bubi lasciando cadere l’argomento: questa sera sei più tentatrice del solito, Paoletta, stuzzica l’appetito in tutte le forme…

Si trattengono ancora a lungo Paoletta e Bubi, chiacchierando davanti a un film e poi ancora nell’accogliente alcova. Bubi rincasa alle tre del mattino, decisamente spompato ma soddisfatto.

Però…

Qualcosa bussa al cuore e alla testa di Bubi.

Tutte quelle figure, tutti quei corpi, tutte quelle voci, tutti quegli incontri sono sempre e solo gocce. In un oceano che le inghiotte, le confonde, le disperde. In un oceano che ha miliardi di altre gocce.

Gocce di piacere, di inchiostro, di saliva. Gocce di qualcosa che vagamente assomiglia alla speranza. Quella disperata, di affanno o di inquietudine. Scorrono…

Forse la terra è l’albergo dei viandanti. Nessun equilibrio, nessuna meta. Un peregrinare incerto e forsennato tra il tentativo di capire e fermare l’attimo che fugge e la scomposta brama di provare emozioni.

Accidenti, le emozioni. Ancora loro, ancora lì. Come spine nel fianco, sentinelle, fari. Una spruzzata di ottimismo nel cielo cupo. Una fesseria per placare il broncio. Una carezza di pietà sulle piaghe del dolore. Un fuoco d’artificio per strillare di meraviglia.

Bubi si guarda allo specchio e sfodera uno dei suoi sorrisi alzando le spalle. Non c’è altro da fare, bisogna scacciare l’apprensione.

Come fanno le sue donne, riflette Bubi. Quelle che annegano in lui. Donne che fanno le gocce nell’oceano…

Sarà questo l’unico destino possibile?

Si lava i denti, si spoglia e si butta sul letto.

Pensa a come andrà la serata con Anna, a come è stata travolgente Paoletta, ai pruriti vestiti di leziose lusinghe di Lella la crocerossina, agli ultimi messaggi di Lucy. Pensa a quel diario di nomi, orari, avventure. Agli odori, agli umori. Vivo di essenze, è il motto di Bubi. Ma lì, ora, quando sfumano le sensazioni, quando il silenzio e il buio fanno domande e aspettano risposte le facce, gli sguardi, le parole si mescolano. Le tempie pulsano. E le mani stringono qualcosa che non c’è.

Ci vuole un buon libro e tutto passa…

Poi…arriverà domenica, domenica con Giulì, domenica di riassunti e previsioni. Dovrà davvero abbozzare qualche direzione per i viaggiatori accomodati sulle spine?

CONTINUA

domenica 5 settembre 2010

Test d'amore

Il copione non fa una grinza. Fino a domenica Bubi ha l’agenda scandita da appuntamenti: la serata con Giulì, venerdì con Paoletta, sabato con Anna.

Divano, musica, snack, birra. E il cellulare stretto in pugno, saldamente come uno strumento di lavoro. Pronti, attenti, via!

E’ il pomeriggio ideale per le manovre di Bubi. Partono i messaggi, gli s.o.s., gli stimoli graziosi, le imbeccate graffianti. Seleziona, pondera, scrive e invia.

Forse l’ho narrato poco, è necessario soffermarsi su questa pratica di Bubi. Non è un passatempo. Non solo, almeno…

Per Bubi ci sono un momento e una condizione per ogni evento, per ogni persona, per ogni relazione. La sua corte è un po’ un carrozzone: l’umanità assortita in cammino senza meta.

A Bubi torneranno a tiro tutte. Anche Lella che adesso è congelata, un po’ in punizione, un po’ in catarsi, un po’ in ammollo. Anche Tina, Elisabetta, Angela e Donatella che non conoscete ma che sono passate nel letto e nei pensieri di Bubi. Ma momento e condizione devono essere perfetti. In termini di chiarezza e armonia, s’intende…

Bubi pare non intenerirsi per chi dice di amarlo, non esaltarsi per chi lo tratta da stallone di razza, non impietosirsi per chi gli consegna storie di disperate psicologie. Ma, cari lettori, non sarà passato inosservato l’attento studio di Bubi e Giulì. Sul costume, sulle umane miserie, sulle logiche del sesso, sulle menzogne della sopravvivenza.

Bubi sottopone le sue donne a una serie infinita di test, le mette costantemente alla prova. Non lo fa per crudeltà. E neanche per diletto.

Bubi non può accumulare rimorsi. Non ce la fa. Non potrebbe accettarli e sopportarli. Non potrebbe perdonarli.

Non so se ne abbia già seppelliti troppi nel cuore per riuscire ad aggiungerne altri. Non so se abbia conosciuto l’orrore della loro esplosione. Non so se è diventato lui il rimorso di altri. Forse non lo sa neanche Pedro.

Quello che è sicuro è che Bubi vuole categoricamente escludere la possibilità di averne. Ne è terrorizzato.

Ed è per questo che alle sue donne deve togliere la maschera.

E’ capace di lanciare grida di dolore, di biascicare una tristezza divorante, di vagheggiare una crisi mistica. O semplicemente di mostrare qualche autentico attimo di desolazione e smarrimento. E di starsene poi assorto ad osservare reazioni, indifferenze, zampate infelici, assenze clamorose, odiosi opportunismi. Non soffre più, Bubi. Anzi. Il suo sollievo è tutto lì, nella certezza di non essere così importante e insostituibile…

Perché è nel bisogno, nella debolezza, nella “normalità” che le donne si dileguano…Bubi perde charme, diventa un uomo qualunque o un fardello o una piena da arginare. Bubi piace maledetto, lo sappiamo.

E a lui non basta considerarlo assodato per esperienza. Vuole conferme, da tutte, da ognuna. Vuole sapere sempre che le parole possono essere contenitori vuoti. Vuole vedere come le loro ferite si rimarginano in fretta. Vuole leggere le loro scuse per sottrarsi a veri slanci sentimentali. Solo così può sostenere in ogni tempo il loro sguardo. Richiamarle per un appuntamento sessuale. Divertirsi a corteggiarle quando chiedono di non essere illuse e deluse…

Illuse? Deluse? Non lo sono mai, accidenti. Furiose, magari. Per non averlo fatto innamorare. Per non averlo distratto dalla concorrenza. Per non aver conquistato il ruolo di regina. Ma è ben diverso!

Che l’illusione, signori, è anche amore puro. E qui invece dell’amore non si intravede neanche la sagoma in lontananza.

E’ un pomeriggio di sputtanamento, direbbe Pedro nei suoi scatti di concisione cruda.

Qualcuna lo degna solo di qualche laconica risposta di conforto, qualcuna spedisce frettolosi coriandoli di brio come fossero panacea di tutti i mali. Altre, le più impenitenti vanagloriose, si improvvisano filosofe o dottoresse dell’anima. Tentano di approfittare, insomma. Si buttano a capofitto sulla fragilità sbandierata da Bubi nel messaggio e offrono la ricetta della felicità…Superfluo sottolineare che sono cuoche e ingredienti del piatto che propongono. Danno lezioni a Bubi, fanno balenare l’idea che loro potrebbero essere l’unico toccasana per il suo disagio, si improvvisano depositarie di saggezza e benessere.

Bubi ride, è tutto balsamo per il suo timore. Bene, benissimo. Neanche l’ombra di un rimorso sfiora la sua pelle, la sua testa, il suo cuore.

Non è un trionfo. E’ una consapevolezza molto amara quella della povertà di tanti discorsi, quella della solitudine, quella della fugacità di tanto fervore, quella della insensibile, ipocrita superficialità.

Può darsi che la migliore storia d’amore possa donarcela Bubi rifiutandosi onestamente di scriverla…

CONTINUA

giovedì 12 agosto 2010

Lato B e scopicizia

Cosaaaaa? Pensi di poter ammirare impunemente il mio posteriore, vecchio satiro? Gilulì assesta un gancio nello stomaco a Bubi che incassa il colpo, simula un lancinante dolore, si piega e si lamenta fino a quando Giulì sta per convincersi di aver davvero esagerato: caspita Bubi, scusami, non volevo farti male….E come si avvicina viene stritolata nella solita morsa di solletico, quella che Bubi ha sempre in serbo per lei nelle amichevoli lotte.

Dopo risate e contorsioni, Giulì riprende le redini del discorso: beh, lo prendo per un bel complimento. Però adesso visto che sostieni che ho un lato B “espressivo” sbilanciati fino in fondo!

Bene, con vivo piacere, adorata amica Giulì! Innanzi tutto è ben fatto, sodo, in perfetta proporzione con il resto del corpo…Si muove con raffinatezza piuttosto eccitante. E’ in sintonia con il tuo portamento fiero ma morbido. Denota una personalità vivace e serena. Come le tue mani, Giulì. Magre ma non troppo, agili ma non nervose, piccole ma non infantili.

Bubi, mi sto gasando!

Come i tuoi occhi, Giulì. Intensi ma non invadenti, chiari e limpidi ma caldi, eloquenti, mobili.

Fermati Bubi altrimenti mi convinco sia tutto vero!!!

E lo è, Giulì.

Tu mi vedi con gli occhi dell’affetto…Scommetto che arriveresti ad attribuirmi un decolleté da maggiorata anche se sono quasi piatta come l’asse da stiro!

I tuoi seni sono decisamente invitanti, Giulì. A me non dispiacciono le tette maxi ma talvolta le mini possono rivelarsi assai stuzzicanti, cara…

Urca, ho fatto il pieno di apprezzamenti oggi. Grazie, Bubi! Anche tu non sei male, sai? Anzi…strizza l’occhio Giulì.

Che fai, mi prendi in giro? O stai abbracciando finalmente l’idea? Ride Bubi.

Quale idea?

Quella della scopicizia, l’amicizia che non esclude un po’ di conforto sessuale!

Brutto mandrillo, erotomane, sporcaccione…non cederò mai alle tue lusinghe.

Non sai cosa ti perdi, Giulì…

Ma smettila! E bevi, dice Giulì versando altra vodka.

Bevo per dimenticare, ghigna Bubi.

Allora, dai, riprendiamo le nostre riflessioni, esorta Giulì: tra Monica e Morena chi definiresti più sensuale?

Morena. Forse perché Monica è scontata. Forse perché Morena combina l’appeal erotico con la femminilità delle attenzioni, con la soddisfazione del palato, con le movenze misurate, con i profumi…

Credo che una molto sensuale sia Lucy o sbaglio?

Lucy è avvincente. Inquietante e attraente, qualcosa che prende più la testa che la pancia…

E Paoletta?

Paoletta stimola più i sensi frivoli, gli umori birichini...

E l’ultima, segreta fiamma?

Quale fiamma segreta, Giulì?

Quella dei graffi, Bubi!!!

CONTINUA